Fondi per le Periferie. C'è l'accordo fra Governo e Sindaci per lo sblocco

Fondi per le Periferie. C'è l'accordo fra Governo e Sindaci per lo sblocco
Michele de Pascale

La dichiarazione di Michele de Pascale e la risoluzione dei consiglieri dem in Regione

"Abbiamo una soluzione, il principio è salvo, i fondi sono tutti salvi. Nel prossimo decreto del governo, la prossima settimana, saranno stanziati i fondi nell'arco di un triennio, sulla base delle effettive necessità dei Comuni". Queste parole sono di Antonio Decaro, Presidente Anci, all'uscita da Palazzo Chigi, dopo avere incontrato ieri, martedì 11 settembre, il governo insieme alla rappresentanza dei sindaci italiani. La notizia è riportata da Repubblica online.

Darsena di città, immagine di repertorio

 

"Evidentemente è una mediazione, ma siamo partiti dalla decurtazione di 1,6 miliardi" ha aggiunto Decaro. "Non tutti realizzeranno i progetti l'anno prossimo: le risorse saranno assegnate sulla base delle effettive necessità".

"Alcuni Comuni - dice ancora Decaro - volevano che oggi si risolvesse il problema: abbiamo ottenuto un risultato importante che è quello di risolverlo tra una settimana visto che pare che domani non si potesse risolverlo in Aula col Decreto Milleproroghe. Questo impegno del governo per noi è importante: ho spiegato al presidente del Consiglio che se non dovessero risolvere il problema interromperemmo le relazioni istituzionali. La criticità è legata al fatto che non tutti i Comuni potranno appaltare le opere per le periferie immediatamente".

"Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell'Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l'obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi. La soluzione che intendiamo adottare è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata". Lo afferma in una nota il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. 

Ricordiamo che i fondi per le periferie stanziati dai governi precedenti riguardano anche Ravenna, con 12,8 milioni di euro destinati al progetto per il recupero della Darsena di città. Non è chiaro a questo punto se e quando Ravenna rientrerà fra le città "beneficiate" dai fondi.

IL COMMENTO DEL SINDACO DI RAVENNA MICHELE DE PASCALE

"Il Governo si è impegnato a varare un decreto entro una settimana per ripristinare i fondi. Se lo farà bene, altrimenti sarà rottura. - dice il Sindaco - I progetti finanziati con il bando periferie sono di importanza vitale per la qualità della vita e la sicurezza delle nostre periferie. Progetti e cantieri che prevedono in Emilia-Romagna 18 milioni per Bologna, 8 milioni per Piacenza, 17 milioni per Parma, 17 milioni per Reggio-Emilia, 18 milioni per Ferrara, 12 milioni per Ravenna, 8 milioni per Forlì, 1,8 milioni per Cesena e 18 milioni per Rimini. Non può sfuggire né al Governo né al Parlamento l’importanza di questi investimenti: rompere un patto sottoscritto è assolutamente inaccettabile. Nell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio non ha accettato la nostra richiesta di cambiare il Milleproroghe, ma si è impegnato a presentare un decreto ad hoc entro una settimana per sbloccare i fondi del bando. Non è quello che abbiamo chiesto ma è una novità. Se alle parole seguirà il decreto sarà un fatto positivo e appezzeremo questo cambiamento. Decreto che dal punto di vista finanziario e procedurale dovrà assicurare effettività dei fondi per tutti i progetti. Diversamente, come ha detto il Presidente nazionale dell’Anci Decaro, sarà rottura" conclude de Pascale.

