Carlo Boldrini vince la causa: condannato il giornalista Gianfranco Stella per diffamazione

Carlo Boldrini vince la causa: condannato il giornalista Gianfranco Stella per diffamazione
Arrigo e Carlo Boldrini

Stella aveva diffamato nel corso di una conferenza pubblica sia il padre Arrigo Boldrini sia il figlio, che lo ha portato in Tribunale e vinto la causa

Carlo Boldrini vince la causa contro Gianfranco Stella per le affermazioni di quest'ultimo nei confronti di Arrigo Boldrini. "L’avvocato Riccardo Sabadini, mio difensore, mi comunica che il Tribunale di Ravenna, nella persona del Giudice dott. Alessia Vicini, con sentenza n. 357/2017 resa pubblica il 4 Aprile u.s. ha condannato il giornalista Gianfranco Stella a risarcire a mio favore la somma di € 15000/00 e a rifondere le spese complessive di lite" scrive Carlo Boldrini in una sua nota. 

 

"Avevo citato in giudizio il giornalista Stella per le sue affermazioni rese note nel corso di una conferenza tenutasi il 19 Febbraio 2015 presso la sala polifunzionale “Mariani” in Ravenna e per quanto da lui scritto alla pagina 74 del suo libro “I grandi killer della liberazione “. - continua Carlo Boldrini - Nello specifico, nella sua conferenza - alla quale non ero presente - aveva apostrofato mio padre Arrigo Boldrini, deceduto il 22 Gennaio 2008, “boia di Codevigo”, e contro di me aveva proferito l’epiteto offensivo “cialtrone”; mentre nel suo libro aveva scritto ed erroneamente attribuito a me un trattamento di favore da parte della Regione Emila-Romagna tramite un’assunzione da parte di essa poichè figlio di partigiano. Orbene la sentenza di cui trattasi afferma che a proposito dell’appellativo “boia di Codevigo” non è stata fornita da parte dello Stella “nessuna prova a riguardo” e che si tratta di “una dichiarazione scorretta ed offensiva dell’altrui reputazione ed onore” (cioè di Arrigo Boldrini)."

 

"Pertanto non ricorre la scriminante del diritto di critica storica che invece presuppone un metodo scientifico di indagine, la raccolta esaustiva del materiale utilizzabile e lo studio di tali fonti, nonchè l’assenza di voluti attacchi personali o polemici per non costituire diffamazione. - scrive ancora Carlo Boldrini - Per quanto riguarda l’attribuzione dell’epiteto offensivo “cialtrone” e del trattamento di favore da parte della Regione E.R. dallo Stella erroneamente assegnato a Carlo Boldrini, la sentenza evidenzia che ”appare evidente la valenza offensiva sulla reputazione ai danni di Carlo Boldrini insita nel termine di cialtrone pubblicamente proferito da Stella Gianfranco nonché della descrizione del Boldrini quale raccomandato presso le Amministrazioni rosse in quanto figlio di partigiano, contenuta nel libro del medesimo Stella”.

 

Infine, conclude la nota del figlio di Arrigo Boldrini: “In sede istruttoria - prosegue la sentenza - è inoltre emersa la falsità di questa affermazione” per la dichiarazione del teste Paolo Di Giusto, responsabile del servizio amministrazione e gestione della Regione E.R. che “ha escluso la esistenza di rapporti di lavoro fra la Regione E.R. e Carlo Boldrini”. Afferma poi la sentenza che ”deve ritenersi quindi che le dichiarazioni proferite dallo Stella nella conferenza del 19 Febbraio 2015 e la contestata frase contenuta nel libro “I grandi killer della liberazione” in esame presentino carattere diffamatorio e siano pertanto lesive del diritto personalissimo alla reputazione ed onore dell’attore” (cioè Carlo Boldrini)."

21/04/2017
 5

 Commenti

Perchè non vedi il tuo commento? Leggi le policy
E le stelle, (come giusto in questi casi),...stanno a pagare.
21/04/2017 - neviobaldini
Finalmente chi infanga la reputazione altrui senza fondamento viene condannato,non e il primo altri si sono pentiti di avere accusato impunemente Bulow non e la prima volta Stella dovrebbe saperlo.
21/04/2017 - nonno
Un grazie comunque a Gianfranco Stella per aver evidenziato nei suoi libri gravi atrocità compiute da nostri concittadini al termine della seconda guerra mondiale, che ovviamente non passano in secondo piano rispetto alla sentenza dell'articolo in questione.
21/04/2017 - mara
Intanto "caro" Stella come si dice a Ravenna " stè l'è con e cùl" , poi può essere che da parte di combattenti partigiani siano stati commessi gravi e immotivati omicidi, sono senza dubbio isolati e non devono essere l'alibi per condannare in toto la guerra di liberazione contro i criminali fascisti e tedeschi che hanno scritto le pagine più drammatiche della nostra storia.
21/04/2017 - Fausto
Per amore di verità storica Stella a provato a raccontare pagine orribili sempre nascoste sotto il tappeto (la storia è scritta dai vincitori , che raccontanto solo ciò che fa comodo) non credo abbia voluto dire che il fascismo sia stata cosa buona e giusta
23/04/2017 - Anna M
Policy Commenti

