Politica&Sanità. Tardi (CambieRà) e Ancarani (FI) criticano de Pascale su specializzandi in ospedale

Politica&Sanità. Tardi (CambieRà) e Ancarani (FI) criticano de Pascale su specializzandi in ospedale

Che gli specializzandi di Medicina entrino al Santa Maria delle Croci di Ravenna è una notizia positiva solo per il sindaco, pare. Di certo non per Samantha Tardi, consigliera di CambieRà e Alberto Ancarani, di Forza Italia, che ribadiscono con una nota, la loro ferma contrarietà all'argomento. Per i due consiglieri di opposizione infatti, non si tratterebbe, come dichiarato da de Pascale di un fatto positivo per la presenza di "alte professionalità dal mondo universitario” e per la “valorizzazione di personale con competenze gestionali”.

Quanto piuttosto di un aggravio di lavoro e complicazioni gestionali per i già stressati dipendenti dell'Unità Operativa di Medicina Interna, oberati da un carico di lavoro che li costringe a gestire continuamente un'emergenza: i consiglieri fanno riferimento alla presenza di "un unico medico di guardia notturno, costretto a gestire contemporaneamente un reparto da 120 posti letto, a cui se ne aggiungono 10 in emergenza, senza considerare gli eventuali pazienti “dislocati” in altri reparti, oltre che una media di 10/12 ricoveri per notte provenienti dal Pronto Soccorso".

"Ci rammarica constatare - dicono Tardi e Ancarani - quanto il nostro primo cittadino stia, di fatto, ignorando completamente il campanello d’allarme lanciato non più di un mese fa dalla dirigenza medica di tutto il reparto di Medicina Interna – che ricordiamo essere la più grande di tutta l’Area Vasta -  la quale, tramite diverse lettere inviate sia alla Direzione Sanitaria, sia alla Direzione Generale ASL che al Sindaco stesso, ha evidenziato quanto in realtà l’Unità Operativa necessiti di una profonda ed urgente ristrutturazione organizzativa, operativa e gestionale".

E ancora: "In buona sostanza il nostro sindaco pare gongolare sull’arrivo dell’università all’interno di quel reparto, come fosse la panacea per tutti i mali anzichè recepire l’ordine di priorità da seguire per il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza del servizio prestato dal reparto di Medicina Interna".

"Ribadiamo infatti con forza - aggiungono - il fatto che un insediamento universitario all’interno di un’Unità Operativa al collasso non può essere di certo migliorativo: gli specializzandi che opereranno in reparto non saranno affatto un supporto proattivo per i colleghi Medici che in questo momento lavorano in condizioni di disagio, ma al contrario, come in una qualunque azienda impegnata nella formazione degli “apprendisti”, altro non saranno che un ulteriore aggravio di responsabilità ed un pesante dispendio di energie convogliate nella formazione professionale, piuttosto che nell’innalzamento vero e proprio della qualità del servizio ospedaliero".

"Non solo - concludono -: le carriere degli specializzandi universitari vedranno Ravenna solo come un passaggio per Bologna con ciò continuando a tenere depauperato il nostro nosocomio e contemporaneamente avendo di fatto reso meno attraente quel reparto per gli stessi medici di carriera “ospedaliera”. Riteniamo quindi doveroso presentare nuovamente tutto il nostro disappunto nei confronti di questa scelta che, in sostanza, non sposterà di una virgola il problema rassegnato dall’equipe medica di Medicina Interna, ma anzi, molto probabilmente lo peggiorerà".

13/06/2018

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Che gli specializzandi di Medicina entrino al Santa Maria delle Croci di Ravenna è una notizia positiva per tutti quelli che credono nella formazione professionale e che si impara anche stando in ospedale (come fanno in tutti i paesi europei) e non solo sui libri. Gli specializzandi che opereranno in reparto saranno un supporto proattivo per i colleghi Medici nella misura in cui saranno guidati, come in una qualunque azienda impegnata nella formazione degli “apprendisti”, senza aggravio di responsabilità e energie convogliate nella formazione professionale. Questo si fa per l'innalzamento della qualità del servizio ospedaliero e avere futuri medici preparati. Cari criticoni, andreste da un medico che non è stato formato? Cordiali saluti
13/06/2018 - Frano
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