Un'aula della scuola primaria di Mezzano in ricordo di Marco Pietrobono, scomparso a 26 anni

Un'aula della scuola primaria di Mezzano in ricordo di Marco Pietrobono, scomparso a 26 anni
Marco Pietrobono

Marco perse la vita in un incidente stradale il 20 giugno 2013. I genitori hanno fondato una Onlus che porta il suo nome

Mercoledì 20 gennaio, alle 11.30 si svolgerà a Mezzano la cerimonia di inaugurazione di una nuova aula speciale per attività di supporto alla didattica all'interno della scuola primaria "Gianni Rodari". L'aula porterà il nome di "Marco Pietrobono", il giovane di 26 anni che perse la vita il 20 giugno 2013 in un incidente stradale in via Trieste. 


All'inaugurazione prenderanno parte il sindaco Fabrizio Matteucci, il padre di Marco, Bruno Pietrobono e Giancarlo Frassineti, dirigente scolastico.

Il nuovo spazio è frutto dell'impegno e della volontà del Comune, che si è occupato dei lavori edili di adeguamento, e della famiglia Pietrobono che in memoria di Marco ha costituito una Onlus con la finalità di aiutare bambini e giovani in difficoltà. Grazie alla Onlus "Marco Pietrobono", che già l'anno scorso aveva regalato alla stessa scuola una Lim (lavagna interattiva multimediale), l'aula sarà dotata di strumentazioni a uso degli alunni con bisogni speciali che necessitano di ausili per l'apprendimento.


Marco Pietrobono nasce a Roma il 16 dicembre 1986; dopo essersi laureato in Inghilterra trova occupazione alle imprese Tozzi, nella sede di Mezzano, dove decide anche di risiedere. Qui, in breve tempo si integra nella comunità locale e si fa stimare per le sue doti umane e la sua facile comunicativa.

Di seguito il ritratto di Marco Pietrobono fornito dai genitori.


"Marco ha perso la vita il 20 giugno 2013 in un grave incidente stradale. Era nato a Roma il 16 dicembre 1986, in un ospedale situato nella periferia romana della via Casilina, appena dentro il Grande Raccordo Anulare. In quelle zone passa la prima parte della sua breve esistenza. Marco è un bambino vivace, sempre interessato e attento ad imparare. Grandi affetti lo circondano, dalla continua presenza dei genitori e dei parenti a quelli importantissimi della nonna Adalgisa e del nonno Ercole. Questi ultimi hanno sempre rappresentato per lui un grande riferimento per la sua crescita e il suo sviluppo. Nel 1991 arriva la compagnia di un fratellino, Alessio. Nasce un amore fraterno che seguirà Marco per sempre, anche se i due hanno caratteri abbastanza diversi e sembra, ma sembra solamente, che alcune volte siano distanti. Marco cresce così dall’asilo alle scuole elementari: sempre vivace, aperto e sempre in primo piano. Viaggia con i genitori, viaggia con il nonno e interroga sempre la nonna e gli zii. Vuole sapere, vuole conoscere e imparare. Soprattutto gli aspetti tecnici delle cose, come smontare e rimontare (che poi a quell’età è operazione complessa da fare).
L’adolescenza non smuove di una virgola le sue innate caratteristiche. In realtà non gli piace molto studiare – e tuttavia detto così suona male. In realtà è la svogliatezza tipica dei ragazzi che per la loro vivacità non possono stare con le mani in mano e devono sorprendere e sorprendersi facendo cose nuove e imparando sempre più, non solo sui libri. Inizia a svolgere molte attività sportive e continua a montare e smontare gli oggetti, soprattutto elettronici, dotandosi da solo, anche con i suoi risparmi, degli strumenti necessari. La famiglia si trasferisce dalla periferia al centro di Roma. Cambiano abitudini di vita, incontri e amicizie. Non cambia nulla nella sua grande affettuosità, mai nascosta, verso la propria famiglia e verso i parenti prossimi – tra gli idoli ovviamente restano i nonni. Lo studio in quegli anni era una brutta bestia per lui. Rubava per Marco troppo tempo ai suoi impegni preferiti: lo sport, il suo hobby per il modellismo, e la costruzione del suo aereo (e l’emozione grande nel farlo volare in alto nel cielo azzurro!). Infine una nuova passione, il personal computer. Il PC è stato da allora sempre una degli hobby preferiti. Quello che non conosceva lo imparava e, se sbagliava, riprovava e doveva sempre riuscire. Ha tanti amici e ama divertirsi ed avere scambi con loro. Nascono le prime storie d’amore e si entra velocemente nella vita da adulti. Vuole raggiungere l’obiettivo della laurea, spronato dai familiari, ma sa che la sua caratterialità sempre tanto estroversa non gli consentirebbe di studiare nell’ambiente romano. Compie una scelta difficile, a quei tempi non tanto diffusa come oggi, parte per l’Inghilterra per seguire là un corso di laurea in discipline economiche. Ci vuole forza per affrontare un taglio così forte che recide legami e sentimenti. Ce la mette tutta, soffre, si affatica e giunge alla laurea sempre con ottimi voti e giudizi positivi. Finalmente, da laureato, torna in Italia ed inizia subito a lavorare. Crede nel suo lavoro e vuole svilupparlo e crescere professionalmente perché aspira ad una buona carriera. Per questo accetta anche di lavorare fuori Roma, a Ravenna, e poi fuori dall’Italia, in Kazakhstan. Un caro amico scrive di lui: “Sempre pronto a partire! Il primo a mettersi in gioco… Sempre pronto a scommettere che tutto si può fare, che tutto si può risolvere. Un vero leader!”.

