Tomba di Garibaldi / Vinceti chiarisce la posizone del Comitato da lui presieduto

Il presidente del Comitato per la valorizzazione dei beni culturali, Silvano Vinceti, interviene sul dibattito nato dalla notizia della riapertura della tomba di Garibaldi. E lo fa chiarendo la posizione del Comitato, in risposta anche alle parole del vice Sindaco di Ravenna, Mingozzi.

«Nel merito della dichiarazione di alcuni discendenti di Garibaldi e in particolare della Annita Garibaldi (da non confondere con Anita Garibaldi) sul fatto che "la riesumazione sia una inutile spettacolarizzazione" tengo a precisare che più di 50 discendenti di Garibaldi hanno chiesto al Comitato di procedere alla riesumazione del caro antenato per accertare lo stato di conservazione della salma imbalsamata.

Che il comitato dopo una ricerca storico-documentaria su tutta la vicenda legata alla tardiva e mal fatta imbalsamazione, grazie ai suoi esperti è giunto alla conclusione che molto probabilmente è in atto la polverizzazione dei suoi resti mortali.

Che per evitare spettacolarizzazioni, pur avendo il patrocinio del Ministro Bondi decise, con il consenso dei famigliari, di posporre al dopo celebrazioni l'inizio della ricerca.

Che il Comitato non entra nel merito delle libere opinioni dei famigliari rispetto alla presenza o assenza della sua salma ma parte dal presupposto che lui si trovi in quella tomba e che si un atto dovuto moralmente accertare le sue condizioni e intervenire per garantire la stessa imbalsamazione.

Che sarebbe stato opportuno da parte di tutti i famigliari impegnarsi per il rispetto delle volontà del loro tanto amato congiunto che voleva essere bruciato e ancor di più per mobilitarsi per accertare lo stato d'imbalsamazione del loro caro estinto.

Il Comitato su richiesta della maggioranza dei famigliari con il sostengo di molti parlamentari e cittadini svolgerà professionalmente il compito che gli è stato richiesto senza minimamente entrare in polemiche interne ai discendenti.»

27/07/2012


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