La tragica morte di Matteo Ballardini. Gli amici "scellerati" lo abbandonarono in auto agonizzante

La tragica morte di Matteo Ballardini. Gli amici "scellerati" lo abbandonarono in auto agonizzante
Un momento della conferenza stampa di oggi

Il ragazzo è stato ritrovato morto per overdose da stupefacente. Il G.i.p. ha parlato di "impunità ricercata" dagli amici per spiegare la loro omissione di soccorso

"Rara inumanità" e "Scellerata adesione degli indagati alla morte dell'amico". Così il G.i.p. Andrea Galanti ha definito negli atti il comportamento dei 4 ragazzi indagati per la morte, causata da overdose, del 19enne Matteo Ballardini, ritrovato cadavere - il 12 aprile 2017- in un'autovettura, abbandonata in luogo isolato a Lugo. Oggi, mercoledì 13 giugno, la Polizia di Stato ha comunicato, nell'ambito di una conferenza stampa di illustrazione delle indagini, di aver dato esecuzione alle misure cautelari in carcere nei confronti dei 4 ragazzi, così come emesse dal G.i.p.

In particolare l'attività investigativa, coordinata dal Procuratore Alessandro Mancini e dal Sostituto Procuratore Marilù Gattelli, svolta attraverso l'acquisizione e visione di filmati di sistemi di videosorveglianza (che hanno permesso di ricostruire il percorso fatto in macchina dai ragazzi la sera dell'11 aprile, con una prima sosta in birreria per acquistare alcolici, poi in pasticceria per comprare alcune brioches ed infine nel parcheggio del McDonald's di Lugo), analisi del traffico telefonico delle utenze in uso ai quattro ragazzi, nonchè molteplici assunzioni testimoniali (il G.i.p. ha parlato di un "Coro muto" per definire l'atteggiamento della comunità giovanile lughese che, dopo la morte di "Balla", così era conosciuto in paese il giovane Ballardini, comunicava con i propri coetanei di quanto accaduto solo tramite i social e non "a voce"), ha consentio di ricostruire la complessa vicenda che ha portato al decesso del 19enne per overdose.

È emerso infatti come la morte sia stata causata dall'assunzione di metadone, antidepressivi e cannabinoidi forniti dagli amici (una ragazza 22enne, due ragazzi 27enni ed un 24enne) durante la serata trascorsa insieme. Matteo ha accusato fin da subito un grave malore e ha perso conoscenza intorno alle ore 22-23, cadendo poi in uno stato agonico con totale incapacità di locomozione ed autodeterminazione.  

Gli amici consapevoli dello stato in cui si trovava il 19enne, hanno deciso di non chiamare i soccorsi (la ragazza avrebbe risposto con un "e a me non ci pensate?" quando uno dei presenti avrebbe tentato di convincerli a prestare aiuto a Matteo) e l'hanno sequestrato per ore, privandolo del suo cellulare, tenendolo chiuso a chiave in auto, mentre loro nel parcheggio consumavano cocaina ed alcol, spostandolo da un sedile all'altro e successivamente trasferendo il veicolo in un luogo appartato per evitare i controlli della Polizia.

Alle prime ore della mattina seguente, i 4 giovani sono rientrati presso le proprie abitazioni mentre Matteo si trovava ancora agonizzante a bordo dell'auto in sosta in un'area soleggiata. Il G.i.p. ha parlato di "Impunità voluta e ricercata" dei quattro ragazzi per spiegare la loro omissione di soccorso. Matteo Ballardini è stato ritrovato morto intorno alle 15 del 12 aprile 2017 per overdose da sostanza stupefacente, dopo "numerose ore di agonia".

13/06/2018

 Commenti

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Belli amici!!!complimenti ragazzi
13/06/2018 - Bc
condanna esemplare, doppia se sono Italiani.- una punizione che deve lasciare il segno...anni e anni chiusi la dentro e quando usciranno (MAIIIIIIIII.-) vedranno il Mondo cambiato !!!!!!
13/06/2018 - bilancia
Non si possono chiamare amici ma BELVE. CON TUTTA LA MERDA CHE C'È in giro è sempre peggio. Sti ragazzi non capiscono proprio niente. Ma io voglio dire che gusto co trovano ad essere schiavi di qualcosa e sopratutto di qualcuno che campa alle loro spalle
13/06/2018 - Biscia
Queste sono le conseguenze delle cattive compagnie.
13/06/2018 - GIANCARLO
Bisogna educare i propri figli, parlate coi vostri ragazzi, di tutto! E fin da piccoli. Cose del genere non devono accadere...dite ai vostri figli di chiedere aiuto quando si trovano in difficoltà DI QUALSIASI TIPO! Propria o di amici. Parlate, comunicate coi vostri ragazzi, è importante importantissimo per evitare cose del genere.
13/06/2018 - Linda
Questo tipo di episodio è lo specchio del tempo in cui viviamo. Persone vuote ed egoiste spero che comprendano ciò che hanno fatto
14/06/2018 - Pausania
I giovani rispecchiano chi li ha cresciuti perciò andrebbero puniti anche chi li ha allevati senza rispetto di sè. La vita è un dono prezioso e come tale andrebbe tutelato.
14/06/2018 - Giovanna
Si è vero i giovani rispecchiano chi li ha cresciuti però è anche vero che a 20 anni e più dovrebbero avere la capacità di comprendere il valore del bene e del male, in questo caso si sono dimostrati dei "mostri" si dovrebbero seppellire in carcere!! credo che per questi individui non ci sia possibilità di recupero,vedono un "amico" che sta male e loro continuano a "farsi" fregandosene e poi non contenti lo abbandonano dentro l'auto, Vergogna! s.m
14/06/2018 - s.m
il detto dice "le mele marce non cadono mai lontane dal ramo", evidentemente l'educazione ricevuta tra le mura domestiche li ha portati ad assumere droga di ogni tipo, a perseguire lo sballo come fonte di divertimento e ad avere dei grandi valori e ideali, si è visto come si sono adoperati per un amico che stava male....e a casa immagino che nessuno abbia mai sospettato che facevano uso di stupefacenti, vero?!
14/06/2018 - Hypersthene
Nemmeno negli anni 70 era cosi'.....schifoso,e Ravenna era una delle grosse piazze di spaccio e consumo.Ed era vero che se non stavi attento ti trovavi le siringhe infilzate nei copertoni o nella sella della bici,ma non era una...robaccia come in questi anni.Che tristezza infinita.
14/06/2018 - maurizio
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