È rimasto buono, attaccato alla famiglia, innamorato del fratello e dei genitori. I rapporti col padre sono sempre più maturi e costruttivi, quelli con la madre sempre più dolci. E’ attorniato di amici e amato dalle sue compagnie. Ama tantissimo i bambini e gli piace giocare con loro. E’ felice e rende felici.

Marco ora non c’è più ed il vuoto lasciato da questo meraviglioso ragazzo è incolmabile.

Abbiamo rivisto mille volte le immagini della sua vita, i film coi suoi giochi e le sue contagiose risate e non smetteremo mai di farlo ancora mille e mille volte. Ma se questo da’ senso al nostro dolore, non toglie nulla al ricordo della sua vitalità. Nulla e nessuno ce lo potrà restituire.

Marco aveva 26 anni, era vitale, allegro e pieno di idee per il futuro. Il tempo non gli bastava mai per tutto quello che voleva fare, progettare, creare, inventare. Era sempre in movimento, sempre pronto a dare una mano, a sostenere, a prendere iniziative. Abilissimo nel lavoro manuale, era però provvisto anche di doti organizzative e progettuali non comuni.

Dobbiamo ringraziarlo per il tempo che ha vissuto con noi e per le cose che ha costruito continuando a farle vivere piuttosto che rimpiangere quello che non avremo più. Per questo abbiamo pensato di dare ancora voce ai suoi progetti, al suo amore per i bambini e per i ragazzi e, quindi, insieme ai parenti più stretti ed ai suoi amici, è nata l’idea di costituire questa Associazione. Attraverso l’operato della Onlus vogliamo infatti aiutare proprio bambini e giovani in difficoltà ad avere una possibilità in più ed una vita migliore. Vogliamo sostenerli nello studio, ad esempio con l’acquisto di libri e strumenti didattici, tecnologie innovative, borse di studio, etc.

Il progetto ha preso forma e sostanza, quelle di una Onlus, che abbiamo voluto chiamare con il nome di “Marco Pietrobono”. Vogliamo far crescere bene questa iniziativa, “la ONLUS di Marco”, perché pensiamo che questo sia un modo per far vivere le sue idee e la sua presenza nel futuro: aiuti concreti, veloci e senza dispendio di risorse finanziarie per azioni amministrative e burocratiche. Per questo progetto, per proseguire almeno alcune delle cose che Marco avrebbe voluto fare, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Visita la pagina Sostienici e scopri come puoi aiutarci e supportare concretamente la nostra attività, aiutandoci così a ricordare e continuare a far vivere Marco e la sua gioiosa energia nel migliore dei modi. Grazie per il tempo che ci hai regalato per leggere queste poche righe. Speriamo di essere riusciti a trasmettere la nostra voglia di fare e la volontà di progettare e realizzare cose buone nel nome e per conto di Marco. Anche grazie a te".

 Commenti

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MARCO sei "GRANDE"!
18/01/2016 - Daniela la mamma di MARCO
Grazie alla testata giornalistica per il bellissimo articolo. Articolo bello perchè pur partendo da un fatto tanto tragico ci racconta di tanta positività. Di tanta voglia di far bene e far crescere i ragazzi in un mondo buono e migliore seguendo la scia di luce lasciata da chi è passato tanto velocemente ed ha potuto tracciare solo un meraviglioso ricordo. Grazie Marco.
18/01/2016 - MARIO
Anche voi geni.tori siete GRANDI.
18/01/2016 - ALDO
Marco era un ragazzo speciale. Ci manca tanto la sua contagiosa gioia di vivere. Grande Marco! I tuoi colleghi
18/01/2016 - Sonia
Complimenti: un bell'esempio positivo e che guarda al futuro. Grazie
18/01/2016 - Emanuele
Quando transito da via Trieste o quando esco dal percheggio della Fiat, ben visibile c'è una lapide con la foto di Marco, un viso d'angelo, luminoso e pieno di espressione, non ho avuto la fortuna di conoscerlo e penso che intitolare un aula che porta il suo nome e cognome sia una notizia che apre il cuore. Grazie Marco e grazie infinite alla mamma e al papa' genitori splendidi,esemplari dotati di grande umanità' Complimenti cari signori!! Cordiali saluti.
19/01/2016 - Giancarlo
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