Confesercenti: "Serve una soluzione per il naturismo a Lido di Dante"

Piuttosto che sanzioni e contenzioso, addirittura in avvio di stagione che penalizzano la località e le attività economiche che hanno investito su questa nicchia di mercato turistico e ambientale consolidato da anni nel Lido, serve uno sforzo comune per trovare finalmente una soluzione politica e amministrativa alla identificazione di un area per il naturismo a Lido di Dante.

Non si può cambiare a fine marzo una delle offerte e delle identità conosciute e apprezzate del Lido senza peraltro avere alle porte altre alternative adeguate. Le sanzioni effettuate nei giorni scorsi insieme agli annunci che ne sono seguiti, hanno suscitato allarme tra gli operatori locali e tra i naturisti praticanti, parte dei quali si sta informando sugli sviluppi facendo sapere che in queste condizioni si vedranno costretti a cambiare zona.

La legge regionale del 2006 che ha disciplinato il turismo naturista, per quanto perfettibile, è stata assunta non solo per la legalizzazione di aree naturali da destinare a questa pratica molto diffusa in Europa, ma soprattutto per estenderla anche ad altri luoghi e non per inibirla come rischia di succedere.

Più volte ci siamo rivolti alle autorità affinchè si risolva senza nuove polemiche ed esasperazioni la definizione di un'area destinata al naturismo facendo tesoro anche delle esperienze positive svolte recentemente proprio a Lido di Dante e anche del contesto di miglioramento registrato la scorsa stagione.

Lo stesso Consiglio Comunale di Ravenna a fine dicembre 2010 all'unanimità aveva approvato una precisa volontà politica con un ordine del giorno che "invita il Sindaco e la Giunta a trovare, stanti le prescrizioni di legge e le indicazioni degli organismi di tutela, anche attraverso un dialogo con le associazioni naturiste, una collocazione nella zona della Bassona di un'oasi di turismo naturista o comunque a valutare opportunità che, nel dialogo con istituzioni preposte ed associazioni, possano scaturire per dare risposta ad un filone turistico fondamentale per l'eterogeneità dell'offerta ravennate".

Fermo restando la tutela ambientale da un lato e la repressione (questa si dura) e il giusto controllo dei fenomeni degenerativi che si presentano nel Lido, la Confesercenti anche a fronte delle sollecitazioni degli operatori del Lido chiede pubblicamente e auspica, con un paziente impegno e il concorso delle realtà interessate, che si lavori alla ricerca di una soluzione per un'area consona, delimitata, gestibile e finalmente riconosciuta e che avvii una fase nuova, utile al decollo anche economico della località.

Questa è la "svolta epocale" di cui c'è bisogno con coerenza e buon senso, non di nuovi conflitti controproducenti.

Molti operatori chiedono interventi in favore dell'area per il naturismo con una soluzione compatibile, idonea e integrata, coerente per storia e natura e con la stessa promozione che è stata fatta e attrezzata per competere con altri paesi su questa nicchia di mercato. Nicchia di cui più volte la stessa stampa ha evidenziato la valenza, le tendenze in crescita oltre che le politiche di accoglienza di altre nazioni europee.


