Ancisi: "Gli uffici comunali sapevano delle perforazioni a S. Pietro in Vincoli"

"La sospensione dell'attività del pozzo idrocarburi di San Pietro in Vincoli - afferma Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna - non depone affatto a favore del Comune "per come si sa adoperando e per come fosse praticamente estraneo all'iter che ha portato all'inizio dei lavori di perforazione", secondo quanto scrive oggi il consigliere della circoscrizione locale del PRI Marchini, che pure ha il merito di avere richiesto l'assemblea pubblica sul posto a posteriori del fatto. Oggi lo possiamo provare.

Il 20 marzo scorso avevamo rivelato che, a pochi metri dall'abitato di San Pietro in Vincoli, era sorta, da un giorno all'altro, una torre di 40 metri funzionale ad un impianto per la perforazione del suolo fino a 3.700 metri; e che l'obiettivo della Nothern Petroleum di Londra, titolare dell'autorizzazione, è quello di ottenere conferma dell'esistenza di un giacimento di metano del volume di 9,4 miliardi di metri cubi, identificato in un primo livello di ricerca, per chiedere quindi di procederne all'estrazione. Il giorno dopo, l'assessore all'Ambiente di questa amministrazione, Gianluca Dradi, ha affermato che "il Comune è fuori da questa vicenda...Il Comune non ha voce in capitolo". Ci ha messo 14 giorni, messo alle strette, per riconoscere, al contrario, che "Comune e Provincia hanno partecipato alla procedura di Valutazione di impatto ambientale". La verità è però ancora più cruda, dimostrata dall'elenco dei documenti registrati dal protocollo generale del Comune.
•    Il ministero dell'Ambiente aveva informato il Comune di Ravenna del "PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE PERFORAZIONE POZZO ESPLORATIVO DI NOTHERN PETROLEUM IN SAN PIETRO IN VINCOLI" il 28 febbraio 2008, giorno stesso dell'avvio.
•    Il 19 dicembre scorso, il Comune ha ricevuto dalla Nothern istanza di "AUTORIZZAZIONE URGENTE PER RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE A LAVORI DI TOMBINAMENTO FOSSI A SAN PIETRO IN VINCOLI IN VIA ANGAIA, 3", dove il pozzo sarebbe stato ubicato.
•    Dal 3 luglio 2008 al 24 febbraio 2009, sono stati protocollati nove documenti su permessi di ricerca richiesti dalla Nothern su una vastissima area tra Lido Adriano e Marina di Ravenna (permesso "Punta Marina") e un'altra ancora più vasta tra i Fiumi Uniti e il torrente Bevano (permesso "La Sacca").
Di tutto ciò, che minaccia di far sprofondare il territorio di Ravenna sottraendogli il metano su cui faticosamente galleggia, l'amministrazione comunale, che comunica ogni giorno a dismisura i suoi minimi dettagli, non ha sentito il dovere di dare ai cittadini la benché minima informazione, tenendone all'oscuro anche il consiglio comunale e i consigli di circoscrizione più direttamente interessati. Un silenzio che si spiega solo come complicità e con l'intenzione di mettere i cittadini di fronte al fatto compiuto, magari dicendo che non se ne sapeva nulla. Ma c'è molto altro di negativo.

AMPIO COINVOLGIMENTO DEL COMUNE NELLA PROCEDURA DEL POZZO
Da una delibera della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna in data 16 luglio 2008, si apprende quanto segue.
•    L'istanza di pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto relativo alla perforazione di San Pietro in Vincoli è stata presentata alla Regione il 30 gennaio 2008. L'istruttoria per la Valutazione dell'Impatto Ambientale (VIA) è stata condotta dalla Regione stessa, in contraddittorio con la Nothern, per la durata di cinque mesi e mezzo. Dopo di che, con la delibera del 16 luglio, la Regione ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale del progetto.
•    Alcune delle condizioni poste nel parere dimostrano che il Comune di Ravenna è stato ampiamente coinvolto nella vicenda. Portano scritto, infatti, che:
a)    "preventivamente all'attivazione del cantiere venga valutato, con il competente ufficio del Comune di Ravenna, lo stato di consistenza/conservazione degli assi viari da utilizzare";
b)    "le opere di adeguamento delle infrastrutture stradali necessarie al passaggio di mezzi siano concordate con il competente ufficio del Comune di Ravenna, che dovrà esprimere specifico nulla/osta autorizzazione alla loro esecuzione";
c)    "a garanzia di quanto sopra prescritto, la società proponente presti apposita fideiussione nella misura indicata dal competente ufficio del Comune di Ravenna...prima dell'attivazione del cantiere";
d)    "per consentire il controllo circa il rispetto delle prescrizioni impartite, la data d'inizio dei lavori dovrà essere tempestivamente comunicata (almeno 15 giorni prima) a Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna ed Arpa competente territorialmente".

