LA POSTA DEI LETTORI / Decreto Milleproroghe: una Darsena che affonda, ecco cosa si potrebbe fare

LA POSTA DEI LETTORI / Decreto Milleproroghe: una Darsena che affonda, ecco cosa si potrebbe fare

Con un emendamento della maggioranza dello scorso 13 febbraio, inserito nel decreto Milleproroghe, a settembre, in sede di conversione di legge, è a rischio il finanziamento pubblico sulla Darsena, che potrebbe slittare al 2020. Successivamente, verrà fatta una riconsiderazione di tutti i progetti, del cosiddetto “Bando Periferie” e… speriamo che me la cavo! Un intervento a rischio, qualificante, sono le fognature (parziali) e attenzione… proprio loro (si dice), più che premio al merito progettuale, paiono voler sfruttare il bando, solo per coprire multi decennali, ritardi amministrativi.

Al di là dei giudizi, della confusione sugli indirizzi della Darsena, non certo solo di oggi, io sono dell’opinione di farla partire subito, col piede giusto. Non posso esimermi però, dal tentare di fare chiarezza, su quali interventi servano veramente alla Darsena ed in che scaletta. Quell’acqua puzzolente, la vedo come primo elemento, che allontana il mondo imprenditoriale, dal desiderio di investire e non vorrei si pensasse, a ripristinare l’uso ateniese, della liturgia della triarchia i 1200 cittadini più ricchi, dovevano fornire gratis, un certo numero di navi, al governo.

Che fare: 0) occorre trasferire subito, i denari di interventi posponibili, palazzetto e stradelli, in Darsena; 1) occorre bloccare la continuità acquea, fra bacino Darsena e canale Candiano, attraverso porte vinciane, sotto il Ponte Immobile, oppure il riflusso della marea, una tela di Penelope, impedirà ogni possibile bonifica futura; 2) occorre, a porte vinciane chiuse, svuotare il bacino Darsena, per evidenziare gli afflussi fognari reali e avere un quadro esatto di cosa stiamo parlando; 3) occorre rifare il progetto fognario e mettere in discussione, se comunque, i due maggiori afflussi di acque nere, non possano essere intercettati e/o deviati prima, poi partire comunque, senza indugi; 4) occorre allungare le tubazioni Eni esistenti, ferme alla pinetina Micoperi, due 24 pollici, fin alla Stazione e farne rifluire il contenuto, acqua salata pulita proveniente dal largo, nel bacino Darsena, in perenne; 5) occorre ricoprire il fondo del bacino Darsena, con uno strato ossigenante, rigenerante, ad esempio ciottolo di fiume 40/60, fino a quota -3,50. A questo punto serve un intervento normativo di liberalizzazione delle destinazioni urbanistiche, nei limiti di tutte quelle compatibili con la residenza, ma individuato, su un urban development masterplan, che comprenda assolutissimamente, una nuova Stazione, onorevoli messeri.


Daniele Vistoli

 


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