Teatro. Umberto Orsini e Giovanna Marini aprono Polis teatro festival a Ravenna con testo di Wilde

Teatro. Umberto Orsini e Giovanna Marini aprono Polis teatro festival a Ravenna con testo di Wilde
Umberto Orsini e Giovanna Marini nello spettacolo che sarà in scena all'Alighieri domani

Giovedì 17 maggio alle 21, il Teatro Alighieri di Ravenna ospita la prima edizione di POLIS Teatro Festival, progetto di ErosAntEros, in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura. Il taglio del nastro è affidato a due grandi artisti: Umberto Orsini e Giovanna Marini magistrali interpreti de La ballata del carcere di Reading da Oscar Wilde, diretti da Elio De Capitani.

Lo spettacolo, ripreso periodicamente con grande successo da ben 13 anni, dopo le tappe, tra le altre, al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Eliseo di Roma, approda ora per la prima volta al Teatro Alighieri di Ravenna.  
L’adattamento teatrale emoziona il pubblico con un misto di parole e musica, che si alternano nella narrazione come se Wilde avesse voluto raccontare questa storia mettendo in gioco le sue due anime, quella femminile e quella maschile, mescolandole in una sola voce. Il risultato è di enorme presa emotiva e l'autorità artistica dei due interpreti, unita alla loro maturità e credibilità rende lo spettacolo unico nel suo genere.

L'opera è colma di grande pietà e di grande rispetto, ma sostanzialmente è un pamphlet contro la pena di morte, sostenendone la feroce inutilità. Secondo il regista lo spettacolo si presta a una messinscena in cui l'attrazione fisica si sublima in canto e il canto sublima la sofferenza in bellezza.

Giovanna Marini, una delle più grandi interpreti del canto popolare italiano, ha composto cinque ballate straordinarie per asciuttezza e sensibilità, ispirandosi a Schubert e alla canzone popolare irlandese, passando per i Beatles e utilizzando i versi di Wilde nella lingua originale.

Umberto Orsini “dice” il testo di Wilde, tradotto da lui stesso e da De Capitani in un italiano pieno di sonorità aspre e incalzanti. “Dico” il testo – spiega Orsini – perché non recito le parole di Wilde, ma pronuncio le sue parole, tanto che ho un libro davanti pur sapendole a memoria. Giovanna ha la chitarra, io ho il libro. Provo a scolpire le parole in modo semplice ed essenziale, cerco di farle arrivare come piccole pietre. La mia dizione è leggermente accorata soltanto nel disappunto, nel sottolineare la rabbia nei confronti della grettezza di alcuni uomini che porta alla disperazione gli altri”. Con grande semplicità e con grande profondità Wilde paragona il delitto commesso da quell'uomo ai tanti delitti che ogni uomo consapevolmente o inconsapevolmente commette nella vita uccidendo un'ideale, un affetto, un'amicizia perché, dice Wilde, ogni uomo uccide "la cosa" che ama ma non tutti poi "vanno a morire".

UMBERTO ORSINI

Debutta nella Compagnia dei Giovani con Il diario di Anna Frank al Teatro Eliseo di Roma nel 1957 con la regia di Giorgio De Lullo. Rimane con la compagnia per tre anni ricoprendo ruoli importanti in D'amore si muore e Metti una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi. Incontra Luchino Visconti nel 1961 che gli affida un ruolo di grande spessore ne L’Arialda di Giovanni Testori. Franco Zeffirelli lo dirige nella prima versione italiana di Chi ha paura di Virginia Woolf? di Albee nel 1963. Da quel momento in poi la sua carriera prende un grande slancio portandolo ad interpretare moltissimi ruoli da protagonista sia in teatro che in televisione dove ottiene un consenso unanime nel ruolo di Ivan ne I fratelli Karamazov diretto da Sandro Bolchi.

Interpreta numerosi ruoli anche in campo cinematografico e ottiene un nastro d'argento per La caduta degli dei di Visconti. La sua attività si svolge per molti anni tra teatro cinema e televisione e negli anni Ottanta ricopre la carica di direttore artistico del Teatro Eliseo, carica che rivestirà per quasi due decenni. Di quel periodo sono da ricordare le interpretazioni pirandelliane (Non si sa come, Il piacere dell'onestà, Il giuoco delle parti) e I Masnadieri di Schiller. Gli ultimi anni dell'Eliseo vedono interpretazioni di grande impegno come lo Jago nell'Otello diretto da Lavia e Willy Loman in Morte di un commesso viaggiatore con la regia di Giancarlo Cobelli.

