"La Contessa soubrette" di Roberta Paganelli - Storia della cantante Ines Lidelba

E' uscito recentemente questo libro - edito da Risguardi - che racconta la storia della cantante di grande successo, Ines Lidelba, nata nel 1893 e morta nel1961, di cui da decenni non si è più parlato. Un silenzio non giustificato che l'autrice del libro, Roberta Paganelli, ha voluto infrangere per ridare al personaggio lo spazio che le è dovuto.

Un libro che interesserà certamente gli appassionati del bel canto, ma non solo, perché la lettura mette in rilievo personaggi e momenti storici senza trascurare di riprodurre con grande cura le abitudini e i costumi a partire dai primi anni del '900.

L'autrice ha condotto una ricerca molto accurata e lo dimostrano i documenti di cui il libro è ricchissimo. D'altro canto Roberta Paganelli non è al suo primo lavoro ma vanta già la pubblicazione di numerosi testi in cui ha affrontato argomentazioni e contesti diversi; ha collaborato a varie riviste e collane di studi come Musica, Rassegna Musicale Curci, Ravenna Studi e Ricerche, e ha scritto saggi su Giulietta Simionato, Enzo Pinza, Carlo Zampighi, Beniamino Gigli.

Dalla ricerca sulla Contessa soubrette è emersa la Diva che per la sua classe e signorilità si distingueva dalle altre soubrette del tempo, inoltre il suo talento unito alla padronanza scenica e alla grande capacità di comunicare col pubblico le permise di fare una sfolgorante carriera non solo in Italia ma anche all'estero. La sua voce emerse limpida in quella considerata a torto "musica minore": nonostante fosse passata dalla lirica all'operetta non fu mai una sciantosa ma restò sempre legata al repertorio e al mondo operettistico.

"Sotto il cielo dell'operetta-scrive Gianni Gori nella presentazione del libro- la voce della Lidelba aveva tutto il sorriso 'charmant et frais' che guizzava malizioso nel canto e che doveva stuzzicare e mandare in sollucchero i 'gentlemen' dell'Italietta operistica. A questo si aggiungevano a volte un'ombreggiatura delicata, un tocco insinuante, centellinato con sovrana eleganza, con il solo sortilegio della voce e di una verve scenica che nulla concedeva all'ostentazione o al cattivo gusto. La Lidelba non avrebbe mai cantato 'con le gambe'. Questione di classe".

Un libro, si è già detto, ricco di immagini e documenti originali: "Accanto alle splendide immagini- scrive ancora Gianni Gori- vi sono, rari e pressoché introvabili, documenti sonori che dovrebbero restituircela, quella voce.[...]Roberta Paganelli ha diligentemente tracciato un catalogo discografico della Lidelba prezioso e non privo di autentiche sorprese".

Recensione di Anna De Lutiis

12/03/2012


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