LA POSTA DEI LETTORI / Cosa c'è in ballo a Lido di Dante? La questione riguarda tutta la città

LA POSTA DEI LETTORI / Cosa c'è in ballo a Lido di Dante? La questione riguarda tutta la città

A Lido di Dante si gioca grosso. Forse è passato inosservato ai più, ma sono mesi che a Lido di Dante, una minuscola frazioncina, ci si divide sulla presidenza del comitato cittadino. Si è verificata una spaccatura fra una parte che si riconosce nel presidente eletto a suo tempo e una parte che invece si appella ad un'altra persona. Uno strappo.

Il recente orientamento del Consiglio Territoriale del Mare riconferma il presidente ante strappo e c’è da augurarsi che il comitato cittadino si Lido di Dante si rimetta a lavorare in unità. Ma non è detto.

Perché tanto accanimento, verrebbe da dire?

Personalmente credo che le tensioni all’interno di quell’organismo riflettano le divisioni di quella piccola comunità sul futuro. Chi lo vuole aperto ai desideri di un turismo di massa, che porterebbe la speculazione ad agire come ha fatto in altre località balneari, temperata dai nuovi strumenti urbanistici e chi vorrebbe  un turismo libero dagli schemi del passato. Un turismo che si basi sulla valorizzazione dell’ambiente naturale, riconoscendo, senza se e senza ma, che quella è una Riserva Naturale dello Stato che non può essere piegata ad interessi particolari.

Su questo dilemma pesa indubbiamente anche la pretesa dei naturisti di eleggere quella località a loro luogo esclusivo, dandogli una risonanza internazionale, che finirebbe per attirare la speculazione.

Inutile ricordare che quella parte del territorio ravennate è l’unica in tutta la costa romagnola ad essere pressoché intatta e che proprio per questo andrebbe mantenuta tale.

Un “polmone verde” a servizio anche degli altri “polmoni congestionati”.

Un luogo che andrebbe collegato opportunamente con la Pineta di Classe, con l’Ortazzo e l’Ortazzino che dovrebbero diventare di proprietà pubblica Un luogo che dovrebbe vedere valorizzati i Fiumi Uniti, ricchi di storia e di potenzialità.

Non penso che si possa dividere nettamente il comitato cittadino fra chi è favorevole ad un’ipotesi anziché ad un’altra. È molto più probabile che tutti, compreso il presidente vecchio o nuovo che sia, sentano il peso di questa scelta.

Pur con tutto il rispetto per gli organismi del decentramento, credo che la questione riguardi tutta la città.

Secondo me Ravenna, che è fra i comuni con il più intenso consumo di territorio dovrebbe far di tutto per evitare di perdere, o anche solo ridurre, un ambiente naturale unico e irripetibile.

Carlo Zingaretti

13/02/2018

 Commenti

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Per gli strappi ci vogliono degli unguenti efficaci. Andiamo sempre a finire che bisogna ungere......
13/02/2018 - sipi
Lei Zingaretti vola un po’ troppo con la fantasia; difficile ipotizzare per quella località un turismo di “massa” stretta com’è tra il fiume e la pineta, e non esiste perciò un futuro da indirizzare e/o gestire se non per quanto concerne l’ordinaria amministrazione e la cura di un territorio che purtroppo avrebbe bisogno dell’unità di tutti visti i noti problemi di subsidenza senza dimenticare la ferita aperta dall’incendio di qualche estate fa. I cittadini di Lido di Dante preferiscono invece (a quanto pare) farsi i dispetti come alle elementari.
13/02/2018 - nautilus
E' vero che Ravenna è fra i comuni con il più intenso consumo di territorio e purtroppo i progetti in atto non vanno verso un cambio di direzione, malgrado i proclami politici che vorrebbero farci credere il contrario.
15/02/2018 - monica
Analisi attenta del pezzo da parte del giornalista
16/02/2018 - minc-opulus bimb opulus
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