Gardin e Alberghini (Lega) interrogano la giunta sull'Agenzia Mobilità Romagnola

Samantha Gardin e Massimiliano Alberghini (Lega) interrogano la giunta ravennate sull'Agenzia Mobilità Romagnola sulla base di "segnalazioni pervenute e da un articolo apparso l'8 marzo 2018, sulla stampa locale di Cesena" da cui "emerge che i costi del trasporto pubblico verso e da i centri abitati dell’area collinare e montana della provincia di Forlì/Cesena lieviterebbero in modo insostenibile per i piccoli e medi Comuni coinvolti in seguito – secondo quanto si legge – a un nuovo modo di ripartire le quote spettanti."

 

Tale nuova modalità di ripartizione sarebbe stata al centro dell’assemblea di AMR (Agenzia Mobilità Romagnola) svoltasi a Rimini lo scorso 7 marzo, secondo quanto riporta la stampa, dove - dicono Gardin e Alberghini - "sarebbe stata annunciata per l’anno in corso l’introduzione di “un nuovo parametro per il calcolo delle quote” che avrebbe come assurda conseguenza quella di aumentare in modo esponenziale le quote, per esempio, dei Comuni dell’Alta Valle del Savio e dell’Alto Rubicone, penalizzando queste piccole realtà, mentre, paradossalmente, abbasserebbe quella dei più grandi Comuni di pianura come Cesena e Forlì; che, secondo quanto riportato dalla stampa, pur avendo presentato le varie Unioni dei Comuni coinvolte “una proposta di mediazione per riequilibrare i costi”, questa “non sarebbe neppure stata discussa”; che si sono levate le proteste di sindaci dei Comuni penalizzati da questo ingiustificato incremento dei costi; che, sempre da fonte di stampa sopra citata, il Comune di Forlì avrebbe assicurato di “devolvere un contributo di solidarietà ai Comuni che dovranno sostenere gli aumenti del carico finanziario”, mentre il Comune di Cesena, che con la nuova modalità di ripartizione andrebbe a pagare di meno, non avrebbe manifestato analoga disponibilità; che, in ogni caso, non serve la disponibilità una tantum di un Comune a devolvere un ‘contributo di solidarietà’, ma si ravvede la necessità di correggere un errore strutturale di programmazione che deve essere rivisto."

"Visto che l’Agenzia mobilità romagnola (AMR) sembra rientrare nel modello di quei ‘baracconi di Area Vasta’ promossi dalla Regione Emilia-Romagna che dovrebbero semplificare le governance, snellire, rendere più efficienti i servizi, mentre accade regolarmente il contrario, con l’aggiunta, in questo caso, della scarsa trasparenza su chi e perché si assumono certe decisioni in modo non collegiale e apparentemente senza motivazioni che le giustifichino; che l’Agenzia, nata ufficialmente il 16 gennaio 2017, è frutto della fusione delle tre precedenti agenzie della mobilità in Romagna, AM di Rimini, AMBRA di Ravenna e ATR di Forlì/Cesena; - continuano Alberghini e Gardin - che l’Agenzia avrebbe un amministratore unico, eletto lo scorso 5 giugno dall’assemblea dei soci, che sono i sindaci dei Comuni dei territori di Rimini, Forlì/Cesena e Ravenna e dei presidenti delle tre Province; che l’Agenzia svolgerebbe compiti di “appalto e regolazione del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano in Romagna’, mentre Start Romagna SpA ha la gestione del servizio di TPL."

"Posto che, per quanto riguarda il sistema del TPL romagnolo sembra di trovarsi di fronte a una sorta di sistema di ‘scatole cinesi’ tutt’altro che chiaro e trasparente per quanto riguarda costi, risparmi, chi ha ruoli effettivamente decisionali, obiettivi; constatato Che secondo il riparto dei contributi consortili totali per il 2018 all’Agenzia AMR per il bacino di Forlì/Cesena si evidenzierebbero, come già detto, incrementi esagerati per piccoli Comuni montani rispetto al 2017, per fare qualche esempio: Verghereto da 3.625,55 a 46.035,23; Mercato Saraceno da 22.243,55 a 90.964,89; Sarsina da 5.580,68 a 44.122,16; Civitella di Romagna da 7.101,86 a 67.566,10; Galeata da 10.724,70 a 41.567,40, a fronte, come detto, di un decremento o di minimi incrementi per i Comuni di Cesena e Forlì" fatta questa lunga premessa, Gardin e Alberghini interrogano il Sindaco e la Giunta comunale per sapere  "se quanto citato in premessa corrisponda al vero; quale giudizio esprima sulla decisione di assumere questa nuova modalità di ripartizione che va a penalizzare pesantemente i Comuni più piccoli o ne risenta anche il Comune di Ravenna; per quale ragione i costi aumentino esponenzialmente e se solo per alcuni Comuni citati in premessa o anche per il comune di Ravenna; a chi vada ascritta la responsabilità di aver presentato, promosso, deciso e votato questa nuova modalità, con quali obiettivi, seguendo quali input politici, confrontandosi con quali soggetti e se, fra questi, ci siano anche uffici e dirigenti o, eventualmente, l’assessore competente regionali e comunali; il comune di Ravenna era a conoscenza di questo cambio di metodo di conteggio e chi ha votato per il comune la scelta di accettare il nuovo metodo; se questa decisione risponda a criteri di razionalizzazione e efficientamento e, in caso di risposta positiva, quali siano, articolati in modo analitico; quali siano stati i criteri di scelta del nuovo amministratore unico di AMR eletto all’unanimità dall’Assemblea dei soci il 5 giugno scorso; quando sia stata presentata la nuova modalità di ripartizione, dove, da chi e alla presenza di quali soci; se non ritenga opportuno, come lo scrivente ritiene, intervenire sull’amministratore unico di AMR per bloccare immediatamente la nuova modalità di ripartizione, per poterne verificare in modo analitico le procedure, i criteri, le motivazioni e gli obiettivi prefissati, in modo da riconsiderarli seguendo parametri più obiettivi e legati alla realtà dei Comuni coinvolti."

 

13/03/2018


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