Emergenza gelo e senzatetto: a Ravenna dormitori pieni. Ma c’è anche chi rifiuta un letto al caldo

Emergenza gelo e senzatetto: a Ravenna dormitori pieni. Ma c’è anche chi rifiuta un letto al caldo

Le rigide temperature di questi giorni rendono ancora più acuto il disagio di chi non ha una casa. Soprattutto di notte quando la colonnina del mercurio scende ampiamente sotto le zero e si è costretti a dormire in luoghi di fortuna. Un’emergenza nell’emergenza che a Ravenna si cerca di contrastare attraverso la rete delle strutture dell’accoglienza notturna e contando sul contributo generoso delle associazioni di volontariato che si occupano delle persone in grave difficoltà.

 

Nel territorio comunale la situazione, assicura l’assessora comunale ai Servizi sociali Valentina Morigi “è sotto controllo”. L’offerta pubblica di accoglienza notturna  può contare su due dormitori: “Il Re di Girgenti” aperto 365 giorni all’anno che garantisce 21 posti letto e la struttura “temporanea” (è attiva infatti solo nel periodo invernale) di via Torre, data in concessione dal Comune alla cooperativa sociale “La Casa” e in grado di accogliere fino a 26 persone.

A questi si aggiungono altri 4 posti letto in convenzione con il dormitorio “Il Buon Samaritano” della parrocchia del San Rocco che complessivamente può offrire ospitalità a 21 persone.

 

Il dormitorio di via Torre funziona da ormai tre anni e ha ripreso la sua attività di accoglienza dalla fine dello scorso ottobre. “La decisione di aprire questa struttura per tempo – spiega l’assessora Morigi – ci ha consentito di non farci trovare impreparati a questa ondata di gelo e di affrontare la situazione senza particolari problemi”.

 

Ventuno come si diceva i posti letto de “Il Re di Girgenti” che in queste giornate di freddo polare possono diventare anche di più. “Noi – dice la direttrice Carla Soprani – non lasciamo fuori nessuno anche se il dormitorio è pieno, al bisogno aggiungiamo delle brandine in più”.

 

In questo momento le strutture per l’accoglienza notturna funzionano a pieno regime anche se c’è ancora piccolissima disponibilità di posti letto.

“Attualmente – sottolinea Concetta Di Bella Referente Servizi associati dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi per l’emergenza abitativa e per le persone senza fissa dimora – ci sono un posto libero al Re di Girgenti e due al Buon Samaritano”.

 

La rete dei servizi messa in campo nell’ambito del cosiddetto piano freddo viene considerata abbastanza adeguata. L’attenzione resta comunque alta. Non solo perché l’inverno è ancora lungo e le previsioni non promettono nulla di buono, ma perchè ci sono anche altri i motivi che rendono la situazione particolarmente delicata. A partire da una certa “mobilità” dei “senza fissa dimora” .

 

“C’è chi arriva e si ferma un po’, poi se ne va e magari ritorna” conferma Luca Caranti uno dei volontari della “Ronda della Carità” che, una volta alla settimana, la domenica sera, escono per portare un po’ di sostegno materiale (bevande calde, cibo, coperte, sacchi a pelo e vestiti) e morale a chi vive in alloggi di fortuna.

Insomma, la situazione non è sempre facile da monitorare e l’assessora Morigi invita le cittadine e i cittadini ravennati a “svolgere un ruolo di sentinelle sociali in modo che queste persone vengano segnalate ai servizi per essere inserite nel circuito dell’accoglienza”.

 

Ma c’è anche chi rifiuta un letto al caldo e preferisce dormire nel luogo di fortuna che si è scelto.

“Noi rispettiamo questa volontà – afferma Carla Soprani –. A chi non accetta di rimanere al dormitorio diamo coperte in modo che possa in qualche modo ripararsi dal freddo”.

“Quando nei nostri giri notturni incontriamo per la prima volta un senzatetto – dice Luca Caranti – lo indirizziamo sempre al dormitorio. Non tutti però accolgono questa opportunità. I motivi? Per alcuni è una scelta di vita, per altri è un modo per mantenere la più totale libertà, altri ancora non accettano la convivenza: ognuno insomma ha una sua motivazione, anche se si tratta di una motivazione che facciamo fatica a comprendere. Ha presente Andrej, il senza fissa dimora di origine polacca che stava sempre sulla panchina in via Mazzini? Quando era ricoverato in ospedale sono andato a trovarlo e l’ho sorpreso a dormire sul pavimento. Alla mia domanda: 'Perché dormi lì quando puoi farlo in un letto?’ Lui ha risposto che dormiva in terra da più di vent’anni e che per lui il letto era scomodo”.

 

A cura di Ro. Em.

 

10/01/2017
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 Commenti

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E poi ci sono sempre la stazione e i treni...dove dormono una ventina di persone da mesi mesi..
10/01/2017 - sissi
Teatro Alighieri c'è una persona che dorme li vicino....fate qualcosa ....grazie
10/01/2017 - Tonino
A proposito del "contributo generoso", che ne è stato delle 8 unità abitative che i contribuenti ravennati hanno "regalato" alla benemerita RC Mistral? La Assessora non cita quel sito, per cui lo dobbiamo considerare definitivamente abbandonato? Quindi è stato utilizzato per poco più di 90 giorni tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016, eppure si spettacolarizzò l'evento, con successivo "premio" alla menzionata RC Mistral in aprile 2016 (http://www.comune.ra.it/Comune/Legislature-2006-2011-e-2011-2016/Comunicati-stampa/Legislatura-2011-2016/Emergenza-profughi-riconoscimento-ai-volontari-MISTRAL). Ora pare le 8 unità abitative siano inutilizzate. Non sarebbe più generoso regalarle ai terremotati delle Marche, più che lasciarle marcire in via Romea sotto i miasmi dell'inceneritore??
11/01/2017 - Enrico
@Enrico. Forse le sue fonti sono a conoscenza di cose che ai comuni cittadini, e soprattutto ai diretti interessati sfuggono. Dall'articolo che ha linkato io non leggo di alcuna donazione a eccezione di una patch che se non erro è una sorta di adesivo da posizionare nelle maglie. Dubito che ci si scaldi con quello... Forse ha linkato un articolo errato o è mal "informato"?
13/01/2017 - Giusi
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