Quartiere Gulli. La protesta del Comitato cittadino: basta bivacco e degrado, si faccia qualcosa

Quartiere Gulli. La protesta del Comitato cittadino: basta bivacco e degrado, si faccia qualcosa
Anna Greco (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Intervista ad Anna Greco, rappresentante del Comitato Cittadino Darsena, nonché residente di via Gulli da tanti anni

"Politica. Ancisi (LpRa) segnala cortile di una casa popolare diventato "ricettacolo di malvivenza" (16 maggio 2018); "Rissa in strada tra sudamericani. Dopo le botte gli insulti ai residenti" (27 giugno 2018); "Nuova notte di violenza alla Gulli: c’è lo spettro di una spedizione punitiva" (28 giugno 2018). Questi alcuni dei titoli raccolti nel web, dopo gli ultimi fatti di cronaca, che vedono protagonista, ancora una volta, zona di via Gulli a Ravenna. Una situazione ormai diventata "invivibile ed ingestibile", che sta generando da tempo esasperazione tra i residenti del quartiere, che, sono le loro parole, "non si sentono più sicuri nelle loro case" e l'unica cosa che chiedono all'attuale amministrazione comunale è "di avere diritto a vivere sereni".

Ed è proprio dalla volontà di capire che cosa accade in quel quartiere - per cercare, in qualche modo, di immedesimarci nella vita quotidiana di un residente di via Gulli - che nasce questa intervista ad Anna Greco, arrabbiata, combattiva, rappresentante del Comitato Cittadino Darsena, nonchè residente di via Gulli da tanti anni.

Anna parte dal principio e ci racconta facendo un lungo excursus, fino dagli anni '60: "il quartiere Darsena era nato con un nobile intento: quello di dare protezione sociale alle famiglie degli operai, che lavoravano al Porto o nelle zone adiacenti. Sono cresciuta in quel quartiere e mi ricordo che da ragazza mi muovevo liberamente, senza mai temere per l'incolumità della mia persona."

"Solo negli ultimi dieci anni, l'Amministrazione ha pensato bene - continua Anna - di riempire le case popolari, mi passi il termine, di delinquenti. Perchè quando una persona spaccia ed è abituata a mantenersi grazie al provento di attività illecite, e viene inserita in un contesto già problematico di suo, insieme a persone per bene che, però, vivono in uno stato di difficoltà sociale quotidiana, non si fa altro, in sintesi, che aggiungere disagio al disagio."

"Sarebbero tante le azioni necessarie da mettere in pratica - di cui nessuna per ora è stata avviata, nonostante i continui reclami, le denunce e le segnalazioni fatte dal Comitato alle Forze dell'Ordine e al Comune - per riqualificare la zona. Prima di tutto Acer, in qualità di assegnatario degli alloggi, dovrebbe ripulire le case popolari, sfrattando questa gente, che molto spesso, oltre ad alimentare la microcriminalità, non paga nemmeno l'affitto e le spese condominiali. Questa sarebbe la prima operazione forte e decisa da attuare - incalza -, oltre alla riqualificazione del verde pubblico e delle strade e all'installazione di nuove telecamere (ne abbiamo solo una). Lo Stato non può rendersi complice della deliquenza, agevolando tali individui a discapito magari di chi ha realmente bisogno di ricevere protezione sociale."

"In secondo luogo - spiega - bisognerebbe far chiudere le tre attività commerciali poste a triangolo in via Gulli: a tal proposito il comitato ha già avviato una raccolta firme. Quelle attività alimentano solo disagio e non portano alcun sviluppo al quartiere: non rispettano le norme del Tups (Testo Unico Pubblica Sicurezza) e dei regolamenti comunali in materia di disturbo alla quiete pubblica e di degrado. Abbiamo fatto numerose segnalazioni al Comune, ma non capisco perchè nessuno intervenga nei confronti di questi esercizi, diventati ormai punto di ritrovo e di bivacco di tossicodipendenti e deliquenti."

"Si verificano puntualmente, ogni giorno, risse e disordini: qualche sera fa - continua la rappresentante del Comitato - hanno gettato bottiglie di vetro alle mie finestre, soltanto perchè, affacciandomi dal balcone, avevo chiesto un po' di silenzio, vista la tarda ora e visto che la confusione andava avanti dalle 18 del pomeriggio. Per non parlare delle scene a cui dobbiamo assistere: chi urina davanti ai negozi - e poi deve ripulire il titolare -; l'altro ieri c'era un uomo che si masturbava davanti a casa mia; c'è chi urla sotto i portici perchè ubriaco o sotto effetto di droghe; i rom che sostano per settimane nel parcheggio del Pala De Andrè e nel parco Mani Fiorite e, nonostante gli interventi della Municipale, ritornano sempre. Noi viviamo nel triangolo delle Bermude e siamo stanchi."

