Maltrattamenti anziani. Ausl: "Oltre 50% delle strutture controllate, ma serve alleanza di tutti"

Maltrattamenti anziani. Ausl: "Oltre 50% delle strutture controllate, ma serve alleanza di tutti"
L'edificio che ospita la casa famiglia di via Zagarelli alle Mura, dove operava la badante arrestata

Quando scoppiano casi eclatanti di maltrattamenti o abusi sugli anziani e sui soggetti deboli, come quello della badante arrestata ieri dalla Polizia Municipale, torna inevitabilmente in luce il tema dei controlli e dei processi autorizzativi che permettono ai privati di aprire le strutture come le "case famiglia". Abbiamo dunque girato la domanda all'Ausl, incaricata dei controlli tramite il dipartimento di sanità pubblica ed in specifico alla dottoressa Roberta Mazzoni, direttrice del distretto che comprende il territorio di Ravenna, Russi e Cervia.

Prima di entrare nel merito delle risposte, ricordiamo che la casa famiglia, come prevedono le linee guida regionali e i regolamenti comunali, è una struttura che può ospitare fino ad un massimo di 6 persone, anche non autosufficienti, ma non gravi, assistite da una persona con esperienza in attività di cura, non necessariamente un medico o un infermiere, ma anche un Oss, come le "badanti". Per aprirla è sufficiente presentare una Scia all'ufficio tecnico delle Attività produttive del Comune. Qui, maggiori informazioni in merito.

 

Dott.ssa Mazzoni, dopo le ultime vicende, è stato previsto un "piano speciale" di controlli?

Come Ausl stiamo seguendo il piano di controlli che abbiamo predisposto già dall'anno scorso, seguendo le indicazioni regionali, che miravano a controllare tutte le strutture del territorio nell'arco del biennio 2017/18. Come distretto (Ravenna, Russi, Cervia) siamo più avanti rispetto ai risultati richiesti dal dipartimento di sanità pubblica: sulle 70 circa strutture esistenti ne abbiamo già controllate più del 50%. I nostri controlli sono eseguiti "a sorpresa", non vengono annunciati, in una fascia oraria molto ampia, che comprende anche orari inusuali, dalle 6 della mattina alle 22 della sera.

Quali sono i risultati emersi dalle vostre indagini, fino ad ora?

Abbiamo riscontrato in alcuni casi carenze di tipo organizzativo: ad esempio, non in tutte le strutture abbiamo trovato i piani individuali di assistenza dei pazienti; in altri casi, sono state riscontrate carenze di tipo strutturale. Nulla comunque di così drammaticamente grave, come le cronache di ieri hanno portato alla luce. Nonostante ci sia un invito preciso della Regione a far emergere eventuali situazioni di abusi o non rispettose della dignità della persona, quelli più gravi sono casi che necessitano di un controllo di comunità, oltre quello istituzionale dell'Ausl, che garantiamo: serve che i feedback vengano dalla rete di persone che frequentano a vario titolo le strutture o l'area in cui sorgono, i familiari che vanno a trovare i parenti, i vicini di casa che vedono e sentono quello che accade.

Proprio per stimolare questo tipo di collaborazione, all'interno del comitato consultivo misto, stiamo predisponendo un depliant per invitare le famiglie a fornire informazioni sull'aria che si respira in struttura. Tra l'altro sono recentemente state pubblicate le linee guida regionali sulla gestione delle case famiglie, che permettono di creare una "white list", in cui le strutture possono essere inserite, aumentando le garanzie e i requisiti, necessari per aprire una struttura. Una sorta di elenco selezionato di strutture.

E se ci fossero vincoli più stringenti sul versante socio-sanitario?

Le attenzioni fino a qui si sono concentrate molto sull'assistenza agli anziani, ma queste strutture possono accogliere anche minori o pazienti afferenti al servizio dell'igiene mentale. Purtroppo, prevedere troppi vincoli, e nel Comune di Ravenna sono ancora più stringenti che nel resto della regione, rischia di mettere in pericolo l’esistenza stessa del servizio: già oggi i gestori lamentano margini di guadagno molto limitati, a causa di tutti i vincoli presenti; se aumentassero ulteriormente può essere che l'impresa economica non sia più conveniente e ciò farebbe rimanere scoperta una parte della domanda di assistenza e cura.

