Domenica 26 Marzo 2017

Off Shore, siglato accordo tra Regione e Governo per collaborazione in sicurezza e innovazione

Sabato 17 Dicembre 2016
La piattaforma Angela Angelina

Quello raggiunto a Ravenna è un accordo che, secondo l'assessore regionale Palma Costi, contribuirà "a dare sicurezza e garanzia per la continuità degli investimenti nel settore"; Eni conferma davanti al sindaco gli impegni presi

Presentato ieri pomeriggio, in una sala del consiglio gremita, dall’ingegner Franco Terlizzese, direttore generale della Dgs Unmig (Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche, Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse), da Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, Piano energetico, Economia verde e da Michele de Pascale, sindaco di Ravenna l’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e il ministero dello Sviluppo economico per collaborazione nelle attività di sicurezza e innovazione nell’ambito della ricerca e coltivazione degli idrocarburi offshore e delle relative infrastrutture.

 

È intervenuto anche l’executive vice president – Regione Europa orientale e meridionale di Eni, Carlo Vito Russo, esprimendo apprezzamento per l’accordo e confermando gli impegni presi in occasione di precedenti incontri sottolineando la volontà di continuare a investire a Ravenna qualora siano presenti le opportune condizioni.

 

Presenti anche imprenditori del settore, rappresentanti del Roca e delle associazioni di categoria e sindacali, che partecipano ai tavoli di discussione sull'offshore. L’accordo ha durata di 2 anni a decorrere dalla sua sottoscrizione e sarà rinnovato per il periodo necessario a completare tutte le iniziative in esso previste.

 

Il fatto che la sottoscrizione del patto sia avvenuta a Ravenna ha un valore particolarmente significativo, in virtù dell’importanza che riveste il settore dell’offshore nello sviluppo economico del nostro territorio. La regione Emilia-Romagna e in particolare il territorio di Ravenna, costituiscono infatti un’eccellenza del comparto offshore, per le conoscenze prodotte e le professionalità sviluppate delle imprese del settore.

 

Qui “lavoro, ambiente, pesca e turismo – si legge nell’accordo – hanno trovato un equilibrio virtuoso che ha consentito di conciliare le attività di estrazione con lo sviluppo di altri settori e di progredire nella ricerca di metodi a minore impatto ambientale. Nell’Adriatico l’industria di estrazione di gas naturale impiega migliaia di addetti, non solo nelle compagnie oil&gas, ma anche nelle società fornitrici di beni e servizi che occupano personale ad alta specializzazione e scolarizzazione, un insieme di know-how che contribuisce allo sviluppo di nuove tecnologie e all’innovazione del sistema produttivo del Paese”.

 

Il documento riconosce nel gas naturale una delle risorse rilevanti, il cui utilizzo nell’attuale fase di transizione verso i nuovi modelli di produzione e consumo dell’energia per la riduzione delle emissioni al 2050 prevista dall’Unione Europea, deve essere inserito nell’ambito di una visione complessiva di programmazione, sviluppo e sostenibilità territoriale. Ciò deve avvenire in coerenza ed armonia con la valorizzazione degli altri beni e delle altre risorse esistenti, anche in considerazione del fatto che il gas naturale è, tra le fonti energetiche convenzionali, quella con minor impatto sulla qualità dell’aria e con minor rischio per l’ambiente marino.

 

L’accordo è dunque un riconoscimento importante a tutela dello sviluppo del settore offshore e della sicurezza dei territori coinvolti dalle estrazioni. L’assessore regionale Palma Costi ha dichiarato “Un accordo, quello presentato oggi, che, integrandosi con il nuovo piano energetico regionale e con le politiche di sviluppo sostenibile per l'intero sistema economico, sociale e ambientale del mare e delle zone costiere, rappresenta per la Regione una grande opportunità. Un accordo che contribuisce a dare sicurezza e garanzia per la continuità degli investimenti nel settore e favorisce la progressiva apertura dell’off-shore verso la transizione energetica da fonti rinnovabili e la valutazione delle modalità tecniche per un progressivo allontanamento dalla costa delle attività in essere.

 

Una intesa pilota per integrare estrazioni e tutela ambientale di mare e coste che ha tra gli obiettivi nuove politiche marittime e di “crescita blu”, ma anche il riuso delle strutture dismesse per realizzare siti ad alta qualità ambientale. Il sindaco Michele de Pascale ha mostrato grande apprezzamento per la sigla dell’accordo e ha colto l’occasione per ribadire le istanze dell’amministrazione nei confronti del governo e di Eni: "Chiediamo che il nuovo governo, sebbene abbia un orizzonte non lunghissimo, si ponga questo tema come prioritario. Alcune decisioni relative al settore dell’offshore sono state rinviate per diverso tempo, adesso serve che il governo si faccia pieno carico di questo tema e risolva alcune incertezze normative. Nel contempo chiediamo ad Eni di rispettare fino all’ultimo gli impegni presi, a cominciare da quello chiaro di ripartire con gli investimenti fin dal 2017”.

 

L’ingegner Terlizzese in conclusione ha definito l’accordo una iniziativa prima e unica nel suo genere in Italia, sottolineandone in particolare il carattere altamente operativo. A questo proposito ha annunciato che è già stato costituito un comitato tecnico per la programmazione e l’attuazione delle azioni contenute nell’accordo.

