Minichini (LpRa): "Lido di Dante: nudismo e naturismo"

"Apprezzo la corretta analisi e le richieste di Pietro Vandini (capogruppo in consiglio comunale di Ravenna del M5S), apparse sulla stampa locale e relative alla questione nudo/naturista a Lido di Dante.

Ciò dimostra che alcuni esponenti di Lista per Ravenna non sono antinaturisti, come qualcuno ha tentato di attribuirgli questo appellativo, tantomeno visionari. Le richieste che avanza Vandini sono le stesse che da anni, non solo Lista per Ravenna ma, anche i cittadini, i turisti, gli stessi imprenditori, hanno sempre proposto agli amministratori succedutisi alla guida della città.

È corretto affermare che gli errori non possono essere imputati a chi oggi cerca di far rispettare le regole. Gli stessi imprenditori, che oggi si stupiscono della fermezza con cui la Forestale sta affrontando la materia, non più di qualche anno fa approvarono in una folta pubblica assemblea la linea della regolamentazione dettata dal precedente Comitato cittadino.

Unica cosa che non mi sento di condividere è la nota riportata nell'articolo, relativa al parere espresso dal Difensore civico. In particolare: "secondo la maggioritaria e più recente giurisprudenza, la nudità non costituisce una condotta penalmente rilevante ove inserita  in particolari contesti socio-relazionali o settoriali: in particolare non integra il reato di atti contrari alla pubblica decenza la nudità integrale praticata da un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da questi solitamente frequentata (v. ex multiis, Cass., 1765/00, 3557/00)".

Lungi dal sindacare l'operato di chi è chiamato ad esprimere pareri su diatribe tra cittadini e la pubblica amministrazione. Solo qualche considerazione. Una materia così complessa, avrebbe meritato più approfondimento sugli indirizzi giurisprudenziali della Suprema Corte che, chiamata più volte ad esprimersi, lo ha fatto con sentenze univoche. Dalle sentenze non si può estrapolare solo ciò che più aggrada, ma l'articolato del giudice chiamato a decidere. 

Con la 3557/2000, i giudici di merito non hanno solo affermato che "non può considerarsi indecente la nudità integrale di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata"; hanno anche detto: "mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate"; proseguendo, hanno rafforzato un principio: "In particolare, l'esibizione su una spiaggia non appartata degli organi genitali, costituisce sicuramente, secondo questa Corte, un atto lesivo dell'attuale comune sentimento di riserbo e costumatezza".

Nel caso specifico, la Cassazione ha annullato il giudizio di un tribunale che aveva assolto una persona che si era denudata su una spiaggia e sanzionata ai sensi dell'art. 726 c.p.. Vi è dappiù. La più recente giurisprudenza, tra l'altro non  citata tra le maggioritarie, è la sentenza n. 31407/2006, con la quale i giudici di merito hanno inteso eliminare ogni residuo dubbio che poteva sorgere con le precedenti pronunce sopra in rassegna. L'ho riportata tante volte, per cui ritengo sia solo questione di andarsela a leggere."

Pasquale Minichini - Lista per Ravenna


18/06/2012

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"Dalle sentenze non si può estrapolare solo ciò che più aggrada, ma l'articolato del giudice chiamato a decidere" riguardo al 726 bisogna considerare gli episodi:la 3557/2000 (che peraltro è stata l'ultima condanna)riguarda un tipo che si è spogliato in un'affollata spiaggia della Versilia,la 31407/2006 da cui minichini pretende di stabilire le regole del naturismo riguarda una persona che facendo un pic nic in un'area attrzzata di un parco,dopo aver esagerato col bere ha incominciato ad avere caldo si è spogliato e si è addormentato nudo. invito il signor minichini a meditare se non sta commettendo un reato lui a dire che la nostra presenza è illegale visto che le prime multe di marzo dai giudici non ci sono manco arrivate perchè già archiviate dalla procura
18/06/2012 - Andrea vi
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