Il Partito Repubblicano chiede al Vicesindaco Fusignani di ricordare la figura di Marino Pascoli

"Il prossimo 4 gennaio ricorre il settantesimo anniversario dell'atroce morte di Marino Pascoli. I repubblicani di Ravenna tutti gli anni ricordano l’anniversario dell’evento deponendo una corona al cippo eretto nel punto dell’agguato" - dichiarano Mario Guidazzi, segretario PRI Consociazione di Cesena e Renato Lelli, segretario Federazione Regionale PRI Emilia Romagna in una lettera aperta al Vicesindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani.

"Crediamo sia giunto il momento, visto il lungo tempo trascorso, che il sacrificio di Marino Pascoli divenga patrimonio dell’intera comunità ravennate e non del solo Partito di appartenenza, con una iniziativa pubblica che coinvolga l’intera città. Un primo passo con l'intitolazione di una via a Mezzano è stato fatto. Ma rimane un fatto isolato, quasi nascosto e poco noto. Ravenna non può discutere solo se mantenere o meno la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Tutto ciò di fatto rappresenterebbe una rimeditazione storica del periodo successivo alla Liberazione mai completamente messa in luce e rovinata da frange partigiane che si macchiarono di atroci violenze e delitti, macchia indelebile sulla Resistenza, il cui valore storico e morale non può comunque essere messa in discussione da questi eventi". I due esponenti del Partito Repubblicano concludono chiedendo al Vicesindaco Fusignani "un impegno preciso in tal senso, poiché questa è certamente una maniera per affrontare quelle vicende senza risentimenti". 

02/01/2018

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« I partigiani veri sono quelli che hanno corso sul serio dei rischi, che hanno combattuto con fede per la liberazione dell'Italia e questi, a dire il vero, sono pochi. I partigiani falsi, che purtroppo sono la maggioranza, sono coloro che hanno fatto i teppisti mascherati, i collezionisti di omicidi e che andarono in giro con il mitra quando non vi era più pericolo a fare gli eroi. Questa gente, non bisogna avere nessuna esitazione a chiamarla teppa. » Marino Pascoli merita un encomio speciale, merita d'essere ricordato. Si dissociò dalla lotta partigiano quando denunciò alcuni soprusi e vendette inopportune. Fu assassinato il 4 gennaio 1948.
02/01/2018 - Nicola Tritto
Fusignani ci sei ? @ lettori : per puntualizzare che quanto scritto da Tritto non è farina del suo sacco bensì è un copia incolla dell'articolo che condanno' a morte il Pascoli.
03/01/2018 - Bici
Il virgolettato è il pensiero di Pascoli. Dovrebbe essere chiaro.
03/01/2018 - Nicola Tritto
Ora è chiaro
03/01/2018 - Bici
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