"Io respingo - afferma - tutte le accuse che ci sono state rivolte sul creare "falsi allarmismi" e le rimando al mittente: ho qui tutte le denunce e gli atti che abbiamo presentato in questi mesi, oltre alla raccolta firme e alle numerose chiamate fatte ai Carabinieri, a seguito di episodi sgradevoli avvenuti nel quartiere. E poi ci sono i giornali che parlano: solo a fine giugno, precisamente il 27 e 28, sono stati riportati due gravi fatti, avvenuti le sere precedenti, che dovrebbero far allarmare l'amministrazione."

"In terzo luogo - aggiunge Anna - chiediamo che siano intensificati i controlli delle Forze dell'Ordine: non basta il pattugliamento della zona, è necessaria un'attività di ispezione e di presidio del territorio, di controllo dei documenti delle persone che si ritrovano spesso in questi locali. Noi ci rifiutiamo di diventare una Molenbeek (quartiere alle porte di Bruxelles). La zona Darsena, che conta ben 24 mila abitanti di cui, stando ai dati dell'ultimo anno, 3.400 stranieri, è circondato da bellissime case, molto spaziose con giardini attorno, ma purtroppo, a causa di questo degrado - che negli ultimi 3 anni è aumentato notevolmente - sta perdendo il suo valore. Proprietari di immobili che non riescono a vendere, perchè nessuno vuole abitare nella Gulli, o vendute a prezzi di mercato miseri, perchè non c'è alternativa. Vedere sfiorire il quartiere in cui sei nato e cresciuto è un colpo al cuore."

"Le case popolari non andrebbero concentrate in un unico quartiere, errore fatto negli anni dalle varie amministrazioni, ma smistate per la città, così da evitare la creazione di ghetti e per permettere processi di integrazione. Zona Gulli - commenta - è ormai in mano non solo a spacciatori e delinquenti (la maggior parte stranieri, ma ci sono anche tanti italiani), ma anche a persone che vendono i posti letto in cui alloggiano, alimentando così il mercato nero, o che si divertono la sera a fare le corse con automobili elaborate, con il rischio di investire qualcuno."

"Gli strumenti giuridici per intervenire ci sono a partire dai vari Daspo, ma non vengono applicati. I motivi di questa inattività da parte dell'amministrazione, secondo me, credo siano da individuare prima di tutto nel consenso politico e quindi nella caccia ai voti ed in secondo luogo - dichiara - perchè forse fa comodo concentrare tutti i problemi di una città in un solo quartiere, oscurato ed isolato dal resto."

"Ho incontrato personalmente il Questore di Ravenna giovedì scorso per chiedere che il lungo iter burocratico del comune sia superato e snellito, così da procedere alla chiusura dei tre locali, nonchè agli interventi necessari a migliorare la zona. Lui in realtà non si è sbilanciato molto, dice che vedrà cosa può fare; questo però non ci tranquillizza, infatti negli ultimi giorni abbiamo avviato la raccolta firme che conta già 50 nomi e continueremo ad andare avanti, perchè chiediamo solo di vivere in pace, nulla di più. Quel sogno di riqualificazione della Darsena, che aveva in mente Raul Gardini sembra ormai svanito per sempre" conclude Anna Greco.

 

