Politica. Parla Gardin: la Lega si prepara alle elezioni del 2019, tutti i comuni sono nel mirino

Politica. Parla Gardin: la Lega si prepara alle elezioni del 2019, tutti i comuni sono nel mirino
Samantha Gardin

La Lega si pone l'obiettivo di trascinare tutto il centro destra e forze civiche alleate alla vittoria in tutti i comuni

A fine maggio 2019 si vota per il rinnovo delle amministrazioni locali in provincia di Ravenna. Al voto andranno i cittadini di 14 comuni su 18 per rieleggere sindaci e consigli comunali. Solo i comuni di Ravenna, Faenza, Riolo Terme e Bagnara sono esentati dal voto amministrativo. Tutti in ogni caso voteranno negli stessi giorni per il rinnovo del Parlamento Europeo. La Lega è pronta a "dare l'assalto" a tutti i comuni, nessuno escluso. Come ha fatto emergere il voto del 4 marzo e con il vento che sta spirando oggi sull'Italia, Samantha Gardin segretaria provinciale del Carroccio è fiduciosa che questa sia la volta buona per far crollare le roccaforti rosse nel ravennate. La Lega si pone l'obiettivo di trascinare tutto il centro destra e forze civiche alleate alla vittoria.

L'INTERVISTA

Samantha Gardin, la Lega si sta preparando a dare l’assalto al cielo nelle elezioni amministrative di primavera?

“Sì, ci prepariamo a fare in modo che questa provincia veda finalmente un cambiamento. Siamo forza di governo. Nei comuni dimostriamo le nostre capacità e competenze. Governiamo anche quattro regioni del Nord e, dove governiamo, la differenza si vede. Il 4 marzo ha dimostrato che il vento è cambiato e stiamo allestendo le squadre migliori per dare l’assalto ai comuni, in senso buono.”

Cioè, in che senso?

“Nel senso del cambiamento, come dicevo prima. I nostri territori sono governati male, quando non abbandonati. Ci sono sindaci che si permettono di dire che fare il sindaco non è tagliare l’erba o pulire le bocche di lupo. Sarà anche vero, ma il sindaco è pagato anche per dare un servizio ai cittadini giorno per giorno ed è tenuto a farlo.”

A quale sindaco si riferisce?

“Al Sindaco Ranalli di Lugo. Ma questo è solo un esempio. Se parlo del mio comune, Bagnacavallo, sono vent’anni che promettono un sottopassaggio che non vede mai la luce e non la vedrà con questo sindaco. Ci vuole un cambiamento, con persone che sono a contatto con la gente, che stanno sul territorio e sono parte integrante dell’economia di quel territorio, e quindi sanno quali sono i reali bisogni della cittadinanza.”

Nei comuni più piccoli sotto i 15 mila abitanti è tradizione presentare alle amministrative liste civiche. Nei comuni più importanti, di solito i partiti si presentano invece con il loro simbolo da soli o in coalizione. È lo schema che adotterete anche voi nelle prossime amministrative?

“Sicuramente questo è lo schema generale. La Lega sarà e si porrà come forza trainante di cambiamento sul territorio. Nei comuni più piccoli dando vita a liste civiche. Nei comuni più grandi creando coalizioni. Poi in ogni singolo comune ci possono essere scelte specifiche.”

Nei comuni sopra i 15 mila abitanti vi muoverete secondo lo schema classico del centro destra che abbiamo visto anche il 4 marzo: Lega più Forza Italia più Fratelli d’Italia?

“In linea di massima sì. Ma il vero schema è quello sperimentato a Ravenna nel 2016, con alleanze basate su un programma di governo condiviso, capace di aggregare anche forse ed esperienze civiche.”

A Lugo il primo abboccamento con Silvano Verlicchi e il suo movimento Per la Buona Politica non ha avuto esito positivo. Vi hanno sbattuto la porta in faccia.

“Non è così. E Verlicchi lo sa bene. Non siamo nella stessa situazione di 5 anni fa. Lui parla con noi e noi parliamo con lui.”

Pensate quindi che arriverà a più miti consigli?

“È una trattativa aperta.”

A Cervia?

“La strategia è la stessa. Abbiamo già la lista praticamente fatta, e un candidato da mettere in campo, ma mancano sette mesi al voto e vogliamo mettere a punto bene il programma e le alleanze. Non abbiamo fretta. Vogliamo fare le cose per bene.”

Samantha Gardin sarà candidata da qualche parte?

“No.”

Nemmeno nella sua Bagnacavallo?

“No.”

