Vaccini, Ravenna: 12 bimbi su 1655 non ancora in regola. Il Comune: “Seguiamo approccio conciliante"

Vaccini, Ravenna: 12 bimbi su 1655 non ancora in regola. Il Comune: “Seguiamo approccio conciliante"

Dodici casi su 1.655 bambini. A tanto (o, sarebbe meglio dire, a poco) ammonta il numero degli iscritti ai servizi per l’infanzia (fascia 3-6 anni) del Comune di Ravenna che ancora non sono in regola con la legge sulle vaccinazioni obbligatorie.

Un numero decisamente esiguo, che riguarda sostanzialmente bambini frequentanti le scuole comunali per l’infanzia del territorio e nessun nido, considerato che la fatidica scadenza del 10 marzo, prevista dal decreto nazionale sui vaccini, in Emilia Romagna riguardava solo loro. La Regione aveva infatti anticipato lo Stato con un proprio provvedimento legislativo in tema di vaccini e dunque per iscriversi al nido era già previsto l’obbligo vaccinale.

Dall’entrata in vigore della normativa pare dunque che ci sia stata una corsa alla regolarizzazione da parte delle famiglie, considerato che si è passati dalle 171 richieste di autocertificazione per posizioni non allineate alla legge (bambini non vaccinati o non completamente vaccinati) registrate fino a febbraio di quest’anno, ai 12 casi di metà marzo. Inoltre ci sono altri 85 bambini che hanno  in itinere percorsi di vaccinazione, secondo il calendario stabilito dall’Asl in proposito.

“Siamo piuttosto soddisfatti di questo risultato – commenta l’assessora ad istruzione e infanzia del Comune di Ravenna, Ouidad Bakkali -. L’orientamento che abbiamo seguito, anche qui a Ravenna, è quello sposato a livello regionale: poiché abbiamo l’anagrafe vaccinale, abbiamo teso ad equiparare coloro che non avevano consegnato la documentazione (i famosi 12 casi, n.d.r.) con coloro che avevano in corso appuntamenti per iniziare il percorso o completarlo. Abbiamo seguito un approccio conciliante e non punitivo”.

Ora la palla è nelle mani dell’Asl, che sta provvedendo ad inviare alle famiglie di questi 12 bambini le lettere di appuntamento per iniziare i richiami ed inserirsi nel percorso vaccinale. Può essere che le famiglie chiedano inizialmente colloqui informativi con i medici dell’Asl, o rimandino la vaccinazione per indisposizione del bambino e che le cose si protraggano nel tempo.

Pare non ci sia fretta: il Comune deciderà per le sanzioni, che nel caso della fascia 0-6 anni prevedono la sospensione dal servizio educativo, con l’impossibilità del bambino di frequentare la scuola in cui è inserito, solo quando l’Asl comunicherà l’avvenuta conclusione del percorso, con la vaccinazione del bambino, in caso positivo o con l’accertamento della non volontà di vaccinare da parte della famiglia, in caso negativo.

Dal prossimo anno scolastico, dunque già con i bambini che saranno ammessi dalle graduatorie pubblicate nei prossimi mesi, sarà tutto più semplice, sia per le famiglie che per gli enti: scuole e Asl comunicheranno direttamente tra loro. Saranno gli uffici del Comune ad inviare all’Asl le liste degli ammessi e l’Asl potrà fornire al Comune lo stato vaccinale dei piccoli, sulla base del quale decidere per l’ammissione o meno.

 Commenti

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Degli illuminati, sappiamo bene che i vaccinati producono scie chimiche con i loro gas di scarico...
13/03/2018 - Diffidente
C’è poco da scherzare Diffidente ... lo sai che gli aerei con le loro scie chimiche ci stanno inoculando vaccini sperimentali a nostra insaputa. Pino
13/03/2018 - Pino
Pino, quali fonti ha questa allarmante notizia bomba???
14/03/2018 - E.S.
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