Erika Digiacomo

10/07/2018

 Commenti

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In questa intervista leggo molta paranoia, ho vissuto 40 anni nel quartiere e gl' anni peggiori sono stati gli '80, ma purtroppo certe cose si dimenticano come i fratelli G. (ravennati), solo che gli volgevi lo sguardo ti alzavano le mani, i fratelli L. (siciliani) che spacciavano, fregavano i motorini... l' elenco è lungo e in comune questi personaggi erano anche vicini ai movimenti fascisti.
10/07/2018 - Remo
Ha ragione la Signora Anna non se ne può più. io abito in zona da 18 anni ormai e ultimamente è diventata una cosa invivibile purtroppo. Sono arrivata al punto che se arrivo a casa tardi la sera, blocco lo sportello della macchina in attesa che si apra il cancello, ma vi sembra giusto? Com'è possibile che vengano rilasciate licenze e concessi orari d'apertura così facilmente? Riqualificare la Darsena cominciando a tutelare chi ci abita, chi paga le tasse chi ha diritto di entrare ed uscire da casa propria senza aver paura
10/07/2018 - grazia
la mia casa è una delle prime case costruite nel quartiere darsena, forse la prima in via Lanciani perciò so di che parlo.in effetti gli anni 80 sono stati tristemente famosi per lo spaccio e la quantità di drogati.( e di morti) da quel che vedo adesso attività criminale ce n'è poca in compenso è aumentato vertiginosamente la ghettizzazzione.africani, marocchini e bengalesi, tutti nello stesso posto. posso confermare che è difficilissimo vendere una casa in zona darsena e se la vendi si tratta di svendere alla metà del valore.debbo dire però che la signora esagera un pò, io sono sempre andata a casa ed in giro, anche di sera, sola o in compagnia della mia cagnetta che non può nemmeno mordere più.anche ai tempi in cui berta filava ed io ero piccola il quartiere è sempre stato teatro di urli e casini .questo per amore di verità. delinquenti a Ravenna ce ne sono in tutti i quartieri ed i più pericolosi sono quelli in giacca e cravatta, gli altri sono solo dei poveracci.
10/07/2018 - bibi
bibi cosa dici ? Capisco le idee di sinistra/PC ma smettetela di negare l'evidenza e anche fossero stati peggio gli anni 80 (ricordati come un periodo fantastico per certi versi) questo non vuol dire che vada bene cio che succede oggi. Sarebbe come dire "oggi c'è poca acqua rischiamo di morire di sete ..... e qualcuno dice di non preoccuparsi perché 30 anni fa cenerà meno" Basta con queste cavolate. Basta fare un giro e chiedere per capire.
10/07/2018 - Massimo Rossi
Non è simpatico passare in bicicletta e qualche ragazzotto si mette davanti alla bici rischiando di far cadere la persona su e poi ridere perché gli han fatto paura, specialmente se questa persona e donna e anziana!
10/07/2018 - Maria
Abito anch'io in questo quartiere ormai da vent'anni, devo direi i miei ragazzi sono cresciuti bene e tranquilli nel quartiere , andavano a giocare nel parco delle mani fiorite, da soli e nn c'è mai stato nulla che potesse allarmare noi genitori. Adesso da un paio di anni a questa parte, sta diventando un vero problema avere paura la sera se si rientra tardi, i problemi che ha evidenziato Anna Greco sono reali, siamo stanchi di chiamare sempre i carabinieri e vigili x potere ripristinare l' ordine e la tranquillità del quartiere. Ci auguriamo che la nostra voce arrivi forte e chiara.
10/07/2018 - Anna Maria
Lunedi pomeriggio sono andata al parco mani fiorte con mio figlio sono entrata e uscita subito escrementi ovunque ma non di cani di persone sporcuzia ovunque e gente che bivaccava ovunque....
10/07/2018 - Anna
Come si concilia il bollettino di guerra della sig.ra Greco con quanto ha scritto Bibi? Magari qualche altro residente potrebbe dire la sua.
10/07/2018 - Alessandro
"la gulli " da sempre si è chiamata così- e si divide nella sua lunghezza in tante piccole realtà- ma per fare aggregazione e non ghettizzazione nella gulli furono fatti appartamenti e dati a tanti proprietari che appartenevano alle forze dell'ordine . E' uno dei quartieri meglio serviti di ravenna nella gulli ci sono negozi -ufficio postale-banche- il comune- dottore -farmacia -scuole - una casa di riposo etc autobus vicini che ti portano al mare ed in centro città . Un centro anziani - un centro sportivo e tanto verde - Qui donne diciamo non più giovani e sole escono a passeggiare è un posto dove quasi tutti si conoscono e convivono direi come in poche altre zone a ravenna . Purtroppo lo spaccio adesso è dovunque e certo ci vorrebbe più controllo ma soprattutto degli operatori pagati e per il controllo di appartamenti e le persone a cui sono stati assegnati. Ecco se chi è pagato per questo lascia perdere allora il meccanismo si inceppa e succedono solo guai
