La Disfida del Cappelletto di Slow Food concluderà lunedì 24 ottobre GiovinBacco 2016

La Disfida del Cappelletto di Slow Food concluderà lunedì 24 ottobre GiovinBacco 2016
A sinistra Italo Graziani

Una serata speciale all'Osteria I Passatelli 1962 del Mariani durante la quale sarà assegnato il "Pidocchio d'Oro" a Italo Graziani - Nel pomeriggio incontro con Licia Granello

Come tutti gli anni, GiovinBacco presenta una gustosa appendice gastronomica nella giornata del lunedì. E non poteva essere altrimenti anche quest'anno. Dopo le disfide del brodetto e l'omaggio al brodetto, quest'anno siamo passati al... cappelletto! Lunedì 24 ottobre alle ore 20.30 presso il Ristorante Osteria I Passatelli 1962 del Mariani - in via Ponte Marino - a Ravenna si terrà il GRAN FINALE DELLA DISFIDA DEL CAPPELLETTO di Slow Food. 

 

I vincitori delle varie edizioni della Disfida del Cappelletto Slow Food si incontreranno e verrà sancito quale sarà il miglior cappelletto della Romagna tra i 49 ristoranti che hanno partecipato alle sette sfide precedenti. Al vincitore andrà per sempre la zuppiera in ceramica della Bottega Lega di Faenza su disegno di Tonino Guerra.

 

I contendenti sono:

  • Hostaria 900 Imola;
  • Osteria del Tempo Perso Ravenna;
  • Ristorante Radicchio Rosso Ravenna;
  • Osteria di Dù Cantòn Camerlona;
  • Ristorante Molinetto Punta Marina Terme;
  • Ristorante La Mascotte Russi.

 

Durante la serata viene consegnato É bdòcc d'ör, “il pidocchio o cozza d’oro”, un riconoscimento assegnato da GiovinBacco ogni anno al personaggio che ha saputo valorizzare il territorio, la cucina e i prodotti d’eccellenza della Romagna.

Quest’anno il riconoscimento va a Italo Graziani, animatore dell’associazione Il Lavoro dei Contadini.

 

Sempre lunedì 24 ottobre alle ore 16.00 presso le Due Dame in Piazza del Popolo a Ravenna Slow Food e GiovinBacco organizzano un INCONTRO CON LICIA GRANELLO. Manuel Poletti, direttore di SetteSereQui intervista Licia Granello, giornalista di Repubblica autrice del libro “I sapori d’Italia dalla A alla Z”.

 

ITALO GRAZIANI

Italo Graziani, bagnacavallese, fino al 2010 si è dedicato alla sua azienda e alla sua terra, poi è andato in pensione e ha affittato il podere. A malincuore, perché avrebbe preferito che un suo erede ne prendesse le redini. La figlia, invece, ha scelto la strada della professione medica. Una volta in pensione si è dedicato anima e corpo alla cultura della nostra terra e all’Associazione Il Lavoro dei Contadini, che ha fondato insieme ad altri appassionati nel 2001.

La sua passione nasce con lui sulla terra, ma si irrobustisce in tanti anni di lavoro e in particolare grazie a un incontro “fatale” che ha segnato la sua vita: quello con Tonino Guerra, creatore e cultore dell’Orto dei frutti dimenticati a Pennabilli, per Graziani un grande punto di riferimento. “Le tradizioni e la cultura legate alla terra prima di lui erano prese in custodia praticamente solo dalla chiesa e dalla religione. Tonino Guerra ne ha dato una lettura laica e poetica, una lettura alta e altra, appassionata e intelligente, che mi ha conquistato e a cui poi nel mio piccolo mi sono dedicato" dice Graziani.

L’Associazione Il Lavoro dei Contadini nasce nel 2001. Grazie a un progetto regionale che organizzava corsi di formazione per nuove attività legate all’agricoltura, per favorire il processo di diversificazione nel settore, si sono incontrati contadini e imprenditori della terra delle colline faentine. Il progetto si focalizzò, insieme a Fausto Faggioli, sui Lòm a Mèrz, i Fuochi a Marzo. Un altro filone importante è stato quello dei prodotti tipici e dei frutti dimenticati, da riscoprire. E poi la cucina di casa, la tradizione culinaria delle cuoche contadine che non sono andate a scuola di cucina, ma hanno imparato dalle nonne e dalle mamme e trasmettono i loro saperi e le tradizioni alle figlie o alle nipoti, perché nulla vada perduto.

“Dalla cultura materiale alla terra alla tavola. Un percorso circolare” come ama raccontare Graziani.

 

Poi ci sono anche gli artigiani del territorio, gli artigiani delle tele stampate, delle terrecotte, dei vimini, del legno, del ferro battuto.  

Due agriturismi dell’Associazione Il Lavoro dei Contadini sono diventati fulcro di un progetto di valorizzazione della vita rurale, ricreano atmosfere, situazioni, esperienze che legano insieme e coinvolgono chi accoglie e chi è accolto, chi ospita e chi è ospite.

Il Lavoro dei Contadini associa ventuno aziende agricole e quindici artigiani.

Da sempre l'Associazione collabora con Slow Food e dalla prima edizione Il Lavoro dei Contadini partecipa attivamente a GiovinBacco. 

 

14/10/2016


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