Domenica 26 Marzo 2017

Jacopo Morrone (LN) scettico sul corso di Costituzione per Imam e altri ministri di culto

Mercoledì 11 Gennaio 2017 - Ravenna
Un momento di preghiera alla Moschea di Ravenna

MOrrone: “Meno grancassa e più obiettività. Troppi luoghi comuni e ambiguita”

“Un’iniziativa all’apparenza lodevole. Ma sono le spiegazioni che la giustificano che destano qualche perplessità. Se è condivisibile l’obiettivo di promuovere l’esercizio della libertà religiosa in coerenza con i principi fondanti della nostra società, ci sembra che mettere in pratica questo principio risulti difficile, soprattutto se non si riconosce, come appare dalla presentazione di questo corso, la realtà quotidiana dell’Islam in Italia”. Questo il commento di Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna.


Che poi aggiunge: “Lo scopo del corso sembrerebbe quello di insegnare agli imam la convivenza e il rispetto reciproco. Ma non ci illudiamo. Ci stupisce, infatti, che si parli di imam come di ministri di culto. E’ noto infatti che le correnti principali dell’Islam non riconoscono un ‘clero’, né gerarchie, non ci sono quindi preti, vescovi, papi alle cui indicazioni tutti si attengono. Quando un musulmano prega si rivolge direttamente al proprio dio senza bisogno di un intermediario. Non si possono quindi confondere gli imam con i sacerdoti. Si tratta di una realtà del tutto diversa".

"Gli imam - continua nel suo commento Morrone - sono guide sul piano spirituale ma anche socio-politico. Nel senso che i contenuti delle loro prediche spaziano su tutto: nell’islam non c’è infatti distinzione tra religione, politica, cultura e società. E le moschee (che non sono luoghi di culto, ma hanno natura polivalente, spesso politica) o i centri islamici sono spesso i luoghi attraverso i quali l’islam radicale, per mezzo delle prediche di questi imam, si irradiano nel mondo musulmano soprattutto all’estero. Non lo diciamo noi, ma la mole di inchieste e approfondimenti realizzati in questi anni in Italia e all’estero".

"In Italia, poi, ci sono per lo più imam fai da te - precisa il segretario della Lega Nord Romagna -, che durante la settimana svolgono un altro lavoro e che il venerdì si trasformano in predicatori. Manca ancora un elenco ufficiale degli imam, ma anche in questo caso le varie correnti musulmane sono divise su quali siano i requisiti per ottenerla e anche un elenco di imam ufficializzato non metterebbe al riparo dalla presenza di predicatori radicali e estremisti. E non crediamo che possa essere la frequentazione di corsi come quello di Ravenna a garantire l’acquisizione di valori propri della civiltà occidentale che vanno in senso opposto e contrario alla conservazione dei principi contenuti nell’islam tradizionale. Possiamo quindi comprendere le svariate ragioni per cui è stata promossa questa iniziativa, ma pensiamo anche che meno grancasse e più obiettività avrebbero potuto dare un’immagine più realistica e concreta della realtà”.

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  • Ahahahaha, mamma mia non fatemi ridere che mi partono le cataratti! FUORI. TUTTI. SUBITO.

    12/01/2017 - Roberto

  • E' solo fumo negli occhi. Credete davvero che per un musulmano conti di più la nostra Costituzione che il Corano? Ma state scherzando?

    12/01/2017 - Salvo

  • Poco, una goccia nell'oceano, ma meglio poco che niente...vorrei sentire proposte, realistiche, proposte alternative. Chiudere le porte non e' né fattibile né possibile per cui togliamocelo dalla testa. La situazione va gestita con le garanzie di sicurezza, liberta' e integrazione. Noi viviamo oggi quanto gli USA, l'UK, la Germania e altri vivono da anni (in Italia 2% Musulmani presenti, in UK 5% con sindaco di Londra, Musulmano...). Arrivare a un Concordato Stato - Islam che obblighi a regolare le attivita' religiose di questo ? Una delle tante proposte realistiche da discutere. Ultimo punto; la nazione dove piu' violento e' l'attacco degli estremisti e' la Francia e il Belgio, nazioni ove piu' sono i limiti dati agli aspetti religiosi (anche Cristiani) e piu' le comunita' non locali sono ghettizzate.

    12/01/2017 - Stefano

  • Invece di sprecare tempo e risorse nell'educazione di persone a cui non frega nulla della nostra carta fondamentale (tanto lo spazio che vogliono se lo prendono comunque), ma perché non si insegna invece la costituzione nelle scuole medie ai nostri ragazzi, per rafforzare il senso civico perduto e la consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo?

    12/01/2017 - Silvia



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