MeetUp A riveder le stelle: Appello per la Darsena e per la Ravenna del futuro

MeetUp A riveder le stelle: Appello per la Darsena e per la Ravenna del futuro
Foto Stefano Barattini

In vista del finanziamento statale di 13 milioni di euro per il progetto di riqualificazione complessiva della Darsena, e nonostante i molti dubbi sul previsto sistema fognario inserito nello stesso progetto, desideravamo fare il punto su un argomento che abbiamo seguito da anni, il recupero del magazzino ex Sir, il cosiddetto “sigarone”, e lanciare un appello. 

Si tratta del progetto più importante del quartiere, perché coinvolge un’area centrale piuttosto grande ed il più pregevole edificio di tutto il comparto, l’unico tutelato, dopo anni di mobilitazioni, dell’intera Darsena. Le recenti iniziative, tra tutte ricordiamo la riuscitissima operazione di Darsena Pop Up, ad opera di un imprenditore coraggioso, al passo coi tempi ed amante del nostro porto, dimostrano le grandi potenzialità economiche, turistiche e di rinnovamento urbanistico, sociale e culturale che una ampia zona abbandonata della nostra città potrà avere per il futuro dei ravennati. Questo può accadere, però, solo rispettando e valorizzando le sue qualità intrinseche di luogo particolare, affacciato sull’acqua e testimone del passato industriale.

La perdita dell’ultima gru di banchina ha rappresentato un grave danno per la rinascita della nuova Darsena post industriale, come si può facilmente immaginare pensando al simbolo che sarebbe potuta diventare nel quartiere recuperato. Il pericolo è che il tanto detestato (da chi lo voleva radere al suolo) “sigarone” possa fare la stessa fine.

Il progetto del 2012 lo riduceva ad una mera sequela di archetti coperta da una rete, e per questo sono state necessarie diverse modifiche, sollecitate da tanti atti presentati dai cittadini, al fine di ricondurlo ad un progetto di recupero di un bene tutelato. La costosissima rete è stata tramutata prima in pannelli di policarbonato e poi, se saranno rispettate le ultime prescrizioni, in una copertura simile a quella originale. Le quattro torrette, che contribuiscono a rafforzare la sequela degli archi dal punto di vista statico, non saranno demolite come previsto inizialmente. La strada, prosecuzione di via Spadolini, che doveva entrare dentro all’edificio e non rispettosa del Codice della Strada, è stata spostata.

Restano però ancora tanti dubbi, sia sull’effettiva volontà di recuperare tutto, che su quella di valorizzare l’edificio dal punto di vista delle sue caratteristiche architettoniche e spaziali sia, infine, della sua funzione pubblica; funzione che un edificio di pregio almeno in parte meriterebbe e per cui sono stati richiesti i finanziamenti statali.

Lanciamo quindi un appello ai proprietari, alla Conad e ai progettisti, ma anche all’Amministrazione ed alla Soprintendenza – che ora dovrebbero aver ben compreso le potenzialità tutte speciali della nostra Darsena – affinché rivedano il progetto. Non riducano il magazzino ex Sir ad una lunga “tettoia” aperta (vento, polvere, volatili, inquinamento?) demolendo le due testate (tra l’altro con problemi statici che ancora non sembrano risolti nel progetto) e consentano che il previsto (ahinoi) nuovo centro commerciale sia realmente integrato con l’edificio industriale.

Purtroppo, ad oggi, pare infatti che il magazzino sia più che altro un intralcio ai nuovi edifici del centro commerciale e della torre residenziale. Confidiamo che sia nell’interesse di tutti mettere a frutto un intervento importante e costoso, restituendo alla Ravenna del futuro un edificio tra i più belli e significativi del patrimonio industriale italiano.

 

MeetUp A riveder le stelle Ravenna

13/01/2018

 Commenti

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Quando uno scrive "la perdita dell’ultima gru di banchina ha rappresentato un grave danno" si capisce bene che non ha niente da fare tutto il giorno. Quella gru era un ammasso di ruggine pericoloso, hanno fatto benissimo a toglierla di mezzo. Quanto al sigarone, si tratta di una costruzione fatiscente, lurida e inutile. Si può benissimo demolire e creare un parcheggio, una centrale nucleare o quel che volete. E per favore non salti fuori nessuno a parlare di archeologia industriale, perchè questa ideologia stupida ha già fatto abbastanza danni all'angolo di via Venezia con via di Roma: dovevano costruire non so che albergo invece da anni abbiamo delle buche piene d'acqua e zanzare in un'area sporca e degradata, quando invece si poteva costruire un parcheggio del quale si sente molto la necessità.
13/01/2018 - Giovanni lo scettico
crimine contro un bene comune distruggere un pezzo di storia altri paesi sono stati ricostruiti come per esempio fabbrica del sapone a Berlino ...vergogna
13/01/2018 - Marco Monti Ada.
Turisti che visitano itinerario europeo dell archeologia industriale sono 42.000.000 milioni Italia non è ancora inserita perché ci sono persone che frequentano i centri commerciali ...che.una gru
13/01/2018 - Marco
Mi associo allo scettico.- soldi sprecati per un nulla !!! l'archeologia industriale è ben altro !!!! ci sono gia troppe aree inutilizzate a Ravenna, oppure ancora da concludere (bene via Venezia !!!!!!!!!!!!!!!!!?????????????????) quella zona ha bisogno di essere rivalutata con altro: che orrore quegli anonimi palazzoni/alveare.- Gli architetti dov'erano quando si è costruito?? poteva diventare una zona modello in tutto, e invece...altra zona dormitorio!!!!! (chiedo scusa a chi ci abita!!!)
14/01/2018 - bilancia
Condivido in pieno i gusti e le ragioni di Giovanni lo scettico, e credo che l'idea del Progetto Darsena, sia legato a un nuovo centro commerciale con la relativa urbanizzazione oltretutto in una zona gia' con problematiche di viabilita' e d'inquinamento. A quanto pare, la regola n.1 della pianificazione urbanistica sembra essere, a ogni zona il suo supermercato, il solito.
14/01/2018 - angelo
segue dalla prima: A me invece piacerebbe ricordare ai posteri la bellissima pineta e la pregevole zona naturale, prima che fosse trasformata sia pur per necessita', in una brutta zona industriale. Per quanto riguarda la parola archeologia poi, la userei per riferirmi ad altra cosa. L'industria che e' realta' abbastanza recente, credo sia piu' appropriato l'aggettivo vecchia.
14/01/2018 - angelo
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