Domenica 22 Gennaio 2017

Pasquale Minichini (LpRa): "Sulla Darsena, ennesima bocciatura. Occhio a Dante 2021"

Mercoledì 11 Gennaio 2017 - Ravenna
Una foto "nebbiosa" della Darsena di città

"È noto che esiste un’Italia a due velocità, una che corre e una che si muove come i gamberi". Esordisce così Pasquale Minichini, esponente di Lista per Ravenna, ed è ovvio che parlando dei gamberi alluda a Ravenna. Il 73° posto nella graduatoria statale per i fondi del bando di riqualificazione delle periferie non va giù a molti in città e Minichini non è certo l'unico a bollare la posizione ravennate come una sconfitta. Infatti, i finanziamenti per i progetti presentati e con i quali a Ravenna si dovrebbe contribuire alla valorizzazione della Darsena di città, sono immediatamente disponibili solo per i primi 24 in graduatoria. Per gli altri, rimandati a data da definire.



"È l’ennesima dimostrazione che i soldi ci sono, ma solo per chi “ci sa fare” - incalza Minichini -. Insomma, abbiamo una “nuova” amministrazione comunale moscia come le precedenti, o addirittura peggio. Prende ordine da tutti, non ascoltando neppure i cittadini. Le mancano una visione complessiva, progetti credibili ed organici, amministratori e consulenti  capaci. La sorte della Darsena è quella inevitabile di chi non sa fare qualità".

"Ravenna - aggiunge il portavoce di Lista per Ravenna - si è mossa in agosto, quando il bando era partito a maggio. Ma qui nessuno si dimette per un 73esimo posto “conquistato” su 120 concorrenti. Non è successo nemmeno quando siamo andati in bianco nella nota gara per la capitale europea della Cultura 2019. A parte i comunicati stampa al miele, che dicono gatto senza averlo nel sacco (su cui andrebbe posta la scritta “pubblicità ingannevole”), non si vede neppure un’amministrazione comunale che si arrabbia quando a Roma e Bologna la prendono a pesci in faccia, anche se non può essere che faccia sempre pena e gli altri bene. Statisticamente, magari per sbaglio, arriverà un giorno che premiano anche noi".

E poi un ammonimento rivolto al futuro: "Attenti però a non scavarci la fossa anche per Dante 2021, capiamolo per tempo. Per il settimo centenario del “nostro” sommo poeta ci vuole un capitano del bastimento, che ci guidi come si deve: un manager culturale, urbanista e pianificatore di rango internazionale. Via le soluzioni abborracciate fatte in casa, basta coi compagni di merende. Dante 2021 non ci può e non ci deve sfuggire, ma per creare infrastrutture che faranno crescere la città e la rafforzino per il futuro, non per quattro manifestazioni in croce".

"Si ha invece il fondato sospetto - conclude - che non si sappia che pesci prendere. Addio, allora, anche alla Darsena, al Porto e a tutto il resto. Facta non verba. Ora vogliamo fatti, siamo stufi delle parole".

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  • L'incapacità di arrendersi all'evidenza di aver bisogno di aiuto di capaci professionisti è mortificante. Ogni tanto si butta un nome per fare bella figura (Piano, Calatrava ) poi si cercano idee da privati cittadini a gratis e dai geometri comunali. Continuiamo così, facciamoci del male...

    12/01/2017 - jack feste



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