Crisi in edilizia: in provincia di Ravenna persi oltre 4mila lavoratori in 10 anni

Crisi in edilizia: in provincia di Ravenna persi oltre 4mila lavoratori in 10 anni

Lavoratori del cemento in sciopero oggi, quelli edili il 18 dicembre

Oggi, giovedì 7 dicembre, sono in mobilitazione i lavoratori del cemento, che subiscono la crisi del mercato edilizio con pesanti ripercussioni occupazionali. La situazione è ben rappresentata anche nella nostra provincia di Ravenna: stando ai dati dei sindacati, dal 2007 al 2017, si è perso il 65% degli addetti, oltre 4.000 lavoratori.

Durante lo sciopero del prossimo 18 dicembre, la delegazione dei lavoratori di Ravenna parteciperà alla manifestazione di Torino, una delle cinque previste a livello interregionale, dove sarà presente il segretario nazionale della Fillea Cgil Alessandro Genovese.

Passando ai dati del comparto del Cemento, questo ha subìto un drastico calo nello ultimo decennio, passando da una produzione annuale di 48 milioni di tonnellate a 19 milioni con ripercussioni negative sui livelli occupazionali e la chiusura di numerosi siti produttivi.

"La nostra provincia non ne è rimasta immune - dicono dalla Cgil -, anzi è stata quasi interamente coinvolta. Il sito di Ravenna di Micromineral ha cessato l'attività a marzo del 2016 con il licenziamento di 20 lavoratori.
Italcementi occupa, attualmente, 18 lavoratori mentre prima della crisi erano 35; anche qui si è perso il 50% degli addetti; desta preoccupazione, inoltre, l'attuale fase visto che   Italcementi-Heidelberg sta acquisendo il Gruppo Cementir con incertezze sul piano industriale del gruppo e sul sito produttivo di Ravenna. La Cementeria Barbetti ha perso, durante la crisi, 10 unità e ha fatto cassa integrazione per oltre 2 anni, attualmente occupa 22 lavoratori. Unica eccezione sembra essere la Saint-Gobain che ha mantenuto i livelli occupazionali e i volumi produttivi con 80 addetti e un importante piano di investimenti".

"Come si evince anche nella nostra provincia - continua la nota della Cgil -, il settore, che attualmente occupa circa 170 addetti, è in una fase di stagnazione e di prospettive future molto incerte considerando la contrazione dei volumi produttivi e le riorganizzazioni del settore che interessano anche i gruppi presenti sul nostro territorio.
Per queste ragioni Fillea, Filca e Feneal territoriali sostengono le richieste delle segreterie nazionali dei sindacati di categoria che chiedono al Governo l’istituzione di un tavolo interministeriale per affrontare la crisi del settore attraverso politiche che rilancino il settore delle costruzioni, politiche di difesa del sistema produttivo cementiero italiano favorendo gli investimenti sulla innovazione tecnologica e sulla adeguamento degli impianti alla sostenibilità ambientale".

"Il futuro dell'edilizia e della industria del cemento - aggiungono i sindacati - passano per un nuovo modello produttivo che rigeneri e recuperi il tessuto urbano senza ulteriore consumo del suolo; messa in sicurezza del territorio e del patrimonio storico e del costruito. Per fare questo si deve favorire l’innovazione tecnologica e la ricerca sui nuovi materiali".

"E' per questo motivo - concludono - che invitiamo le amministrazioni locali a porre l'attenzione sulle problematiche del settore; queste aziende sono importanti e strategiche per lo sviluppo del territorio e in particolare per il porto di Ravenna. Chiediamo alle istituzioni locali di sostenere le richieste delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori presso il Governo per l'apertura di un tavolo interministeriale che affronti la crisi del settore".

07/12/2017

 Commenti

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Non è vero, siamo in ripresa! ...dicono
07/12/2017 - Riccardo
@Riccardo, anche a me sembrava che 'qualcuno' avesse detto che siamo in ripresa e che il PIL era in aumento ... bah, cambia tutto così repentinamente chissà perchè? ci dicono solo ciò che gli conviene e ci riempiono gli occhi di fumo solo per non raccontare la cruda realtà dei fatti, pensano che siamo tutti fessi!!
07/12/2017 - Cristina
Quante menate con questi tavoli interministeriali !!! I sindacati supercazzolano per dar speranze che non ci sono. Ma che può fare un governo per indurre a costruire ? Quando Ravenna ha avuto il boom edilizio non c'era stato bisogno di nessun aiuto. Si è costruito troppo ed ora c'è dell' invenduto che si trasformerà in svenduto. Chi è quello scemo che costruisce oggi per poi rivendere?
08/12/2017 - porter
nel titolo dice : persi 4mila lavoratori, sara' anche che nessuno ormai vuole svolgere quel lavoro??:-))
08/12/2017 - alberto
Alberto, sei fuori strada...
08/12/2017 - Piero
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