Ravenna Festival. Dal 16 al 24 giugno la mostra dedicata alla chitarra Fender a Palazzo Rasponi

Ravenna Festival. Dal 16 al 24 giugno la mostra dedicata alla chitarra Fender a Palazzo Rasponi

Venerdì 15 giugno, ore 18.30, vernissage con interventi musicali

Se la chitarra elettrica è lo strumento re della popular music, allora la Fender è l’indiscussa regina delle chitarre: in occasione della settimana di eventi che celebrerà lo strumento che ha segnato la storia della musica degli ultimi fragorosi decenni, venerdì 15 giugno alle 18.30 Ravenna Festival presenta la mostra Fender Vintage, un’imperdibile passeggiata nella storia della musica attraverso oltre 100 chitarre con le loro custodie originali, amplificatori, cataloghi, manifesti, documenti, memorabilia e fotografie legati al leggendario marchio californiano. 

La mostra è possibile grazie al generoso sostegno di Mario Boccaccini e del Museo Fender di Flavio Camorani e Michela Taioli. "La chitarra elettrica, in America come da noi, ha dato vita a una musica popolare e molto aperta a contaminazioni,” nota Mario Boccaccini, a propria volta appassionato collezionista cui si deve l’idea della mostra, “diventando così lo strumento ideale per cantare e raccontare la vita. E Flavio Camorani è un amico e un consulente prezioso per chi come me ama, tra le chitarre elettriche, le gloriose Fender”.

La collezione del Museo Fender ripercorre il periodo d’oro del celeberrimo brand fondato da Leo Fender, sinonimo di qualità, ecletticità e artigianalità; d’altra parte la prima chitarra elettrica e il primo basso elettrico della storia furono creati proprio dalla Fender Factory. Gli esemplari sono datati dal 1946 al 1974, anno in cui la Fender fu ceduta a un’altra società e cominciò il declino del marchio: “da quel momento Leo Fender e i suoi collaboratori, che già nel 1965 avevano venduto buona parte delle quote della fabbrica originaria alla CBS, si ritirano completamente anche da ogni controllo di qualità,” spiega Flavio Camorani. Nel 1950 Fender utilizzava infatti legni tagliati trent’anni prima, lasciati invecchiare e deresinare; ogni strumento era diverso dall’altro, per una somma di microvarianti, dal taglio delle forme al numero delle spire del filo dei microfoni.

Nasce così il vintage delle Fender, custodi di un suono irripetibile. Da martedì 19 giugno concerti a Ravenna, Russi e Comacchio comporranno invece un grande affresco sonoro tra soli ed esibizioni di massa, con un tocco di nostalgia ma soprattutto nuove composizioni - perché il progetto We Sing the Body Electric non un revival, ma uno sguardo sul futuro della chitarra elettrica.


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