28/03/2012

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Ringrazio come sempre a chi veramente sa ancora accogliere persone, turisti e naturisti e ti fanno sentire come a casa propria. Perchè dopo questa presa di posizione del comandante della forestale, senza severità nei loro confronti, ma a tutto il sistema burocratico politico che non ha mai preso una posizione netta riguardo a una pratica sana, quanto salutare, mi sento sempre più lontano mentalmente sia come diritti civili e considerato cittadino di serie B in questo paese. Dopo più di 17 anni che frequento questa località estiva meravigliosa, dove ci mangio ci dormo, vivo le più belle emozioni che questo ambiente naturale può offrirmi, trascorrendo giornate in spensieratezza, vedermi i militari davanti è come sentirmi un delinquente, per aver solo apprezzato questi doni della natura. Un abbraccio a tutti i commercianti che ci hanno sempre sostenuto e capito per quelli che siamo dentro, e non per come ci vestiamo. Cordialmente ringrazio. Alessandro Nagni naturista italiano deluso.
28/03/2012 - Alessndro Nagni
Ringrazio come sempre a chi veramente sa ancora accogliere persone, turisti e naturisti e ti fanno sentire come a casa propria. Perchè dopo questa presa di posizione del comandante della forestale, senza severità nei loro confronti, ma a tutto il sistema burocratico politico che non ha mai preso una posizione netta riguardo a una pratica sana, quanto salutare, mi sento sempre più lontano mentalmente sia come diritti civili e considerato cittadino di serie B in questo paese. Dopo più di 17 anni che frequento questa località estiva meravigliosa, dove ci mangio ci dormo, vivo le più belle emozioni che questo ambiente naturale può offrirmi, trascorrendo giornate in spensieratezza, vedermi i militari davanti è come sentirmi un delinquente, per aver solo apprezzato questi doni della natura. Un abbraccio a tutti i commercianti che ci hanno sempre sostenuto e capito per quelli che siamo dentro, e non per come ci vestiamo. Cordialmente ringrazio. Alessandro Nagni naturista italiano deluso.
28/03/2012 - Alessndro Nagni
Il naturismo in Italia è vessato in tutti i modi, non si riesce a comprendere che la filosofia naturista è basata sul reciproco rispetto, sulla gioia di vivere senza barriere fra le persone in comunanza con tutti. Il naturismo nulla ha a che vedere con le degenerazioni di persone che non riescono a vivere la propria sessualità in modo sereno. Il Lido e i sui commercianti hanno sempre capito quali siano le enormi possibiltà turistiche che offre il mondo naturista, in Francia come in Spagna e più in generale in tutta Europa sono centinaia le strutture naturiste ufficiali e le spiagge che ospitano le migliaia di naturisti Europei! Auspico che il Lido possa continuare ad essere un punto di riferimento in Italia per tutti! Marco Cattaneo Dirigente A.N.Ita. Associazione naturista italiana
28/03/2012 - Marco cattaneo
Storia della Legge n.26/2006 sul turismo naturista dell'Emilia Romagna intitolata " Valorizzazione del Turismo naturista" Alla Regione Emilia Romagna il 21 maggio 2004, la capogruppo dei Verdi Daniela Guerra, su mia richiesta, accettò di presentare al Consiglio regionale una proposta di legge sul Naturismo. Il titolo era "Valorizzazione del turismo naturismo".Il testo presentato a parte qualche lieve modifica di contorno, fu quello che io avevo consegnato alla Guerra: testo che avevo preso (ritenendolo valido) dalla Proposta di legge presentata il 29 novembre 2001 al Consiglio Regionale del Lazio dal DS Renzo Carella. Subito all'inizio della nuova legislatura regionale Daniela Guerra, il 29 giugno 2005,  ripresentò  nuovamente la proposta di legge sul naturismo e, con l'appoggio e la  collaborazione dell'ANER',  mercoledì 07 giugno 2006, ci fu  l'importante passo in avanti con la convocazione dell'Udienza conoscitiva della Commissione Turismo, Cultura, Scuola, Formazione Lavoro Sport. Io ero presente assieme a CONAIT, Aner, Assonatura, Econat, politici (fra questi l'assessore al Turismo Guido Pasi) e privati impegnati a vario titolo nel mondo naturista. Con grande sorpresa per la rapidità, poi, mercoledì 26 luglio 2006 la proposta di legge arrivò nell'aula del Consiglio regionale  dell'Emilia Romagna e fu:approvata con il voto della maggioranza dei consiglieri presenti in aula: Ventidue sì, dodici no (quelli della Margherita, della lega, di AN e di parte di FI) e quattro astensioni: Per l’E-R e tre consiglieri di FI). Così fu dato  il via libera al provvedimento . Come si può leggere al comma 2 dell'articolo 3 "Nelle aree pubbliche destinate al naturismo dovranno essere costruite semplici infrastrutture destinate a servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, rispettose dell'ambiente e degli eventuali vincoli esistenti". Non si fa alcun accenno di quali servizi dotare l'area naturista e dire che è obbligatorio il gabinetto è falso. La legge non obbliga nulla ed è stata fatta per invitare quei comuni che desiderano dare spazio turistico alla nicchia naturista di riconoscere ufficialmente un area per loro e se seguono questa via ovviamente la doteranno di qualche servizio. Per quanto riguarda la questione penale un comune con una ordinanza o delibera non può modificare il codice penale, quindi, se il nudo naturista fosse un reato un reato resta: il comune può solo riservare ad alcune categorie di persone delle aree non vietare tutto andando contro ad almeno 2 articoli della Costituzione italiana. *******Fidenzio Laghi
