Samantha Tardi: Inaccettabile un futuro così incerto per il Mar

Samantha Tardi: Inaccettabile un futuro così incerto per il Mar

Si è discusso proprio ieri in consiglio comunale il bilancio di previsione sia dell’Istituzione Biblioteca Classense, sia del MAR e su quest’ultimo la discussione si è focalizzata non solo sui numeri – piuttosto superficiali e praticamente per nulla dettagliati se consideriamo che tra poco si aprirà la biennale del mosaico e non è dato nemmeno capirne un previsionale di spesa – ma anche su quella che al momento è la situazione di tale sito.


Mentre l’Assessora Signorino ci tiene a far presente che l’identità di un museo non è determinata soltanto dal paio di mostre annue, bensì dalla complessità del patrimonio artistico e culturale che può offrire 365 giorni l’anno; mentre si precisa che non è consono parlare di “grandi mostre”, ma piuttosto di “mostre di rilievo”, come dice una nota canzone, “mentre tutto scorre”, il nostro amato MAR rimane il principe silente ed immobile, vuoto e sconosciuto persino ai suoi cittadini.

Non vogliamo, con queste poche parole, entrare nel merito della diatriba pro o contro la gestione Spadoni, tuttavia è assolutamente impossibile non fare qualche paragone in termini di numeri: con la gestione artistica dell’ultimo decennio sono state ospitate circa 30mila persone all’anno grazie alle cosiddette “grandi” mostre, soprattutto nel periodo pasquale, mentre quest’anno il museo è rimasto proprio chiuso.

La questione centrale infatti è  banalmente una: a chi vogliamo offrire il potenziale ed il “prodotto MAR”? Quali sono i target a cui stiamo mirando?

A cosa serve un edificio prestigioso come quello, un museo di quelle dimensioni, circondato da una location da favola, se poi al suo interno non vengono organizzate esposizioni tali da attrarre pubblico pagante disposto a venire a Ravenna per visitarle?
E’ possibile che attualmente il messaggio che passa debba essere quello di ritenere più importante la promozione a favore della vendita della location per celebrare matrimoni, rispetto alla promozione di prodotti turistico-culturali degni di nota?

Al momento non siamo in grado di cogliere la priorità che la nostra amministrazione dia alla riqualificazione dell’offerta museale. Non è chiaro al momento se si prediligerebbe un’offerta espositiva più ricercata, centellinata e di nicchia, di indiscutibile qualità – attraendo però solo esperti del settore -  rispetto alla mostra nazional-popolare dai grandi nomi, che potrebbe essere visitata anche da nonne e nonni insieme ai nipotini.

Il dato oggettivo è tendenzialmente uno solo: più gente muove il MAR, più indotto turistico si crea e la creazione di indotto turistico porta beneficio economico a 360 gradi.

In questo momento però siamo in stallo: fermi ed in attesa.

Ci troviamo con una biennale del mosaico alle porte – avrà inizio ad ottobre prossimo – e della quale nulla è dato sapere. Siamo a conoscenza che da ottobre 2017 a gennaio 2018 sarà inaugurata una mostra di rilievo coordinata da persona di spessore e contenente opere di importanti autori, ma le bocche sono cucite sui dettagli.

Di contro, però, nel frattempo  che loro giocano alla “suspense da telenovela messicana”,  un bar interno al museo corre il serio rischio di chiudere per fallimento ed i mesi scorrono impietosi nell’immobilismo più totale.
In aggiunta - anche se ai nostri amministratori questo paragone proprio non piace - la nostra vicina Forlì, tramite gli enormi investimenti promozionali, prosegue la sua crescita per quanto riguarda i Musei San Domenico, i quali in pochissimi anni hanno snocciolato esposizioni interessanti e, per quanto qualcuno le snobbi definendole fin troppo “pop”, con risultati importanti che hanno rasentano la media delle 70 mila persone a mostra.

Sappiamo bene, comunque, che Ravenna, rispetto a Forlì, offre una vastissima gamma di scelte artistico culturali dal valore inestimabile, a partire dagli 8 siti UNESCO,  per arrivare ai prodotti teatrali del Ravenna Festival, passando per concerti e convegni di varia natura,  tuttavia non riteniamo così insensato paragonare due musei che distano pochi km l’uno dall’altro e soprattutto non possiamo non tenere conto del risultato che presenta questo paragone in termini sia di investimenti promozionali che di conseguenti risultati.

Abbiamo assoluta necessità  di capire e conoscere nel dettaglio le intenzioni che l’Assessora Signorino – insieme al proprio staff, nonché a quello del MAR – ha per il prossimo futuro del nostro prezioso museo, così come riteniamo sacrosanto che il Consiglio Comunale venga tenuto informato di quelle che sono le scelte e le offerte artistiche per la prossima biennale del mosaico.

Per questi motivi tutta l’opposizione ha avanzato richiesta di convocazione straordinaria di una commissione cultura dedicata appunto al MAR ed alla biennale nella speranza di trovare accolte tutte le nostre richieste.

Auspichiamo fortemente che si dia priorità assoluta al bene della città ed a tutto il comparto turistico culturale.



Samantha Tardi

Movimento Civico CambieRà

20/04/2017

 Commenti

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Bravissima. La completa incompetenza della nostra amministrazione ha portato a morire quello che poteva essere un gioiello. Una gestione scellerata del patrimonio, fatta solo di scelte "amicali" o peggio ancora, di convenienze economico/politiche che nulla hanno a che vedere con il bene comune. Forlì e Ferrara, ma anche Bologna o Modena, hanno le grandi mostre. Ravenna non ha niente. Interroghiamoci, noi ravennati, su quanto sia nostra responsabilità la scelta di questa amministrazione.
21/04/2017 - Matteo Rubboli
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