14/09/2018

 Commenti

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...quindi ancora una volta il tornaconto economico prevale all'erogazione di un servizio adeguto ad anziani,disabili e persone con disago di vario genere? È questa l'idea che dovremmo condividere purché si dica che si fa fronte a tutto rd a tutti ed accontentare tutti in apparenza?...Che prezzo devono pagare persone bisognose di aiuto e loro famiglie...? ...Per caso anche qui entra in ballo la politica e qualche voto in più?
14/09/2018 - Valeria
Mi domando... se una struttura come quella interessata dal caso di ieri è abusiva, quindi non censita... inesistente per Comune e ASL, come può essere individuata e controllata?
14/09/2018 - Maria Elena
Queste strutture pensano solo al business e approffittano del fatto che gli anziani sono tanti e le famiglie non sono sempre in grado di tenerli a casa. Il personale è ridotto al minimo e impreparato, come lo sono quasi tutte le badanti. Servirebbero corsi obbligatori per tutte le badanti anche corsi di cucina e di cura igieniche alle persone, perché chi le ha conosciute da bene che non sanno fare niente però in regola costano tanto come se fossero personale qualificato. La cattiveria invece dipende dal carattere e si questa è più difficile agire. Sembra impossibile che nessuno si accorga di certi comportamenti, quelli che vanno puniti sono i titolari che pensano solo ai soldi. Le rette vanno dei 1600 euro in su e per quello che danno in cambio mi sembrano accessive. Le strutture deputate al controllo non fanno molto anche perchi non hanno personale a sufficienza e allora utilizziamo le forze dell ordine.
14/09/2018 - Lisetta
Le case famiglia possono avere il massimo 6/7 anziani garantiscono prezzi molto più bassi che una casa protetta, ecco dove saltano fuori i problemi, personale non adeguato, risparmio su tutto oltre ogni limite. Servono più controlli e a sorpresa, di giorno e di notte.
14/09/2018 - Nonno
le case famiglia erano nate con uno scopo diverso, diciamo di assistenza lieve.Purtroppo le condizioni delle persone li ospitate, per cause naturali peggiorano e cronicizzano. La ausl cerca di imporre regole e protocolli che più si avvicinano a comunità alloggio o rsa. I costi di queste richieste sono improponibili, e rendono di fatto le case famiglia economicamente non più sostenibili. La soluzione? AUSL o Comune facciano la struttura dove mettere queste persone.
14/09/2018 - lorenzo
Che tristezza. Le famiglie non possono tenere anziani allettati in casa, non ce la fanno e purtroppo si appoggiano a strutture lager. Manca lo Stato, manca il walfare. Rette da hotel 5 stelle, San Romualdo 2500, S.Teresa di recente 2500, San Pietro in Vincoli 2400 ecc.ecc. Ma chi può pagare 80 euro al giorno? Una vergogna.
14/09/2018 - Ezio
Mi dispiace dirlo ma nella sua era Sig. Sindaco Ravenna è peggiorata in modo scandaloso e la situazione è diventata critica e mi riferisco ai temi delle strutture per anziani ma anche delle strade!! Entrambi i temi hanno un punto in comune: ospitano le cosiddette persone deboli o utenza debole, proprio quelle categorie che dovrebbero essere nelle priorità dei comuni in quanto da sole non sono in grado difendersi ! Lo stato delle strade è sotto gli occhi di tutti e le strutture per anziani non esistono nemmeno ! Trovo tutto ciò vergognoso! Forse Lei Sig. Sindaco deve meditare sul fatto che in questi 2 anni e mezzo non fatto nulla di rilevante e che Le rimangono solo due anni per non Sarebbe più utile riprendere la concentrazione su questo tema scottante piuttosto che stare dietro al supermercato e alle palazzine della Darsena facendola passare come periferia, cosa che ha fatto ridere i polli. Non è bello far passare una piccola città come portatrice di un bronx.
14/09/2018 - Giada
In Italia si fanno pagare per accogliere gli stranieri e i nostri anziani vengono trattati in questo modo o sono nelle mani di queste persone. Che paese di m..... Anche se il commento non sará pubblicato é stato uno sfogo.
14/09/2018 - angelo
forse giada è giovanissima, puo essere che il sindaco non sia dei migliori, però bisogna spezzare una lancia per i sindaci,i tanti governi precedenti hanno tagliato molte delle nostre tasse ai comuni,per deviali hai ladroni tipo l aquila e tantissimi altri
14/09/2018 - batti
E vergognoso rette da hotel 5 stelle nessuno controlla minima assistenza personale zeroi
16/09/2018 - Mery
€2500,00 al mese???!!!!! e chi prende una pensione del genere? mi chiedo e le persone anziane che non percepiscono una cifra del genere che fine fanno? qualcuno mi risponda per favore s.m
17/09/2018 - s.m
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