Le 10 regole d'oro da seguire per la pubblicazione dei commenti

    1. Non usare oscenità, insulti, minacce, affermazioni denigratorie o diffamatorie
    2. Non fare affermazioni su privati o istituzioni o persone giuridiche se non sono provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
    3. Non violare la vita privata e la privacy altrui, non pubblicare recapiti privati di qualsiasi natura
    4. Non usare espressioni discriminatorie o offensive legate al sesso, al genere, alla religione, alla razza
    5. Non incitare alla violenza e alla commissione di reati
    6. Non pubblicare materiale pornografico e link a siti vietati ai minori di 18 anni
    7. Non pubblicare messaggi di propaganda politica, di partito o di fazione
    8. Non promuovere messaggi commerciali e attività di lucro di alcun genere
    9. Non utilizzare più di 1.000 caratteri per il tuo commento
    10. Non utilizzare il maiuscolo per il testo e scrivi in una forma comprensibile a tutti

 

Commenti moderati: le politiche della Redazione

La pagina di dettaglio degli articoli contiene, in calce, il form "Commenti" da compilare con nome, email e testo del commento. I commenti sono moderati e sarà la Redazione a decidere in merito alla loro pubblicazione. In generale, la Redazione NON pubblicherà:

    1. commenti che contengono insulti e affermazioni denigratorie
    2. commenti offensivi, minacciosi o contenenti attacchi violenti verso terzi
    3. commenti il cui contenuto possa essere considerato diffamatorio, ingiurioso, osceno, offensivo dello spirito religioso, lesivo della privacy delle persone, o comunque illecito, nel rispetto della legge italiana e delle leggi internazionali.
    4. commenti che violano la vita privata e la privacy altrui
    5. commenti con grossolani errori grammaticali e lessicali
    6. commenti non coerenti con l'argomento dell'articolo
    7. commenti nei redazionali a pagamento 
    8. commenti a note della Redazione
    9. commenti ad articoli dopo 10 giorni dalla data di pubblicazione dell'articolo stesso
    10. commenti avente come contenuto:
      • Indirizzi e-mail privati o Numeri di telefono o indirizzi privati
      • Offese alle istituzioni o alla religione di qualunque fede. Devono essere evitati commenti in chiave sarcastica, sbeffeggiatoria, sacrilega e denigratoria.
      • Razzismo ed ogni apologia dell'inferiorità o superiorità di una razza, popolo o cultura rispetto alle altre.
      • Incitamento alla violenza e alla commissione di reati.
      • Materiale pornografico e link a siti vietati ai minori di 18 anni
      • Messaggi di propaganda politica, di partito o di fazione. Quindi non sono ammessi messaggi che contengano idee o affermazioni chiaramente riferite ad ideologie politiche.
      • Contenuti contrari a norme imperative all'ordine pubblico e al buon costume.
      • Messaggi commerciali e attività di lucro quali scommesse, concorsi, aste, transazioni economiche.
      • Affermazioni su persone non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
      • Materiale coperto da copyright che viola le leggi sul diritto d'autore
      • Messaggi pubblicitari, promozionali, catene di S.Antonio e segnalazioni di indirizzi di siti Internet, non inerenti ad argomenti trattati
      • In generale, tutto ciò che va sotto la definizione di "spamming"
     

Regole di netiquette

  • Il lettore è invitato a scrivere un commento in un linguaggio chiaro, adeguato e comprensibile a tutti.
  • I lettori sono invitati a non intraprendere lunghi botta e risposta con altri lettori, soprattutto se si tratta di questioni personali con altri utenti.
  • Il lettore è invitato a non scrivere in maiuscolo dove non necessario (significa che stai urlando).
  • Il lettore è invitato a non usare testi troppo lunghi, creano solo confusione.
  • Il lettore che invia un contributo rivolto esclusivamente ad un altro utente ricordi sempre che i servizi di Ravennanotizie.it sono pubblici e che quindi il commento inviato verrà letto da tutti.
  • Si invita al rispetto degli altri lettori, soprattutto quelli che hanno idee diverse da chi scrive
 

Attività di moderazione

L'attività di moderazione verrà effettuata tramite un Amministratore e dei Moderatori che potranno:

  • approvare/non approvare i singoli commenti inviati dai lettori
  • cancellare i singoli commenti, messaggi
  • modificare le condizioni o il funzionamento dei servizi.

I moderatori vengono nominati e destituiti esclusivamente dall'amministratore. Il lettore concorda che l'amministratore e i moderatori dei servizi hanno il diritto al loro operato in modo insindacabile e qualora lo ritengano necessario.

L'amministratore e i moderatori faranno il possibile per rimuovere il materiale contestabile il più velocemente possibile, confidando nella collaborazione degli utenti.

È possibile che alcuni messaggi non conformi alla policy non vengano rimossi per disattenzione degli amministratori o dei moderatori o per loro precisa scelta.

I lettori sono comunque invitati a segnalare alla redazione tali messaggi, scrivendo all'indirizzo redazione@ravennanotizie.it. In ogni caso il fatto che, a volte, un messaggio non conforme non venga rimosso non dà diritto a nessuno di contestare la decisione dell'amministrazione.

Note legali

Nel caso l'Editore riceva richiesta ufficiale dall'Autorità Giudiziaria dei dati in suo possesso circa l'identità degli autori di commenti agli articoli (che, come specificato nelle condizioni sulla privacy sono nome, indirizzo email e indirizzo IP), l'Editore è tenuto a fornirli. L'Editore assicura che i suddetti dati vengono comunicati a terzi solo in tali casi.

...Commenta anche tu!

Vuoi restare aggiornato sulle ultime notizie da Ravenna e provincia? Iscriviti alla Newsletter.