Da quanto sopra, si deduce che mesi prima dell'attivazione del cantiere, il Comune di Ravenna era ampiamente a conoscenza dei lavori, e che ha tuttavia evitato di darne alcuna informazione, doverosa per la portata ed invasività del progetto, quanto meno nei confronti del consiglio comunale e per la popolazione di San Pietro in Vincoli, direttamente colpita. Non è neppure credibile, in proposito, che la Regione Emilia-Romagna non abbia coinvolto il Comune di Ravenna nella conoscenza di un'istanza di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al suo territorio, presentata alla Regione il 30 gennaio 2008, e di conseguenza non è giustificabile che il Comune non abbia attivato i propri servizi tecnici (in particolare il servizio Ambiente e l'unità operativa Geologico) per presentare, entro il termine prescritto di 30 giorni dal 29 gennaio, osservazioni al progetto capaci di contrastarne l'acritico via libera che ha ottenuto. Quanto meno, ad esempio, si poteva contestare l'ubicazione del pozzo a pochi metri dall'abitato di San Pietro in Vincoli, ma più in generale che si punti a realizzare a Ravenna il benché minimo progetto che significhi aggravarne la subsidenza.

MANCATI CONTROLLI
Informato 15 giorni prima dell'avvio dei lavori a San Pietro in Vincoli, il Comune di Ravenna avrebbe dovuto controllare la regolarità dei permessi. Se ha sbagliato il ministero dello Sviluppo economico a rilasciare l'autorizzazione senza aver ottenuto il decreto di VIA del ministero dell'Ambiente (ma Marchini non chieda a noi di "attivarci in modo proficuo anche nei confronti del Governo centrale", con il quale non abbiamo alcun rapporto), il Comune di Ravenna ha mostrato di accorgersene solo il 25 marzo, a scandalo scoppiato, come dimostra il documento inviato in quella data al ministero dell'Ambiente, che ha risposto il 3 aprile provocando la sospensione dei lavoro

SUBSIDENZA OFF LIMITS
Al di là degli incredibili silenzi, ritardi, sottovalutazioni, ecc. delle autorità di governo regionale e locale, che dovrebbero difendere i loro territori dagli assalti del governo centrale, la sostanza è presto detta. La delibera regionale del 16 luglio ha imposto alla Nothern anche di acquisire, durante la perforazione del pozzo, "tutti i dati necessari all'applicazione di un modello matematico sulla subsidenza indotta da un'eventuale successiva fase di sfruttamento della risorsa", secondo un programma di acquisizione dei dati che "dovrà essere sottoposto, prima dell'inizio della fase di perforazione, all'ARPA territorialmente competente, ad ARPA ingegneria ambientale ed alla Regione Emilia-Romagna". Inoltre, "il modello previsionale sulla subsidenza...dovrà tener conto delle interazioni negative con la rete di scolo naturale ed artificiale presente nell'area, e consentire di valutare gli effetti della subsidenza indotta dall'estrazione di gas su dette infrastrutture".

Ciò rivela che i devastanti effetti di aggravamento della subsidenza, quale si avrebbe dall'estrazione del metano, sono ben conosciuti dalla Regione stessa, come dovrebbe essere per il Comune di Ravenna. Sapendo di non poterla escludere, si vuole solamente verificare quanta subsidenza sarà prodotta, come se a Ravenna di subsidenza non ce ne fosse già troppa per ipotizzare che se ne aggiunga altra.

Tutto ciò ci porta a considerare che il tacito assenso dato dal Comune di Ravenna alla perforazione del pozzo esplorativo sia un fatto di grave autolesionismo, che fa presagire il peggio per il territorio ravennate e per la salute del suo ambiente".


05/04/2009


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