Riqualificazione Darsena. Alvaro Ancisi (LpRa): "Comune anticipi i soldi e non fermi opere giuste"

Riqualificazione Darsena. Alvaro Ancisi (LpRa): "Comune anticipi i soldi e non fermi opere giuste"
Panoramica della Darsena di città a Ravenna

"Gli impegni sottoscritti vanno mantenuti. La politica non c’entri. I 12,8 milioni che lo Stato deve erogare al progetto “Ravenna in Darsena, il mare in piazza” devono essere erogati tempestivamente, e non tra due anni. L’istanza da perseguire è innanzitutto questa". Questo l'invito del capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, contenuto in una interrogazione al sindaco de Pascale, in cui lo esorta ad anticipare i soldi necessari alle opere più urgenti, in primis le fognature, senza aspettare il via libera dei fondi governativi.

C'è poi il richiamo a quel 73° posto accaparratosi da Ravenna, oltre la metà della classifica che fa spazio a 120 progetti e relative città, un pò poco per Ancisi: "Se, come Bologna e Modena, avesse meritato di stare tra i primi 24, il finanziamento immediato sarebbe comunque salvo".

Due i limiti del progetto secondo il leader di Lista per Ravenna: "la perduta navigabilità “leggera” della Darsena causa il ponte non mobile (altro che “mare in piazza”); e l’acqua inquinata e insalubre del canale, a fianco del quale sono previste le 11 opere ancora in programma: mezzo secolo di ininterrotto governo PCI-PDS-PD-PD non è bastato a concepire una larva di bonifica del canale".

Stando all’acqua malsana, due sono le opere che da progetto si occuperebbero di risanamento: "Ottima l’intenzione della società Darsena Futura - spiega Ancisi - di realizzare un laboratorio di ricerca universitaria che, studiando lo stato dell’acqua del Candiano, aiuti gli scienziati a proporre al Comune la “cura” della bonifica. Siamo però lontani anni luce dal bisogno. Siccome le fognature della Darsena scaricano malamente nel Candiano, è utile subito l’intervento per cui - parole dell’assessore all’urbanistica - ne verrebbe “rifatta tutta la rete”.

"Bonifica vuol dire molto più - aggiunge Ancisi -, ma la nuova rete fognaria non è neanche per tutta la Darsena, bensì solo per due degli otto bacini territoriali su cui si articola il progetto preliminare di fognatura dell’intero quartiere redatto da Hera: sono esattamente i bacini della Darsena di città e del Pirano, situati tra via Zara e via Pisino, a destra del canale. Nulla a sinistra. Non va peraltro taciuto, per onestà, che, onde concorrere ai finanziamenti governativi, il Comune di Ravenna ha dovuto riciclare, in mancanza di altro, uno stralcio del progetto di Hera, risalente però al 2008 e basato su uno studio idraulico anteriore, più volte revisionato, per ultimo nel 2014. È lecito perciò temere che sia tecnicamente datato, cosicché l’alto costo, pari ad 8,1 milioni più IVA, di cui uno a carico di Romagna Acqua, non ne giustifichi appieno la convenienza, anche perché acquisito senza alcun confronto ad evidenza pubblica col mercato ingegneristico".

"Fermo restando che parallelamente bisogna anche preoccuparsi di reprimere gli apporti fognari abusivi e nascosti (se ne incarichi la Polizia municipale), questo intervento è comunque da fare subito - commenta Ancisi -, bando o non bando, essendo molto gravi le criticità fognarie dei bacini prescelti, già ora i più abitati. Tra l’altro, una delle maggiori criticità del comparto fognario in rifacimento, riconosciuta nel progetto, è l’“insufficiente funzionalità dell’impianto di sollevamento di via Pirano, recapito principale delle aree in DX Candiano, prima dello scarico in destra idraulica del Candiano stesso”, per cui ne verrebbe realizzato uno nuovo, adeguatamente strutturato e potenziato".

