Domenica 22 Gennaio 2017

Associazione Paguro: bilancio di un anno intenso con 1.790 immersioni realizzate

Sabato 17 Dicembre 2016

Ben 1.790 immersioni realizzate nell’area di tutela biologica del Paguro, oltre 120 ore di attività volontaria dei soci ed amici per l’attività di accompagnatore subacqueo volontario. Il 2016 è stato un anno intenso che ha permesso una continuità di escursioni dei subacquei per oltre 6 mesi (maggio-ottobre) - si legge nella nota dell'Associazione Paguro - con visibilità del sito di straordinario livello nei mesi di agosto-settembre-ottobre e nonostante una compressione delle richieste degli utenti determinata dal periodo critico della economia del paese (- 10% delle richieste di permessi). 

 

Il 2016 ha anche riproposto a tutti due problemi per i quali facciamo un «forte» appello alle autorità. I ripetuti abusi che vengono commessi nell’area di tutela biologica del paguro con l’esercizio abusivo della pesca sportiva e non. Tante imbarcazioni vengono spesso sorprese dai nostri soci ad esercitare la pesca e spesso sappiamo di imbarcazioni che organizzano vere escursioni di pesca notturna con decine di persone. Richiediamo un forte impegno delle autorità a sanzionare pesantemente gli abusi, atteso che ora l’area è riconosciuta come « zona SIC di interesse comunitario » che dovrebbe prevedere sanzioni amministrative di migliaia di euro ed in caso di recidiva anche la confisca del natante. Ringraziamo comunque le autorità di polizia, finanza ed in particolare della guardia costiera per l’impegno comunque realizzato nel corso dell’anno.

 

Nel corso del 2016 siamo stati coinvolti (nostro malgrado) - dicono quelli dell'Associazione Paguro - nelle speculazioni pseudo ambientaliste in occasione del referendum delle cosiddette « trivelle », ribadiamo con la forza dei riscontri scientifici e la inconfutabile constatazione oggettiva che è necessario, indispensabile, fondamentale poter realizzare nuovi reef artificiali in Alto Adriatico, anche utilizzando la parte sommersa delle strutture off-shore che saranno dismesse nei prossimi anni. In tale contesto la recente sottoscrizione dell’accordo tra Regione e Mise interviene anche sullo smantellamento (decommissioning) e crea le condizioni per riproporre quanto già realizzato dall’Associazione Paguro nel 2000 con la collocazione di sei struttre ENI nei pressi del Paguro. Nota dolente resta ancora la non disponibilità di uno scivolo pubblico per piccoli natanti lungo la costa ravennate, pur essendoci ben due strutture realizzate da anni ma non rese disponibili.

 

Facciamo appello all’Autorità Portuale, al Comune di Ravenna, alla Capitaneria di Porto - conclude Paguro - affinchè procedano all’immediata apertura e fruizione delle strutture già realizzate e pienamente operative (teoricamente) sia a Porto Corsini che a Marina di Ravenna con soldi pubblici. Centinaia di diportisti e di subacquei sono spesso costretti ad accedere al mare in aree pericolose ed inadatte, mentre sono pronti, da tempo, due scivoli che non si possono utilizzare.

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  • tantissimo pesce quest'anno e periodi di visibilità straordinaria... è vero, nonostante sia uno sport di nicchia ci vorrebbero altre strutture sommerse, come fanno tutti i paesi intelligenti, di sicuro il turismo subacqueo ne gioverebbe e si creerebbe una filiera sempre più importante

    17/12/2016 - Carluz

  • Potremmo abbattere le isole metanifere oscene che teturbano il paesaggio.Li si che ne guadagnerebbero tutti

    18/12/2016 - davide



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