28/03/2012 - Fidenzio
Art. 3 Aree pubbliche destinate al naturismo 1. Le autorità comunali possono destinare spiagge marine, lacustri o fluviali, boschi ed altri ambienti naturali di proprietà del demanio o di enti pubblici alla pratica del naturismo. 2. Nelle aree pubbliche destinate al naturismo dovranno essere costruite semplici infrastrutture destinate a servizi che siano scarsamente visibili, non inquinanti, rispettose dell'ambiente e degli eventuali vincoli esistenti. 3. La gestione di tali aree potrà essere concessa a privati, ad associazioni o ad organizzazioni che ne garantiscano il buon funzionamento e la fruizione applicando le tariffe previste dalle rispettive normative. 4. Nel caso di cui al comma 3, la concessione individua il canone dovuto dai soggetti gestori e l'obbligo di attrezzare l'area in modo da garantirne il buon funzionamento e la fruizione. 5. Le amministrazioni comunali controllano l'attività svolta, il regolare allestimento delle infrastrutture e, in caso di riscontro negativo, revocano la concessione o la licenza. Voglio ricordare a Laghi che l’articolo 3 della legge regionale non è composto solo dal comma 2. I termini: “possono” (comma 1) e “potrà” (comma 3), nella lingua italiana non sono sinonimi di “devono”. Se il comune, a Lido di Dante, ha deciso di non destinare alcun tratto di spiaggia alla pratica del naturismo, bisogna prenderne solo atto. D’altro canto, l’associazione naturista poteva benissimo presentare una richiesta di concessione per attrezzare un’area ove svolgere la loro attività. Come mai non l’ha mai fatto? Quanto all’aspetto sanzionatorio, tutto ciò che non è autorizzato è vietato. Ancor più quando è esplicitato con apposita cartellonistica il divieto della pratica naturista. Ogni atto contrario alla pubblica decenza è sanzionato dall’art. 726 del Codice Penale. Laghi conosce bene l’ultimo pronunciamento della Corte di Cassazione (sent. 31407/2006), ma non la cita. La Suprema corte, adita da una persona sorpresa completamente nuda a prendere il sole e condannata dal Giudice di Pace di Spoleto per violazione dell’art. 726 C.P., ha confermato la condanna. Le motivazioni addotte sono state le seguenti: “Ne d’altra parte può sostenersi che la nudità integrale, a causa dell’evolversi del comune sentimento, non è più idonea a provocare turbamento nella comunità attuale, giacché essa può essere tollerata solo nella particolare situazione di campi nudisti, riservata a soggetti consenzienti, ma non in luogo pubblico o aperti o esposti al pubblico, dov’è percepibile da tutti, anche da bambini e da adulti non consenzienti”. Ordunque, è un preciso indirizzo giurisprudenziale di merito, per cui bisogna tenerne conto.
30/03/2012 - Pasquale Minichini - Lista per Ravenna
Vedo che si fanno sempre chiacchiere sulla nostra presenza in spiaggia se sia legittima o meno. A livello giuridico non ci sono dubbi sulla regolarità del naturismo alla Bassona, ma purtroppo si continua a delegittimarla rovinando una fetta di turismo importante. Cosa ne penseranno gli stranieri del nostro strano comportamento? Riflettete su questo, che è importante. Credo che la soluzione si debba subito trovare, perchè non è possibile che tutti gli anni ritorni a galla questa squallida questione che si potrebbe risolvere facilmente applicando il buon senso. Stavo già organizzandomi insieme ad altre migliaia di naturisti di trascorrere ben tre settimane a Dante. Con questo clima di militarismo come dovremo comportarci secondo voi? Ricordatevelo che un naturista che trascorre un lungo periodo, non stà solo lì: Certamente coglierà l'occasione di visitare tutto il contorno di bellezze artistico culturali delle quali la Regione Emilia Romagna ne è così ricca. Di questo passo andremo molto male anche in termini di crisi economica se non intervenisse il prefetto a bloccare l'azione della forestale. Ve lo garantisco. Anche perchè si tratta assolutamente di un comportamento illegittimo e da irresponsabili, che lede i diritti umani. E qui mi fermo. Coridali saluti. Alessandro Nagni.
01/04/2012 - Alessandro Nagni
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