Ma da dove prendere i soldi da anticipare, nel caso il Governo non sblocchi i fondi per i progetti? Ancisi ha le idee chiare: "il Comune di Ravenna anticipi quanto serve con proprie risorse, anche riformulando le priorità del proprio piano investimenti 2019-2021 (alcuni peraltro non altrettanto urgenti). Potrebbero essere utilizzati anche i notevoli fondi di riserva di cui il Comune stesso dispone, se necessario discutendone col Governo il superamento di eventuali difficoltà tecniche. Alcuni degli 11 interventi potrebbero anche richiedere tempi maggiori rispetto al termine tutt’oggi fissato a settembre 2019. Tant’è che gli 11 progetti esecutivi sono stati inviati al Governo solo questo 8 agosto, ultimo giorno ammesso (nel cronoprogramma del progetto di fattibilità con cui Ravenna ha concorso al bando statale erano previsti entro il 20 marzo 2017). Dunque si può lavorare bene a prescindere dalle difficoltà incombenti".

10/08/2018

 Commenti

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Bisogna che si dia un calmata anche Lei Sig. Ancisi! Non si tratta, un opera strategica “Industriale e portuale” cosi alla ceca, senza essere ingegneri o qualificati in questi settori! Ci bastano i politici del PD che scoprono ogni volta l’acqua calda a costo dei contribuenti. La Darsena, i fondali, il terminal crociere debbano essere affrontati in unico progetto complessivo e a lungo termine, il tutto fatto da ingegneri qualificati! Il problema urgente , se Lei ha cuore Ravenna è quello di fare dimettere questa giunta zoppa formata da partiti spariti o in via di sparizione e organizzare le elezioni nuove per giugno prossimo, cosi Ravenna si rinnoverà con i comuni che hanno le elezioni in tali data. Provi ad immaginare come sarà disastroso per Ravenna avere i comuni limitrofi governate da M5S e Lega mentre noi giriamo con i fantasmi e le mummie appartenenti a partiti che saranno inesistenti, come il PRI e PD!! con rispetto.
10/08/2018 - Andrea
Ho letto che anche il PD ha votato a favore.
10/08/2018 - ALDO
Qua c'è gente che evidentemente pensa di vendere la pelle dell orso prima di averlo catturato...saranno ottimisti di natura...basta dare tempo al tempo...vedremo...
10/08/2018 - Francesco
Andrea, la forza di farli dimettere (cioè sollevare dalle poltrone e dagli stipendi sindaco e assessori) non l’ha neppure una maxi gru Vernazza. Le dimissioni sono volontarie, imposte se mai dalla coscienza, per chi ce l’ha. Lo faranno gli elettori alla scadenza del 2021, verso cui non vedo come argomentare, battermi e consumarmi di più. Ma per rispetto dei cittadini non si può far politica col tanto peggio tanto meglio. Darei ragione a chi sa solo rispondere che sono “il sig. no”. Le fognature della Darsena il Comune avrebbe dovuto farle coi suoi soldi da una vita, essendo uno dei servizi comunali essenziali per cui i cittadini gli pagano le tasse. Alcuni progetti sono di qualità, anche se non faranno una Darsena nuova. Certo, un’ “opera strategica industriale e portuale” è altra cosa, quella per cui combatto dal 2012 quando partorirono il rovinoso Progettone1. Se vado sullo strategico altri lettori commentano “ma quanto è pesante quest’uomo”. Ma tiro dritto verso il traguardo 2021.
10/08/2018 - Alvaro Ancisi
Volete riqualificare l’area della darsena create un polo universitario con alloggi per studenti e locali per giovani e al posto del sigarone create un giardino botanico con annessa univerita’ gestita sempre dagli universitari. Invece alla giunta dico solo di girare un po per il mondo per vedere cosa fanno gli altri invece di andare solo alle feste dell’unita’
11/08/2018 - Federico
Federico, proposta giusta. Ma oltre vent’anni fa fu annunciato un residence universitario nell’ex deposito di gasolio di via Trieste, a fianco delle acque malefiche del canale Lama. Almeno su questo ho avuto ragione, non essendosene fatto niente. L'ennesima soluzione ora è stata individuata nel palazzo di fronte al dopolavoro ferroviario, sui giardini Speyer. Si naviga a vista. Vedremo.
11/08/2018 - Alvaro Ancisi
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