Gianfranco Spadoni: "Aeroporti regionali: Bologna strategico e Rimini a vocazione turistica?"

L’argomento opportunamente sollevato in questi giorni da Confidustria riguardante gli aeroporti del territorio regionale merita un’attenta riflessione, partendo dai tre scali molto vicini tra loro: vale a dire quello di Bologna, di Rimini e di Forlì. Ogni considerazione, tuttavia, non può prescindere dalla situazione economica degli ultimi tempi, e proprio per questo non è pensabile poterli tenere in piedi, o, meglio, in aria, a così breve distanza l’uno dall’altro.

La Regione stessa si era impegnata più volte a porre ordine al sistema proponendo una holding con l’obiettivo di economizzare e produrre economia di scala, ma evidentemente questo progetto è naufragato e ora è giunto il momento delle scelte concrete. Come noto la società che gestisce l’aeroporto di Bologna, ha espresso la sua determinazione a non procedere verso la fusione con altri aeroporti, e questo fermo orientamento riafferma e sancisce la centralità e la funzione primaria del Marconi per l’intero territorio regionale, ma in un progetto organico va messo nei conti da una parte il continuo incremento di passeggeri, dall’altra il rischio di una saturazione del sistema aeroportuale bolognese. Di qui l’esigenza indifferibile di pensare seriamente all’aeroporto Fellini di Rimini come scalo naturale della Romagna.

E proprio alla luce dei nuovi accorpamenti provinciali divisi geograficamente dalla città metropolitana di Bologna, andrà rivalutata la possibilità di fare di Rimini lo scalo romagnolo, ferma restando, tuttavia, la condizione fondamentale di assicurare gestioni e bilanci positivi in grado di reggersi economicamente senza interventi pubblici. La discussione andrebbe posta in capo alle province romagnole per definire definitivamente l’annosa questione, proponendo sostanzialmente due aspetti basilari: l’istituzione dell’aeroporto della romagna e la costituzione di una holding del sistema aeroportuale, con funzioni di cabina di regia, in capo ad esempio, alla Regione. Proprio alla luce di queste situazioni un po’ incerte, il confronto locale è fondamentale nella speranza che sia superata la pesante e tediosa situazione che vede la Romagna in qualche modo ancora subalterna all’Emilia.

Gianfranco Spadoni Consigliere provinciale “Civici” Ravenna

13/01/2018

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bologna è prossimo alla saturazione ha una testata pista sulla città crea disagi per questioni legate ai rumori; Rimini ha gli stessi identici problemi, ha la testata nord su rimini e quella sud su Riccione, Forlì testata ovest sulla città. In romagna solo due aeroporti non hanno problemi: Cervia, militare,se solo i politici locali avessero la forza di farlo aprire ai voli civili come successo a Rimini. Ravenna,mai considerato, possiede una pista di 1200 metri che potrebbero diventare almeno 2000 verso il mare, su terreni destinati per quella funzione.Non ha nessun problema sulle testate che sono libere e sicure senza dare noia a nessuno. Firenze con 1750 metri di pista, fa atterrare aerei da 150 posti. Mi chiedo con quale solita lungimiranza e competenza i nostri politici locali hanno finanziato per anni lo scalo di Forlì e quali siano stati i vantaggi per Ravenna. Ma si sa, in questo paese lo studio e le lauree non sono una condizione necessaria per diventare politico, anzi.
13/01/2018 - lorenzo
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