Dopo una trentina di spettacoli al Teatro Eliseo porta la sua collaborazione artistica all'ERT (Emilia Romagna Teatro) e dà il suo contributo a numerosi spettacoli come Copenaghen di Frayn diretto da Avogadro, Il padre di Strindberg diretto da Massimo Castri e Arturo Ui di Brecht diretto da Claudio Longhi. Separatosi dall’ERT fonda una sua propria compagna con spettacoli come Il grande Inquisitore regia di Pietro Babina, Il giuoco delle parti, regia di Roberto Valerio e ultimamente Il prezzo di Miller con la regia di Massimo Popolizio.

GIOVANNA MARINI

E’ una musicista, cantautrice e ricercatrice etnomusicale e folklorista italiana. Diplomata in chitarra nel 1959 (il primo diploma di questo tipo in Italia) si perfeziona con Andrès Segovia. Negli anni Sessanta frequenta l’ambiente intellettuale romano e il gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano, impegnato nella ricerca e lo studio della musica popolare e di protesta.

Con il Canzoniere stabilisce una decennale collaborazione come arrangiatrice e performer. Partecipa a celebri spettacoli come Bella Ciao di Spoleto 1964 e Ci ragiono e canto, con la regia di Dario Fo, presentato in varie tournée, a centinaia di concerti e a numerose incisioni discografiche. Dopo una parentesi a Boston scrive la ballata Vi parlo dell’America, composizione per voce e chitarra per alcuni aspetti affine al talking blues, e inizia l’attività da solista proponendo i suoi recital in cui a ballate e altri brani propri alterna l’esecuzione di canti tradizionali rielaborati.

Nel 1974 è tra i fondatori della Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma. Del 1976 è la creazione del Quartetto Vocale, con cui approfondisce le possibilità espressive della voce femminile scrivendo varie “cantate”. All’attività di compositrice ed esecutrice associa l’insegnamento delle tecniche delle vocalità contadine da lei studiate, sia a Roma presso la scuola di Testaccio (dall’anno della fondazione ad oggi) che a Parigi all’Università Saint-Denis (dal 1991 al 2000). Dalla collaborazione con Francesco De Gregori nasce l'album Il fischio del vapore, che ottiene un successo di vendite senza precedenti facendo, dopo quarant'anni, conoscere il suo nome anche al grande pubblico.

L’edizione 2018 di POLIS ruota attorno a tre parole chiave: Attore, Musica, Poesia. Tre fuochi che ardono per riunire tutti gli spettacoli in programma e che pongono l’accento sulla parola poetica che si fa musica, che si diffonde nello spazio e che si trasmette per contagio agli spettatori. Musica, che detta il tempo e l’altitudine della parola, ponendo tra sé e quest’ultima il corpo-voce dell’attore e del musicista. Tre parole chiave che connoteranno anche gli spettacoli al Chiostro Grande della Biblioteca Classense nei giorni successivi, 1917 CORE degli stessi ErosAntEros e E’ BAL del Teatro delle Albe.

POLIS, fin dall’immagine che l’artista ravennate Gianluca Costantini ha creato per il festival di quest’anno, dove il teatro è al centro di una città celata dietro lo sguardo di una bambina, che invita l’altro a seguirla per riscoprire l’importanza dell’arte e della memoria, per ricostruire una comunità a partire dalle sue stesse macerie e proiettarsi verso il futuro.

La prima giornata di Festival si apre anche al progetto PARTECI-POLIS, ovvero “come fare a restituire al teatro il ruolo centrale che aveva nella polis antica? Come dare un ruolo attivo al pubblico stimolando così il dibattito e lo scambio di opinioni?”. Il Festival ci prova chiedendo agli spettatori di condividere le proprie impressioni attraverso messaggi scritti sia nei luoghi di spettacolo che all’indirizzo info@polisteatrofestival.org. L’ultimo giorno di festival queste testimonianze saranno lette pubblicamente per dare il via ad un momento di condivisione e discussione collettiva.

INFO
http://polisteatrofestival.org
http://erosanteros.org

BIGLIETTI
La ballata del carcere di Reading posto unico numerato € 15
1917 CORE, E’ bal posto unico € 10
Carnet 3 spettacoli € 25
Under14 € 5 | Under18 e studenti universitari 50%
Gli incontri, la proiezione del film e la partecipazione a Spectator sono a ingresso gratuito.

BIGLIETTERIA E PREVENDITE
Teatro Alighieri – via Mariani 2, Ravenna, tel. 0544 249244
online www.teatroalighieri.org
Cassa di Risparmio di Ravenna (tutte le filiali)
IAT Ravenna, Piazza San Francesco 7, tel. 0544 482838
IAT Cervia, via Evangelisti 4, tel. 0544 974400
IAT Teodorico, via delle Industrie 14, tel. 0544 451539
Maggiorazione di prevendita 10%

16/05/2018

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