10/07/2018 - leo
Quindi Remo con le tue esaustive parole cosa volevi raccontare?? Che si stava peggio prima??che bisogna stare muti e rassegnati?? Spiegaci...che cacchio di commento è il tuo??
10/07/2018 - GIO
quindi siccome non abbiamo ancora toccatoil fondo degli anni 80 non dobbiamo lamentarci?? quindi invece di guardare avanti dobbiamo guardare indietro?? ma che gente siete??? come vi permettete di sminuire il disagio di vs concittadini?? io dico che può paralre SOLO chi la situazione la vive, gli altri abbiano la compiacenza di stare zitti, se proprio non riescono a dimostrare un pò di solidarietà! sig.ra Greco non molli!!
10/07/2018 - sm
Notare che per i giovani sia il Comune che la diocesi da qualche anno hanno abbandonato il campo....quindi? VERGOGNA
10/07/2018 - Ciaccio
Sono ultrasettantenne quindi vedo ora e ricordo il passato la gulli e sempre stata problematica ma non per questo bisogna arrendersi, il degrado c'è e bisogna combatterlo uniti, non è questione politica e una questione di PS le alte cariche dello stato, prefetto, questore, sindaco, devono intensificare i controlli, ed usare rigorosamente la legge, sappiamo tutti che certi personaggi la fanno da padrone perché senza fissa dimora, e perché non hanno nulla da perdere, usare intelligentemente il foglio di via inutile arrestare la stessa persona più volte, e il giorno dopo ritrovarla a delinquere di nuovo, gli ospiti se diventano sgraditi vanno espulsi, solo così si può fare pulizia.
10/07/2018 - denis
cari remo e bibi si vede che sono passati anni ,perche ho ricordi come voi,io non ero di zona ma la zona era" no limit" aimè allora
10/07/2018 - batti
No cara bibi qui non esagera proprio nessuno. L’altra sera in orario non molto tardo saranno state le 21 sono volate bottiglie e bidoni dell’immondizia a causa di una lite tra cubani e chi si è azzardato a dire qualcosa è stato insultato.
10/07/2018 - Grazia
A Ravenna ci sono due quartieri via Tommaso Gulli e il villaggio Anic che sin degli anni 70 venivano considerati il Bronx e la Casbah solo perché abitati da gente non ravennati che proveniva da altre regioni. Questa gente però ha frequentato le scuole si è integrate ed ha portato anche cose buone e Ravenna. Oggi il villaggio Anic è abitato anche da stranieri ma in genere si sono comprati la casa con il mutuo.sono famiglie di lavoratori integrati.Invece in Via T.Gullihanno assegnato le case popolari senza
10/07/2018 - Acquario
Tolleranza zero contro chiunque abbia un concetto sbagliato di comunità, rispetto del prossimo....a chi ha il compito di gestire e/o coordinare la forze dell'ordine, chiedere i motivi di questo degrado, per capire se sia dovuto a scarsità di uomini e mezzi o difficoltà di gestione , che nel caso richiederebbe un veloce cambio di "comando".....pieno sostegno alla sig.ra greco
11/07/2018 - Luca Rosetti
Io abito nella gulli da 30 anni ed ero nell'età peggiore ero una ragazzina....alla sera passavano con le catene delle biciclette coltelli xké ci furono guerriglie con quelli del pep a parte spacci a cielo aperto macchine date a fuoco varie risse e stupri....quando dicevi che vivevi nella gulli ti guardavano dall'alto al basso....non dico che non bisogna fare niente anzi ma la gente non dica che prima era un'isola felice e ora l'inferno....la merda ora è in tutta Ravenna
11/07/2018 - Federica
Sono cittadina di Ravenna e come tale non posso rimanere indifferente a fronte di una reale preoccupazione dei residenti in Via Gulli e non di "facili allarmismi".Non abito nella zona,ma non per questo ritengo che il problema riguardi solo il quartiere Darsena che comunque è parte della città di Ravenna.Tutti i cittadini di Ravenna dovrebbero essere interessati alla soluzione del problema per poter far leva presso gli Amministratori della città per una efficace risposta al degrado,alla delinquenza,a tutto ciò che è sintomo di declino nella Nostra città.Non importa l'appartenenza di chi si farà carico del problema l'importanza è otten
11/07/2018 - Valeria
Solidale con la Sig.ra Greco. Concentrare tutti in una zona porta al ghetto e non all'integrazione come dovrebbe essere. Se viene manifestato così fortemente un disagio le amministrazioni pubbliche hanno il Dovere di rispondere e sistemare le cose.