IL SOSTEGNO DEI CONSIGLIERI REGIONALI DEM

Anche dalla Regione Emilia Romagna c'è mobilitazione sulla questione, da parte dei consiglieri dem: con una risoluzione a prima firma Nadia Rossi, infatti (a cui si sono aggiunte quelle di Paolo Calvano, Stefano Caliandro, Katia Tarasconi, Mirco Bagnari, Marcella Zappaterra, Roberto Poli, Massimo Iotti, Gianluigi Molinari, Giorgio Pruccoli, Enrico Campedelli, Paolo Zoffoli, Francesca Marchetti, Alessandro Cardinali, Gianni Bessi, Roberto Mori, Manuela Rontini, Giuseppe Boschini, Luca Sabattini e Luciana Serri), impegnano la giunta a sostenere i Comuni nella battaglia per il bando delle periferìe e nella richiesta al governo di rivedere i tagli previsti per circa un miliardo.

"Contro la decisione di non rispettare il Bando periferie - spiegano i consiglieri - si sono schierati tutti i sindaci attraverso l'Anci, il cui presidente Antonio Decaro, primo cittadino di Bari, il 7 settembre scorso ha scritto un appello al Presidente del Consiglio per evitare che tale decisione abbia seguito". "Il Governo - spiegano i dem -, col blocco del bando calcola di risparmiare un miliardo e 30 milioni di euro (140 milioni di euro per l'anno 2018, 320 milioni di euro per l'anno 2019, 350 milioni di euro per l'anno 2020 e 220 milioni di euro per l'anno 2021), ma il blocco dei fondi con valore retroattivo pare inammissibile e illegittimo per lesione di ogni elementare principio di leale collaborazione istituzionale, violando patti sottoscritti da tempo fra lo Stato e i Comuni e in ragione dei quali i Comuni hanno impegnato o speso risorse per la progettazione e l'avvio delle procedure, modificato bilanci pluriennali, richiesto autorizzazioni, assunto obblighi contrattuali per realizzare progetti che migliorano le periferie delle città dal punto di vista della sicurezza e della qualità urbana".

Dunque, "cancellando il primo piano strutturale per la riqualificazione delle zone più difficili delle città, si stanno privando i Comuni di fondi necessari per rendere più sicure e vivibili quelle aree urbane che soffrono situazioni di degrado economico e sociale".

Quindi Nadia Rossi e gli altri consiglieri impegnano la giunta "a ribadire il sostegno ai Comuni nella battaglia per il bando delle periferìe e nella richiesta ai Governo di rivedere i tagli previsti per circa un miliardo, essendo evidente che le zone più disagiate delle nostre città e dei nostri paesi vanno aiutate e non private dei fondi che servono per promuovere progetti di riqualificazione e sostegno del territorio; ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali affinché l'emendamento approvato dal Senato in sede di conversione del decreto Milleproroghe venga abrogato dalla Camera o dal successivo passaggio al Senato, consentendo il rifinanziamento delle periferie del Paese e venga invece prevista, con un apposito emendamento, l'intesa in Conferenza Unificata per le fasi attuative del bando, come peraltro fatto dal Governo nelle scorse settimane, su indicazione del Consiglio di Stato, per altri decreti attuativi del Fondo Investimenti, ad esempio per quelli su metropolitane e ciclovie turistiche e - infine - a sollecitare il governo affinché le convenzioni sottoscritte vengano onorate, assicurando a tutte le città coinvolte i finanziamenti già previsti, anche per non minare ulteriormente il già logoro rapporto di fiducia dei cittadini nelle istituzioni".

12/09/2018

 Commenti

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"Saranno stanziati fondi sulla base delle effettive necessità dei Comuni". Il problema é fare combaciare le effettive necessitá dei Comuni con le effettive necessitá dei cittadini. Mi stupisce l'improvvisa necessitá di migliorare le periferie delle città dal punto di vista della sicurezza e della qualità della vita perchè credo che questa necessità non è dovuta al caso ma sia il risultato di una certa politica, ma forse sbaglio.
12/09/2018 - angelo
Ma perché continuiamo a pretendere subito i soldi? Se vinco un bando ok, ma se arrivo 70o, mi sto zitto, boh!!
12/09/2018 - Marta
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