In concreto l’intesa prevede di:

  • stabilire un dettagliato programma di monitoraggio fisico ed ambientale delle attività offshore;
  • individuare misure integrate di gestione del sito di interesse comunitario (SIC) “Paguro” situato in un’area marina interessata dalle attività estrattive offshore;
  • promuovere progetti e azioni pilota multiobiettivo indirizzati all’utilizzo e/o al riutilizzo delle istallazioni offshore (ad esempio per la produzione di energia eolica e fotovoltaica, per finalità turistico-ricreative, per l’istallazione di stazioni oceanografiche e geodetiche permanenti, etc.);
  • istituire in ambito CIRM (Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie) con componenti designati dal MiSE e dalla Regione E-R un Gruppo di lavoro che effettui gli adempimenti conseguenti le attività previste dall’accordo;
  • rendere accessibili i dati rilevati nel corso delle attività svolte attraverso i propri siti istituzionali.

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  • Tutto molto interessante, ma innovazione si scrive con 3 N e 4 Z

    17/12/2016 - Rovazzi

  • Quante chiacchiere!!! Quanta fuffa !!

    17/12/2016 - porter

  • Fate controllare ed analizzare i dati a Greepeace, e ne vedremo delle belle. TRIVELLAZIONI=terremoti dove prima non c'erano...e poi tutte le altre conseguenze...subsidenza, inquinamento delle acque/ambientale, iniezioni di liquami speciali inquinanti nelle perfotazioni, distruzione dei fondali e chissà quant'altro.

    17/12/2016 - L.S

  • X l.s. .... usi il gas metano a casa? ... Siamo sempre contrari a tutto .... xo tutti usiamo l'energia elettrica, il metano, il cellulare e l'auto !!!!

    17/12/2016 - Andrea

  • Egregio sig L.S., ci dica lei di almeno un terremoto dove prima non c'era (mah ?!).. e ci parli, la prego, dei liquami speciali di cui sa tutto. Così continuo a sorridere !

    17/12/2016 - Ruvido

  • Signor L.S. se fosse vero che estrazione provoca terremoti come mai esistono da milioni di anni, quando non c'era estrazione, i maggiori terremoti dal dopo guerra in Italia, in Irpinia, non ci sono pozzi, Friuli idem, a Ravenna che da 50 anni ci sono diverse piattaforme sarebbe già rasa al suolo da un pezzo.

    17/12/2016 - ALDO

  • Fate controllare a Greenpeace il cervello del Sig. L.S.

    17/12/2016 - Franz

  • I terremoti non sono collegbili alle estrazioni di Metano, per tutto comunque c'e un prezzo, pensiamo che anche coltivando insalata impoveriamo il terreno che poi dovra essere trattato con concimi chimici( per i concimi amimale meti che devi crescere un animale che crea inquinamento) i concimi chimici devono essere estratti e trattati... per farla breve la piu grande fonte di inquinamento mondiale e' L uomo stesso. Ognuno di noi puo fare del suo per mitigare questo concetto.Pero' non mangiamo e poi ci lamentiamo a pancia piena...

    18/12/2016 - Angelo

  • Non si inquina nulla,le perforazioni fanno benissimo al mare e al suo fondale,anzi le acque marine diventeranno caraibiche,le spiagge non è vero nulla che le perforazioni le fanno abbassare, anzi,diventeranno ogni anno piu larghe e più lunghe e anche più alte, senza bisogno di farci nulla,ci penserà la natura. È vero, il metano è l'unica fonte di energia conosciuta e l'unica sfruttabile,giusto non investire in altre fonti, magari più pulite e forse anche più redditizie,che potrebbero creare in futuro tantissimi posti di lavoro e avere una zona marina davvero pulita e magari protetta. I pozzi finiranno,gli scempi rimarranno,insieme ai disoccupati,ma io non ci sarò più,ci saranno i miei nipoti e spero vedano più avanti del proprio naso e prottegano quello che rimarrà del mare adriatico e della sua riviera. Guardare solo in una direzione è sempre sbagliato.

    18/12/2016 - BASTIANCONTRARIO

  • Ragazzi, informatevi e ragionate con la Vostra testa toglitevi i paraocchi e quado qualcuno dice che è per il vostro bene o per la comunità la fregatura è pronta. NON RISPONDO PUNTO PER PUNTO AI VOSTRI COMMENTI PERCHÉ SAREBBE CI VORREBBE TROPPO TEMPO. Confermo tutto quanto scitto e se cercate in rete gli argomenti trattati ne trovate a iosa anche scitti da me. INFORMATEVI E SIATE CRITICI.

    18/12/2016 - L.S

  • La bufala dei terremoti è ancora di moda? Si parla di gas naturale non di petrolio! Sveglia!!!

    18/12/2016 - Valeria

  • L.S. per fortuna che esisti, visto che fai i trattati dacci l'illuminazione divina che FACCIAMO QUATTRO RISATE, altrimenti é tutta fuffa.....

    18/12/2016 - miki

  • Può darsi ma... Proprio tutti suicidi? Intato si risponda: Sarebbe meglio che ad assurgere il greggio dal nostro sottosuolo fossero i nostri dirimpettai?

    20/12/2016 - giovanna



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