Confersercenti Ravenna: nuovi maxi outlet, i negozi chiudono e i Comuni di Romagna tacciono

Confersercenti Ravenna: nuovi maxi outlet, i negozi chiudono e i Comuni di Romagna tacciono
Roberto Manzoni

Il commercio merita un’altra attenzione dice il Presidente Manzoni

"Dalla vicina Repubblica di San Marino in località Rovereta su un’area di 50.000 mq per arrivare all’ancora più vicina Bellaria (su di un’area rurale di circa 50.000 mq) dove doveva sorgere il Parco della Musica, le istituzioni stanno alacremente lavorando per autorizzare nuovi grandi outlet del lusso. - si lamenta Confesercenti Ravenna con una nota - Ciò mentre a Ravenna si raddoppia l’ESP, a Riccione e Misano si pensa a trasformare in superfici commerciali buona parte dei capannoni artigianali, senza dimenticare altri progetti in corso qua e là (Ravenna compresa)." 

 

"Come se non bastassero quelli esistenti. - continua l'associazione di Piazza Bernini - Il tutto nel più totale silenzio degli altri Comuni romagnoli e in barba ad ogni uso e consumo ragionevole e razionale del territorio, senza considerare in alcun modo l’andamento dei consumi e delle imprese (che continuano a chiudere) e senza considerare i riflessi sul tessuto economico, commerciale attuale, della stessa qualità della vita e dei servizi dei territori. Ma li avete visti i numeri impietosi delle chiusure dei negozi che continuano? Ma ne vogliamo parlare? Vogliamo far qualcosa considerando i bacini di interesse e i riflessi che quelle scelte hanno sui territori vicini e per decine di chilometri. Stanno passando scelte di municipalismo deteriore che penalizzeranno poi per anni anche tutti quei Comuni che hanno scelto e tenuto l’equilibrio della rete commerciale e che colpiscono quegli equilibri e cambiano identità e la natura stessa dei nostri territori. Non è bastato quello che è successo all’outlet di Faenza?"

 

La Confesercenti invita i Comuni a non restare indifferenti e impotenti, a prendere posizione e a muoversi per significare in tutte le sedi il disaccordo e i danni che si producono.

Il Presidente Provinciale della Confesercenti Roberto Manzoni ribadisce “con la scusa dei posti di lavoro (senza contare quelli che si perdono), dell’incasso dell’IMU e degli oneri di urbanizzazione si sta svendendo e distruggendo parte del territorio e della nostra identità anche romagnola. Da tempo chiediamo una moratoria seria a nuovi centri commerciali. Servono norme certo anche nazionali, ma bisogna volere e anticipare le scelte urbanistiche a partire dalla Regione (di centri commerciali siamo saturi) e dai comuni. Serve una riflessione profonda per cambiare strada davvero prima che altri buoi siano scappati. Dopo pressione fiscale alta e burocrazia, dopo tanti centri commerciali non se ne può più. Il commercio merita un’altra attenzione. Facciamoci sentire insieme come Associazioni e territori della Romagna! Di questo discuterà la Confesercenti nella prossima assemblea provinciale del 12 aprile a Ravenna”.

04/04/2016

 Commenti

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E come dice Sgarbi non andate nei centri commerciali ma nei musei e alle mostre!!!!E' veramente imbarazzante i nostri centri storici stanno morendo,i vecchi negozi chiudono portandosi via per sempre ricordi e tradizioni il tutto nel silenzio complice delle amministrazioni!Complimenti!!! inviato da gigi 4.4.2016
04/04/2016 - gigi
Non sono una commerciante ma sono d'accordissimo sul non far morire i negozi del centro....odio i grandi centri commerciali...pieni di gente e confusione invece adoro passeggiare per il centro della città...quindi cerchiamo che tutta questa moria non avvenga......sosteniamo i piccoli commercianti..sono loro il fulcro vivo della città...
05/04/2016 - maria grazia
E pensare che tra un pò potreste perdere anche la clientela costituita da tutte le famiglie dei lavoratori dell'Oil & gas (non poche a Ravenna). In questo caso vi starà bene visto che per il referendum vi siete schierati a favore del SI. Prima di lamentarsi, sarebbe meglio valutare meglio le scelte di campo (ma tanto vivrete di turismo)! da parte mia prima di acquistare chiedo ed in caso di Vs. associati vado altrove.
05/04/2016 - garbino
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