Il grano per la pasta Barilla dal porto di Ravenna a Parma in treno

Il grano per la pasta Barilla dal porto di Ravenna a Parma in treno
Galliano Di Marco, presidente dell'Autorità portuale di Ravenna

Accordo con il Centro Padano di Interscambio Merci e l'Autorità portuale. La soddisfazione di Mingozzi e Di Marco

Il grano di Barilla da oggi viaggia in treno con CePIM. Con l’accordo siglato tra le due società, CePIM spa ha infatti attivato un servizio di trasporto intermodale della materia prima, proveniente dal Nord America, su binario dal porto di Ravenna al terminale ferroviario dell’Interporto di Parma.


L’obiettivo perseguito dalle due aziende, da sempre sensibili al tema dell’ambiente, è quello di intervenire sulla modalità di trasporto in chiave di ecosostenibilità e in linea con le politiche dell’Unione Europea in questo settore.

Il vicesindaco Giannatonio Mingozzi si è complimentato questa mattina con il Centro Padano di Interscambio Merci (CEPIM), Galliano Di Marco e tutti coloro che si sono impegnati  per il buon fine di  questa operazione, Regione compresa: "Sempre di più ci accreditiamo non solo come il porto che sostiene i principali interessi commerciali dell’Emilia Romagna nel settore delle materie prime e in particolare rivolte all’alimentazione  ma dal punto di vista della competitività possiamo operare nei bacini del nord Emilia della Lombardia e del Veneto offrendo servizi che non temono la concorrenza di nessun altro scalo del nord Italia”.

Dall’inizio di questo mese ogni settimana due treni dedicati, con 40 container appositamente predisposti per questa particolare tipologia di merce, attraverseranno l’Emilia Romagna per rifornire il mulino di Pedrignano della Barilla, vicino Parma, nato per alimentare con semola autoprodotta gli impianti di produzione della pasta.

“Questa nuova iniziativa – ha spiegato l’amministratore delegato di CePIM spa Interporto di Parma, Luigi Capitani – oltre al contributo concreto che da al tema della ecosostenibilità, ha l’innegabile merito di aver attivato una collaborazione fra tre realtà imprenditoriali dell’Emilia Romagna, leader nel loro settore. Una sinergia operativa che si concretizza in risultati tangibili per il territorio e per lo sviluppo economico del distretto”.

Il nuovo servizio è stato reso possibile per effetto di una serie di accordi commerciali e di partnership progettuale, che CePIM ha avviato da tempo sia con operatori ferroviari, sia con enti territoriali come la Regione Emilia Romagna e l’Autorità portuale di Ravenna, con cui nello scorso mese di giugno è stata sottoscritta un’intesa per lo sviluppo strategico e operativo tra i due hub – l’Interporto di Parma e il Porto di Ravenna – in termini di nuove connessioni ferroviarie. Sotto il profilo della promozione del trasporto intermodale, l’Autorità portuale di Ravenna si è dimostrata particolarmente sensibile, contribuendo in modo concreto alla realizzazione del servizio di trasporto.

Il trasporto dal Porto di Ravenna al Mulino di Pedrignano fino ad oggi veniva eseguito con camion convenzionali. Il nuovo servizio organizzato da CePIM con treno proprio ha dunque anche il merito di spostare il trasporto dalla strada alla ferrovia, con conseguente abbattimento del 90% delle emissioni inquinanti dai camion.

L’organizzazione dei processi è stata studiata da CePIM in collaborazione con Barilla per consentire di realizzare un servizio intermodale door-to-door, dall’introduzione del grano nei container posti sul treno direttamente in aree coperte dei terminal portuali di Ravenna fino alla consegna nel mulino di Pedrignano.

Inoltre, CePIM e Barilla lavoreranno insieme per valutare eventuali soluzioni per il miglioramento ulteriore dei processi in un’ottica di eco sostenibilità.

"L’importanza  dell’avvio di questo collegamento  – afferma il Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Galliano Di Marco – sta certo nell’aver portato a Ravenna un grande operatore come Barilla, ma soprattutto sta nell’avere confermato che il Porto di Ravenna, unico porto della Regione, è una valida, strategica e competitiva porta di ingresso per alcune tipologie di merci, per la movimentazione delle quali il nostro scalo è al primo posto in Adriatico. Questo risultato si colloca nel quadro più ampio delle azioni messe in campo per  recuperare e sviluppare competitività e mercato nella tradizionale area di riferimento del nostro Porto, ovvero il bacino del Nord Emilia e della Lombardia Orientale. Accordi con gli operatori economici, con gli Interporti, con le compagnie di trasporto e con le Amministrazioni pubbliche migliorano l’interoperabilità dei sistemi logistici, l’integrazione con le altre modalità di trasporto e contribuiscono al potenziamento dei servizi  - penso, per esempio a quelli legati al progetto Europeo  “Port of Ravenna Fast Corridor”  (single window, pre clearing, sdoganamento in mare ecc.)- , e candidano il Porto di Ravenna a divenire l’accesso per le merci che dall’Asia arriveranno in Italia via mare per EXPO’ 2015”.