11/07/2018 - E
anni 80anni90...mha !!!secondo me le persone che leggono questo ..e parlo di chi ne è responsabile(SINDACO????!!!!!) se ne dovrebbe solo vergognare se è vero che è il primo cittadino!!!!!!
11/07/2018 - mauro
Interessante il ragionamento sullo "sviluppo economico" della signora intervistata nell'articolo: "...bisognerebbe far chiudere le tre attività commerciali poste a triangolo in via Gulli: (...) Quelle attività alimentano solo disagio e non portano alcun sviluppo al quartiere"....Mi ricorda l'intervento pubblico di ieri del neo-ministro Savona: "prepariamoci un piano "B" (che sarebbe una moneta per conto nostro, che sia la vecchia lira, o lo scudo, o il tallero o magari una nuova, che so, il "padano"...) perché "qualcuno" potrebbe cacciarci fuori dall'Euro.... Non siamo lontani dall'intelligenza di quello che si evira per far dispetto alla moglie. Alla soglia dei 60 anni, ma con la memoria ancora pienamente funzionante, anch'io ricordo i soggetti correttamente citati da "remo" e la Gulli Street degli anni 70 / 80; ed a quei tempi di persone "molto abbronzate" non se ne vedevano molte, in giro
11/07/2018 - Maurizio Ricci
Encomiabile l'attività civica della signora Greco. Sono con lei nel denunciare degrado, lassismo e spesso sudditanza verso individui e gruppi che, di fatto, odiano la società che li ospita per i più disparati motivi. Una cosa è certa, pur di fronte alla quantità enorme dell'accoglienza che ci stiamo sobbarcando, non esiste un piano di integrazione vero e un "obbligo" stringente a rispettare le regole. Esiste invece una tacita, a volte anche evidente, sottomissione a queste culture a noi aliene da parte della nostra intellighenzia che invece dovrebbero essere integrate anche in maniera pressante. Per dirne una: i cattivi odori che ammorbano un condominio perché si fa cucina "etnica" dovrebbero essere vietati, ma solo per dire la cosa più innocua.....
11/07/2018 - sipi
Volevo domandarvi: Perché nella zona di via Eraclea e via Bellucci continuano da 40 anni a gettare rifiuti ingombranti e pericolosi come vecchie tv e vetri senza ritegno, perché chiamare il servizio gratuito di Hera è faticoso? Questo mi da maggiormente fastidio...Come ha commentato qualcuno 30anni fa ci si vergognava a dire di abitare nel quartiere, non dico che di problemi non ce ne sono, ma alimentare odio e fare terrorismo non è il modo per risolvere i problemi. Cominciamo dalla scuola elementare e medie a creare un obbiettivo comune. Infine se non paghi l' affitto dopo 12 mesi vieni cacciato via, ameno ché non sia un caso sociale grave...
11/07/2018 - Remo
Caro E, di questo passo, (ma spero che cambi) non ci saranno più ghetti ma ce ne sarà uno solo, prova un pò a immaginare come si chiamerà. Maurizio Ricci, È proprio perchè ne abbiamo abbastanza dei nostri che non ci servono quelli degli altri, e già tanti anni få il maestro ci insegnava che l'Italia è il paese più densamente popolato dopo la Svizzera ed ė priva di materie prime...
11/07/2018 - angelo
Caro angelo non capisco quello che scrivi ma penso che ciò sia voluto date le inutili noiose e fuori luogo citazioni.io personalmente ne ho abbastanza di queste citazioni fatte da chi non sa minimamente di cosa sta parlando.
11/07/2018 - E
Abito nel quartiere da sempre,anni 80/90 ero una ragazzina c'erano le teste calde sicuramente,allora era chiamato il Bronx,ma la situazione di oggi è tutt'altro.Solo per chi non ci vive è facile parlare.Oggi c'è il degrado,gli spacciatori,le risse,vedi tutta sta gente di ogni etnia,con le loro bottiglie di birra che poi ritrovi in ogni angolo,con le loro biciclette che spacciono a qualunque ora,la sera te li ritrovi in giro ubriachi,e bivaccano dal parco di mani fiorite al parco bimbi di via Pola vicino gli asili,dove trovi escrementi umani.Se questa è civiltà ed integrazione...Per non parlare di tutto quello che succede negli alloggi acer.Poi fatevi un giro vicino coop Aquileia nell'ex chiosco piadine qualche siringa,bottiglie di birra frantumate e sporcizia,anche quello preso come posto di bivacco.Una bella differenza dagli anni 80/90!In quegli anni si poteva liberamente girare oggi si ha veramente paura....la gente onesta che vive in questo quartiere è veramente stanca!
12/07/2018 - M
Caro E, io invece ho capito benissimo il tuo commento è lo condivido totalmente. Se tu non hai capito il mio, pazienza.. me ne farò un ragione.
12/07/2018 - angelo
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