Lega Nord: “Gestione Cas poco chiara, verranno fatti nuovi accessi agli atti”

Lega Nord: “Gestione Cas poco chiara, verranno fatti nuovi accessi agli atti”

“Vogliamo sapere quante persone sono presenti sul territorio del Comune: in attesa di appello e respinte in via definitiva”. Si teme che i respinti finiscano a vivere di espedienti aggravando il problema dei furti, violenza e spaccio, oltre il commercio abusivo

Continua il tour dell’assessore Morigi nei consigli territoriali di Ravenna, ma ad ogni incontro, si cercano maggiori chiarimenti sia sul progetto Cas che sul progetto Sprar. La scelta di aprire anche il bando Sprar, permetterà al Comune di incassare di più. Nei fatti oggi con il progetto Cas, gestito dal comune per 18 mesi, il comune incasserà 35 euro, di cui tratterrà 5 euro al giorno per ogni richiedente asilo a copertura delle spese amministrative, il resto andrà alle cooperative che hanno vinto i bandi - riporta il comunicato della Lega Nord -.


Ricordiamo che da questo “gioco” il Comune ottiene, per i costi amministrativi 638.750 euro e 250.000 euro -una tantum - per aver aderito al progetto. Dopo il passaggio al CT della Darsena dove è intervenuto Stefano Morettini, Responsabile comunale Lega Nord e consigliere eletto, chiedendo maggiori chiarimenti in merito al numero effettivo delle presenze sul territorio, che ad oggi ammontano a 309 persone. Si è arrivati al Ct del Centro, dove sono stati chiesti maggiori chiarimenti, Lucrezia Baccarini, consigliere territoriale LN, ha incalzato l’assessore chiedendo quante siano le persone in attesa di appello ancora ufficialmente nel progetto Cas gestito dalla Prefettura. Domande a cui non si sono ottenute risposte, a cui farà seguito un altro accesso atti. Ad oggi, a seguito di un accesso Atti del consigliere Gardin sappiamo che il costo del CAS, dei soli richiedenti asilo, in attesa di giudizio dinanzi alla Commissione di Forlì, è di 18 milioni di euro per l’intera provincia di Ravenna. Ma non si riescono ad ottenere i dati di chi è in attesa di giudizio in appello, e dove e come vengono sistemate nel nostro territorio le persone la cui richiesta è stata respinta anche in appello. Quello che si teme è che vengano lasciati liberi sul territorio a vivere di espedienti con un foglio di via in tasca. Seguirà un ulteriore accesso agli atti per ottenere i dati dei respinti presenti nel Comune, i costi che continuiamo ad affrontare, ma anche le entrate per il comune derivanti dal progetto Sprar.
Stefano Morettini Lucrezia Baccarini Samantha Gardin

12/08/2017


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