11/11/2014

 Commenti

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Tutto grano proveniente dall'estero con parametri del ministero della salute diversi dal nostro...Barilla made in Italy,come no...
11/11/2014 - Paolo
Se il grano viene macinato a Parma e passa da Ravenna poi la pasta o le merendine fatte diventano made in Italy. Assistiamo a questi miracoli ogni giorno...o forse potrebbero essere chiamati in altro modo! Questa è la tutela che abbiamo delle produzioni italiane... di questo passo i posti di lavoro saranno sempre meno e le produzioni sempre meno salubri. Gabri
11/11/2014 - gabri
Il grano importato e non deve avere determinate caratteristiche per legge, pecore nere ci sono dappertutto. Prodotto in Italia non è sinonimo di qualità: vino al metanolo, mozzarella blu, etc. etc. L'Italia importa il 65-70% di grano tenero e il 20-25 di grano duro: senza queste importazioni niente pane, niente merendine, niente pasta per tutti.... Siamo pronti ad acquistare vestiti, tecnologia e giochi fatti all'estero senza commentare. Denigrare un'industria che da lavoro a decine di migliaia di persone (se non di più) non aiuta ad uscire dalla piccola mentalità che ancora ci attanaglia.
11/11/2014 - Alessandro
basta non comprare....
11/11/2014 - ste
Buona notizia.....Maaaaa.....una linea ferroviaria MIGLIORE tra Ravenna e Bologna ? E cmq Barilla con grano estero si sa da tempo!
12/11/2014 - E
ma c'è chi pensa che la produzione di grano nostrana sia sufficiente per il fabbisogno italiano?? forse rispetto ai consumi di 100 fa... ma ad oggi no di certo. E' inevitabile approviggionare dall'estero, certamente controllando l'origine e la quantità del prodotto importato. Aggiungo: meno male che almeno la pasta si continua a produrla in Italia...
12/11/2014 - Marco
Pienamente d'accordo con MARCO e ALESSANDRO!!!! viva la Barilla!!!
12/11/2014 - bilancia
lo sapete, vero, che queste granaglie sono sottoposte a fumigazioni contro i parassiti? sapete cosa usano il più delle volte? fosfina ( idrogeno fosforato). prodotto il più della volte in cina e distribuito da aziende americane. usato in italia dopo aver avuto le autorizzazioni da parte della questura. sapete perché occorre una autorizzazione? leggetevi la scheda del fumitoxin. leggete e poi ognuno di voi decida per sé stesso.
12/11/2014 - gian paolo
Spero non arrivi dalla vecchia Russia, se così fosse speriamo lontano da Chernobyl. Io non denigro Barilla,basta faccia controlli seri sul prodotto, perchè di schifezze ne mangiamo e respiriamo già tante.
12/11/2014 - sally
Le produzioni italiane non sono sufficienti, ma vi sembra lecito non scrivere sull' etichetta che la materia prima non è italiana? Ognuno è libero di comprare quello che vuole, ma devo poter scegliere! Se non è scritto come faccio? Ti comprano il tuo prodotto al prezzo che stabilisco loro altrimenti comprano da altri, anche perché la merce spesso è deperibile. Il prodotto importato può essere altrettanto salubre, ma non deve neppure essere prodotto sfruttando lavoratori sottopagati. Appoggiando questi comportamenti si perdono tanti posti di lavoro come è già successo in tanti altri settori che hanno quasi totalmente delocalizzato le industrie all' estero. 100kg di grano costano come 20 caffè. Il grano in Italia non viene prodotto perché pagato a un prezzo che non copre i costi, e non perché non ci sia sufficiente terreno, si produce mais per produrre energia elettrica. Gabri
12/11/2014 - gabri
Avete dimenticato l' agricoltore che ha regalato le patate alla parrocchia perché era più costosa la raccolta del prezzo che gli pagavano? E nonostante ciò le patate estere continuano a essere importate. Come faranno a costare così poco? Forse gli agricoltori italiani non sono bravi? O forse le patate arrivano da paesi dove la manodopera viene sfruttata e i lavoratori trattati peggio degli animali. Si raccolgono firme per il maltrattamento degli animali, ma si ignora la schiavitù che è ancora presente ancora oggi. Gabri
12/11/2014 - Gabri
non c e spazio per la produzione di grano con la campagna cementificata o con panelli solari trasformati in produttori di energia elettrica.Cosi il grano prodotto all estero,la lavorazione fatta da stranieri in Italia,quando troveranno lavoro i disoccupati in Italia?
13/11/2014 - marika
e parlando del grano hanno spostato l'attenzione sulla persona che buona parte di Ravenna riteneva responsabile della brutta figura del ponte mobile e Mingozzi lo fa passare anche come benefattore del porto! potere degli ultimi repubblicani rimasti....
13/11/2014 - angelo
Bene che si siano tolti un po' di TIR spaccaOO dalle strade, male per l'importazione di grano dall'estero!!! Gli agricoltori invece di lamentarsi sempre dovrebbero piantare più grano così si riducono importazioni di merce di cui si sa sempre troppo poco!
13/11/2014 - gius
Certo che c'è gente che trova sempre il lato negativo delle notizie, anche quando sono positive. Che c'entra la questione del grano estero? Possibile che nel 2014 la gente creda ancora al mulino bianco sotto casa propria?? Ma le notizie le leggete/ascoltate? O si apre bocca (o scrive) per sport?
13/11/2014 - Emanuele
Premetto che a me sta bene Barilla,ma il grano estero centra cavolo se centra,perchè se arriva qualcuno lo compra, lo usa,ce lo fa mangiare(non dico Barilla) o lo mangiano gli animali.Spero effettuino i controlli dovuti,se no è un cane che si mangia la coda. Se avete qualche amico portuale fatevi dire da dove provengono le navi cariche di grano, non certo dall'Italia. Personalmente non credo ne al Mulino bianco ne a babbo Natale per questo parlo di grano estero siamo in globalizzazione quindi ci tocca.,poi se qualcuno apre la bocca per sport o scrive per sport che dire siamo democrazia,lasciamo a tutti voce positiva o negativa che sia.
13/11/2014 - sally
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