Un anno ricco di immersioni al Paguro, ma ci sono troppi pescatori abusivi

Ben 3.425 immersioni realizzate nell'area di tutela biologica del Paguro nel 2011, oltre 300 ore di attività  volontaria dei soci ed amici per l'attività di accompagnatore subacqueo volontario, per la realizzazione delle giornate del Divers For Africa realizzate a Marina di Ravenna.

Un anno da incorniciare per i soci dell'Associazione Paguro, molto impegnativo e ricco di soddisfazioni, con la presenza alla fiera della subacquea a Bologna (EUDI), la realizzazione e gestione della iniziativa Divers For Africa, oltre all'attività ordinaria istituzionale.

"Nel corso del 2012, ben conoscendo lo spirito e la passione dei nostri soci - scrive il presidente Giovanni Fucci -  potremmo stupirvi con un nuovo « progetto » che sarà presentato nella prossima primavera, del resto abbiamo già al nostro attivo un ricco palmares di primati innovativi :
-    promosso e realizzato la zona di tutela biologica del Paguro ;
-    realizzato il primo ed unico progetto in Italia di collocazione di parte di strutture off-shore dismesse ai fini del ripopolamento, oggi in concessione demaniale all'Associazione ;
-    contribuito alla realizzazione della zona di tutela biologica delle « tenue » a Chioggia ;
-    realizzato ed organizzato i primi corsi in Italia per autorizzare « accompagnatori subacquei volontari» ;  
-    realizzato il primo progetto di ripololamento attivo in Italia.

Il 2011 ha anche evidenziato a tutti due problemi che riteniamo non più rinviabili e per i quali facciamo un «forte» appello alle autorità :
-    i continui abusi che vengono commessi nell'area di tutela biologica del paguro con l'esercizio abusivo della pesca sportiva. Decine di imbarcazioni vengono spesso sorprese dai nostri soci ad esercitare la pesca e spesso troviamo imbarcazioni che organizzano vere escursioni di pesca con decine di persone.

Richiediamo un forte impegno delle autorità a sanzionare pesantemente gli abusi, atteso che ora l'area è riconosciuta come « zona SIC di interesse comunitario » che dovrebbe prevedere sanzioni amministrative di oltre 6.000,00 euro ed in caso di recidiva anche la confisca del natante.

Nel 2011 avevamo presentato una petizione per l'apertura dello scivolo per piccoli natanti e gommoni già costruito e pronto a Porto Corsini da parte dell'Autorità Portuale. Siamo l'unica realtà dell'alto Adriatico che non dispone di uno scivolo pubblico per piccoli natanti. Siamo l'unica realtà che non è in grado di garantire un servizio pronto ed urgente neanche per le emergenze della Protezione Civile e Vigili del Fuoco. Facciamo appello all'Autorità Portuale, al Comune di Ravenna affinchè procedano all'immediata apertura e fruizione della struttura già realizzata da due anni a porto Corsini. Centinaia di diportisti e di subacquei sono spesso costretti ad accedere al mare in aree pericolose ed inadatte, mentre è già pronto da tempo uno scivolo che non può essere utilizzato, senza che qualcuno ci spieghi le motivazioni.
16/12/2011


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