La gioia dell'Istituto Verdi: grande successo per il trittico su Balilla Pratella

In tre serate il progetto che ha sviluppato gli aspetti caratteristici della figura del grande musicista ravennate

Col concerto - molto applaudito dal pubblico - di mercoledì 25 novembre, si è chiuso, nella splendida sede di Palazzo Rasponi dalle Teste, il ciclo di appuntamenti dedicati a Francesco Balilla Pratella, in occasione dei sessanta anni della morte. Organizzato dall’Istituto superiore di studi musicali “Giuseppe Verdi”, di cui Pratella fu direttore dal 1927 al ’45, il convegno si è articolato in tre giornate, a distanza settimanale, l’11, il 18 e il 25.

Le conferenze sono state seguite dai concerti che hanno avuto luogo nella Cattedrale e nello stesso Palazzo Rasponi. L’occasione di celebrare Pratella non è sfuggita all’Istituto musicale, che ha iniziato a lavorare al progetto agli inizi del 2014. L’iniziativa partì dalla Scuola di Composizione del Dipartimento di Teoria e Analisi, Composizione e Direzione. Il progetto curato dal M° Francesco Maria Paradiso, docente di Composizione, ha portato alla costituzione del Comitato scientifico composto dal precedente direttore Franco Perfetti, coordinatore del progetto, e dai docenti Andrea Maramotti, Francesco Maria Paradiso, Iole Di Gregorio, Grazia Raimondi, Maria Francesca Baldi, al musicologo faentino Domenico Tampieri e all'editore Ivan Simonini; nel 2012, per le edizioni del Girasole, è infatti stato pubblicato in versione integrale il Testamento di Pratella, un documento preziosissimo che aveva avuto una parziale pubblicazione nel 1971, col titolo Autobiografia.

L’11 novembre il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali: oltre a Franco Perfetti e Andrea Patrignani, hanno parlato il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Lanfranco Gualtieri, e il presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ISSM “Verdi” Roberto Guerrini. L’esito dell’iniziativa - che ha visto la costante presenza e la disponibilità di Eda Pratella, figlia del Maestro - è stato molto positivo, sia per la parte scientifica, volta all’identificazione dell’autore e della sua opera, che per quella musicale, dedicata all’esecuzione di musiche pratelliane, troppo spesso dimenticate dal repertorio. Entrambi gli aspetti hanno fornito un quadro completo della figura di Pratella, della sua ricca personalità e produzione, che percorre tutta la prima metà del secolo XX. La complessità della posizione di Pratella può trovare un’estrema sintesi nel binomio tradizione-avanguardia: fu il primo musicista ad aderire al Futurismo, divenendo amico e collaboratore di Marinetti, e dando al nuovo movimento i manifesti teorici sulla musica e numerose composizioni, la più celebre delle quali è l’opera L’ Aviatore Dro. Ma Pratella fu anche infaticabile ricercatore del canto popolare, cultore delle tradizioni romagnole, autore di Cante. Due aspetti che, come è stato ribadito al convegno, non sono in contraddizione, ma si compenetrano.

Nella giornata del 18, dedicata in larga parte alle musiche scritte per il cinema, si è potuto assistere alla proiezione di Manifattura tabacchi, un cortometraggio del 1936 che, attraverso la narrazione del processo produttivo della sigaretta, aveva lo scopo di pubblicizzare il prodotto, promuovendone il consumo. Una vera rarità assistere a questa pellicola, cui è seguita, in prima assoluta, l’esecuzione delle musiche originali per pianoforte di Pratella, delle quali è stata interprete la giovane allieva Cecilia Facchini. Tutti gli interventi andrebbero menzionati nei rispettivi temi trattati. Ricordiamo quello del celebre compositore russo Yuri Kasparov, che ha parlato del futurismo musicale in Russia, con proiezioni e ascolto di musiche rare, e di autori poco conosciuti, ma la cui opera è di sicuro interesse.

Nella giornata del 25 ha avuto luogo anche la proclamazione delle composizioni vincitrici della prima edizione del Concorso Internazionale di composizione “Premio Mariani-Pratella 2015”; ed è stata Cristina Muti Mazzavillani (presidente onorario del concorso) a dare lettura di titoli e autori premiati. Attentissima alle relazioni, la presidente di “Ravenna Festival” è brevemente intervenuta riguardo le musiche futuriste, anche a seguito della relazione di Kasparov. La giuria del Concorso è stata composta da Yuri Kasparov, compositore russo professore al conservatorio Tchaikowsky di Mosca, Claudio Ambrosini, compositore e direttore d'orchestra, già professore al conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Giuseppe Giuliano, compositore e già professore al conservatorio G. Verdi di Milano, Francesco Maria Paradiso, Marco Titotto, Franco Perfetti.

La partecipazione del “Verdi”, che ha visto il coinvolgimento anche di numerosi allievi e di personalità esterne, è stata ampia. Oltre ai nominativi già citati vanno ricordati Antonio Greco, Roberto Calabretto, Nicola Babini (assente per cause di forza maggiore, ne è stata letta la relazione), Anna Bessi, Luca Falasca, Luciano Bertoni, Paolo Ballanti, Vanni Montanari, Paolo Pasciucco, Giacomo Strocchi, Stefano Rava, Mirco Ghirardini, Giulia Donati, Alex Rossi, Michele Zaccarini, Giovanni Lucchi, Alessandra Ammara, Andrea Berardi e Marco Santià. Il programma ha offerto un’ampia rassegna di musiche pratelliane.

La giornata dell’11 novembre è stata introdotta dalla Canta La Pastora (eseguita dal Coro dell’Istituto). La sera, in Cattedrale, oltre alla Sonata prima op. 23 (per organo), all’Ave Maria, al De profundis ed Ecce Sacerdos magnus, sempre di Pratella sono stati eseguiti Hymni (per organo) di Francesco Maria Paradiso in prima esecuzione assoluta, Le jardin suspendu e Litanies di Jehan Alain. La sera del 25 infine, il MarianiPratellaEnsemble ha presentato: Notturno (per tre flauti, quattro fagotti, due violini e pianoforte), Partita popolaresca (per quattro fagotti), Sogni per violino e pianoforte, Sonata seconda, per violino e pianoforte, e Per un dramma orientale, musiche di scena per Il Tamburo di fuoco di Filippo Tommaso Marinetti del 1922, che contemplava anche l’adozione degli intonarumori di Luigi Russolo – siamo quindi in pieno contesto futurista. Una pagina che fa parte, con pieno diritto, della musica d’avanguardia della prima metà del secolo scorso.

01/12/2015


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