Veronica Verlicchi: Dismettere le partecipate inutili ed investire i soldi per i cittadini

Veronica Verlicchi: Dismettere le partecipate inutili ed investire i soldi per i cittadini
Veronica Verlicchi

La scadenza del 30 settembre 2017 per la presentazione e l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Ravenna del piano di revisione straordinaria delle partecipazioni (ex art. 24 del D.Lgs 175/2016), costituisce un obbligo di legge e una grande opportunità per la dismissione delle partecipazioni comunali in Società che nulla hanno a che fare con le finalità istituzionali. Società che sono ben presenti all’interno di quello che è il sistema del poltronificio ravennate. Poltronificio che la lista civica La Pigna, sin dalla sua costituzione, chiede di smantellare. 

Si tratta di società operanti nel libero mercato e in concorrenza con altre società private e che tengono immobilizzate ingenti risorse economiche, unicamente per garantire decine e decine di incarichi ben retribuiti a Presidenti, Amministratori, Amministratori Delegati, ecc. Risorse economiche che non sono del PD e dei suoi alleati ma dei cittadini ravennati. Ad oggi, nonostante l’approssimarsi di questa scadenza il piano di revisione straordinaria delle partecipazioni non è stato ancora presentato ai consiglieri comunali e, come già successo in altre occasioni, il Sindaco e gli amministratori piddini lo hanno programmato in extremis, al fine di impedire un confronto serio e approfondito. Come previsto dal D.lgs 17572016, le partecipazioni in società che non hanno nulla a che fare con le finalità istituzionali del Comune, dovranno essere alienate entro un anno dalla data di comunicazione.

La Pigna ritiene che la revisione straordinaria delle partecipazioni comunali sia un’opportunità importantissima per lo smantellamento del poltronificio ravennate. Riteniamo, inoltre, che debbano essere incluse nell’elenco delle partecipazioni da dismettere le seguenti Società: Sapir Spa, Farmacie Comunali, Aser e Azimut. Oltre allo scioglimento di Ravenna Holding, che presenta costi fissi per ben 1.700.000 euro annui. La stragrande maggioranza dei Comuni italiani non possiede una Holding e gestiscono direttamente e con notevole risparmio di costi, le partecipazioni comunali. Sapir ha per oggetto l’esercizio di impresa portuale (imbarco, sbarco, deposito e movimentazione merci) servizi portuali, logistica merci e persone e progettazione di impianti, infrastrutture, fabbricati civili e industriali.

Per caso, il Sindaco de Pascale ritiene che Sapir sia una Società che svolge attività coerente con le finalità del Comune di Ravenna? La vendita delle partecipazioni delle Società che abbiamo indicato porterebbe, entro un anno, nelle casse del Comune di Ravenna almeno 240 milioni di euro che potrebbero essere utilizzati, in questo periodo di gravissima crisi, per sistemare strade e marciapiedi, per la promozione turistica e culturale, per sostenere le imprese e creare nuovi posti di lavoro, per garantire la sicurezza in città, per rilanciare il comparto edile. Ma questo coraggio la Giunta de Pascale non lo avrà e presenterà un piano di revisione deludente in perfetta continuità con le precedenti amministrazioni comunali a guida Pd. Ma non finisce qui.

Veronica Verlicchi

Capogruppo La Pigna in Consiglio comunale

13/09/2017

 Commenti

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Vorrei complimentare con voi per l'ottima l'azione, finalmente qualcuno si attiva prima che il colpo sia sparato .. un dejà vu orribile! Certo che confermando tutte le partecipazioni e le poltrone d'oro che non hanno nulla di istituzionale o che a fare con i servizi alle persone o al territorio è un fatto di una gravità inaccettabile! E' altrettanto grave come da ultimi notizie che sembrerebbe che scaricano e svendono l'ennesimo servizio agli anziani l'ASP (un vero tesoro sia come ricchezze lasciate dai buoni cittadini che per il servizio che collega l'anziano al suo territorio) alla bassa romagna, per motivi centralismo sovietico del controllo del potere e delle persone. Se anche questa azione si realizzi sarebbe un colpo incredibile alla rispettabilità e alla dignità di Ravenna come capo provincia o come città importante a in provincia o in regione, Sarebbe l'unica a subire un colpo cosi basso ! Tutte le città importanti hanno la loro ASP e poche stupide partecipazioni!!
13/09/2017 - Sonia
Siamo alle solite fanno i loro p**** comodi sulle nostre spalle
13/09/2017 - Mauro B.
Il solito schifo
13/09/2017 - Pablo
evidentemente alla sigra Verlicchi il vocabolo "poltronificio " piace molto ; lo usa e condisce in tutte le salse Poi sulle dismissioni : non capisco ( forse la sigra in oggetto lo può spiegare ) perchè il Comune dovrebbe dismettere le attività che danno utili A me risulta che qualsiasi società che ha partecipate che generano utili non le dismette , semmai le rafforza perchè aumentino gli utili . O no ?
13/09/2017 - marsin
Gentile Marsin le rispondo con piacere, evidenziando che la razionalizzazione delle partecipazioni é un preciso obbligo di legge, confermato anche dalla Corte dei Conti della nostra regione. La mia definizione di poltronificio può non aggradarla, tuttavia resta il dato incontrovertibile dell'inadempienza del nostro Comune. La scadenza é fissata al 30/09 e, ad oggi, la Giunta non ha presentato il proprio piano al Consiglio. Si tratta di soldi pubblici e lei si sofferma sulla definizione? La invito, se vorrà, a leggere il documento a questo link. Le chiarirà molte cose: https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/43_2017_VSGO_ravenna_RA.doc?dati=bm9tZUZpbGU9NDNfMjAxN19WU0dPX3JhdmVubmFfUkEuZG9jJm51bWVyb0ludD04OTkmZGF0YUFjcXVpc2l6aW9uZT0xNi8wMy8yMDE3JmdydXBwbz1TUkMmY29kT3JnYW5vPUJPJnRpcG89b21pc3Npcw==
13/09/2017 - Veronica Verlicchi
Sig.ra Sonia, alla faccia di città di Dante, non riescono nemmeno trattenere un servizio per gli anziani (Asp), non so quale problema hanno contro gli anziani ma questa storia darebbe un immagine di politici insensibili agli anziani e li considerano un peso ! invece dove ci sono i soldi (le partecipate) senza necessità di lavorare e impegnarsi realmente, sono presenti come le cavalletti! cos'è questa storia? mi padre direbbe :"I bajoc i’ fa andè l’acqua d’in sô" Invece Dante direbbe che questi politici in realtà sono dei marziano venuti da noi, per rompere!
14/09/2017 - Alcide (80)
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