Domenica 22 Gennaio 2017

LA POSTA DEI LETTORI / Contro la fornitura diretta dei farmaci negli ospedali

Lunedì 19 Dicembre 2016 - Ravenna

Applicata la logica della farmacia di stato La distribuzione diretta dei farmaci in ospedale se da un lato offre il vantaggio del risparmio economico per l’A.Usl dovuto all’acquisto alla fonte dei medicinali, dall’altro comporta non pochi disagi per l’utenza oltre a creare squilibri nell’economia complessiva. I limitati punti di erogazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche e i pochi farmacisti messi a disposizione, provocano spesso lunghe file di attesa e, oltretutto, non offrono lo stesso servizio assicurato invece dalla rete capillare delle farmacie in termini di assistenza, di informazione e di rapporto con il paziente.


Aspetti fondamentali e assolutamente complementari alla mera consegna del farmaco.    
Il paziente, insomma, va messo nelle condizioni di accedere liberamente alle farmacie  ubicate sul territorio e più comode per l’utenza limitando in questo modo ogni  possibile  disagio.  Oltretutto la capillarità delle farmacie organizzata per l’intero arco della giornata e anche di notte e nei giorni festivi, rende più agevole oltre che più economico, specie per il paziente, il prelievo dei farmaci da parte delle persone interessate. 

Il rischio maggiore, peraltro,  è di scavalcare in buona parte la rete delle farmacie capillarmente distribuite  per creare una sorta di farmacia di stato centralizzata  sul modello degli ex paesi socialisti dell’Est. Un modello, ormai fuori moda, se si pensa alle liberalizzazioni attuate dal governo Monti e se si considera soprattutto il presunto risparmio del Servizio sanitario per questa scelta di fornitura: risparmio tra l’altro tutto da dimostrare,  se si considerano le spese  che si riferiscono al personale, alla gestione e alla logistica e ad altri fattori non di scarso rilievo.  

D’altra parte tale modalità  di distribuzione diretta già sperimentata  in altre aziende sanitarie, non ha dato risultati economici e sociali positivi, e, addirittura, in alcuni casi, i direttori generali hanno fatto retromarcia. Andrebbe dunque ponderata meglio questa scelta da parte della nostra azienda sanitaria al fine di  evitare effettivi costi sociali per la collettività.

Gianfranco Spadoni, Consigliere “Civici” Provincia di Ravenna

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  • una lettera sollecitata da chi, dall'ordine dei farmacisti di Ravenna, dalle farmacie comunali? Non pare se la passino male le farmacie che poi vendono di tutto e a prezzi da mercato del lusso

    19/12/2016 - fabrizio

  • Se serve a ridurre la spesa farmaceutica sostenuta dall' Azienda Sanitaria perché no!!Oltre a non pagare la quota spettante alle farmacie facendo grossi ordini i farmaci sicuramente li pagano meno, la struttura in gran parte già esiste perché i farmaci comunque per gli ospedali li debbono comprare e distribuire. Sicuramente è una cosa fatta con il buon senso. Io per mia mamma ho usufruito del servizio della farmacia dell'ospedale e non ho da lamentarmi. Inoltre a me sembra che farmacie e sanitarie già guadagnino abbastanza sui malati.

    19/12/2016 - Klaudio

  • I risparmi, forse solo sulla carta, poi vanno a gonfiare i premi di risultato dei dirigenti AUSL che partecipano all'iniziativa.

    19/12/2016 - Giova

  • E'solo un marchettone per la lobby dei farmacisti.

    19/12/2016 - trovatore

  • Io sono invece a favore della fornitura diretta dei farmaci negli ospedali tanto più in considerazione del fatto che chi viene dimesso dopo un ricovero o chi ha appena fatto una visita con prescrizione farmaceutica ha la comodità di reperire i farmaci all'interno della struttura stessa senda dover far tappa ad una farmacia esterna. Se poi aggiungiamo anche il vantaggio dell'abbattimento di costi, non indifferenti, ancora meglio. Tranquilli, i farmacisti magari non gireranno in Ferrari ma campano benissimo ugualmente.

    19/12/2016 - Mary

  • Approfitto per segnalare un problema che l'articolo non segnala.Per alcune patologie croniche e invalidanti viene riconosciuta la totale esenzione ed i farmaci sono forniti, da qualche tempo, a tutte le farmacie,dalla farmacia dell'ospedale.Io utilizzo un collirio che mi salva la vista ma da giugno,la farmacia dell'ospedale non rifornisce tutte le altre farmacie.Io ,come altri a questo punto o prendiamo il generico (sconsigliato da molti oculisti)o paghiamo il tiket,anche se siamo esenti per patologia.Ho fatto i conti ed è come se pagassi l'ici.

    19/12/2016 - lorenl

  • Ho idea che vogliano chiudere la farmacia dell'ospedale, addio medicinali a prezzo decente. Funziona bene la sanità di Bonaccini, vero?

    19/12/2016 - Giovanni lo scettico

  • Non capisco le questioni sollevate dal sig. Spadoni, a meno che non abbia interessi personali nella conduzione di una farmacia. Sino a qualche tempo fa alla farmacia dell'ospedale si andava (anzi, si DOVEVA ANDARE) solo per rifornirsi di medicinali particolari, per i quali un medico specialista emetteva un piano terapeutico e la relativa distribuzione era così controllata. Da qualche tempo, a fianco del farmaco oggetto di distribuzione controllata, è possibile (non OBBLIGATORIO!)ritirare anche farmaci che potrebbero alternativamente essere prescritti dal medico di base. E' una opzione in più per il cittadino e, se in sovrappiù serve a migliorare i conti della AUSL, non ci vedo nessuna controindicazione.

    21/12/2016 - Maurizio Ricci



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