Quale effetto traino vi aspettate dalla situazione nazionale: l’effetto Salvini quanto peserà?

“L’effetto Salvini, ma non solo. È l’effetto di scelte di buon senso. Abbiamo presentato un programma che passo dopo passo stiamo realizzando. Il Decreto Sicurezza o Decreto Salvini è uno step. La Legittima Difesa è un altro step. Gradino dopo gradino realizzeremo ciò che abbiamo promesso.”

Il governo giallo-verde presenta qua e là crepe e turbolenze. Forse fisiologiche o forse no. Lo si capirà più avanti nel tempo. Voi pensate che questo sia un unicum o ritenere sia possibile replicare l'alleanza anche sui territori?

“È presto per dirlo. In Bassa Romagna, per esempio, tranne Ilaria Ricci Picciloni, che è l’unica ad avere l’uso del simbolo, nessun altro può dirsi a tutti gli effetti rappresentante del M5S sul territorio e può usare il simbolo con le Cinque Stelle. Quindi, al momento, anche i grillini senza simbolo nei vari comuni sono civici come tutti gli altri.”

E quindi non è escluso un rapporto anche con loro.

“Dipende sempre da chi è l’interlocutore.”

Quali sono i vostri temi forti per la campagna elettorale?

“Sicuramente il tema della sicurezza, perché giustamente la gente è stanca di sentirsi dire che è tutta una questione di percezione. Non è vero. Quando uno si alza la mattina e trova la sua serranda tagliata di netto e il negozio svaligiato, non è percezione. È realtà e servono misure concrete. L’altro punto è quello del dissesto idrogeologico di cui soffre tutto il territorio e in particolare la Bassa Romagna. Anche il territorio va messo in sicurezza. Poi c’è il capitolo della manutenzione, per tenere in buono stato le cose che appartengono a tutti, a partire dalle strade. I cittadini pagano le tasse per questo e non per spendere un milione e mezzo di euro in un festival come Purtimiro che non ha avuto alcun ritorno per la cittadinanza.”

Quindi nessuno sconto a Ranalli per i suoi investimenti per la cultura?

“Assolutamente no. Così come non faremo sconti alla Proni per la mancata cantierizzazione del sottopassaggio. La viabilità nella Bassa Romagna è totalmente carente, c’è stato abbandono, la manutenzione ordinaria non è stata fatta. E oggi bisogna ricorrere a quella straordinaria che costa il triplo.”

La vostra critica alle amministrazioni del Pd è molto sulle piccole cose, è su quelle che hanno fallito secondo voi i sindaci in carica?

“Non solo le piccole cose. I sindaci Pd dimenticano anche l’assistenza ai cittadini. Le faccio l’esempio della Tari, tornata in capo ai comuni della Bassa Romagna. Prima si pagava ad Hera ed era tutto regolare. Quando il pagamento torna in capo ai comuni partono una serie di accertamenti per migliaia di euro, a carico dei cittadini. I quali sono costretti a rivolgersi a specialisti e a spendere dei soldi per districarsi fra queste complicazioni burocratiche. Assurdo.”

Descrivere la situazione dei nostri comuni come una realtà disastrata non le pare lontano dalla realtà? Qui si vive bene e i nostri comuni non sono al dissesto, basta allargare un po’ l’orizzonte per accorgersene…

“In realtà ci sono tante cose che non vanno anche qui. Tante cose da cambiare. Se uno si ferma a guardare i nostri marciapiedi, per esempio, si rende conto che per grande parte sono da rifare. Se andiamo a vedere una serie di sottoservizi, si rende conto che risalgono agli anni Trenta, Quaranta, Cinquanta, e sono tutti da rifare. Sto seguendo ora un problema di condutture fognarie a Villanova di Bagnacavallo, che non sono tenute regolarmente pulite, come prescrive il contratto di appalto con Hera. Ma nessuno si preoccupa poi di verificare che queste cose si facciano. E malgrado tutte le inadempienze che vengono segnalate, il Comune di Lugo ha deciso di affidare per trent’anni il servizio d’illuminazione a Hera.”

Faccia una previsione. Quanti comuni pensate di vincere come Lega, centrodestra e alleati?

“Tutti i comuni sono alla nostra portata, diciamo papabili. Anche il 4 marzo Ravenna non è caduta per poco. Il vento è decisamente cambiato e sta cambiando. Cinque anni fa certe persone o certi professionisti non si sarebbero mai avvicinati a un banco della Lega, oggi vengono per segnalare le cose che non vanno.”

Avete il personale per fare fronte a tutte le domande ed evenienze, perché poi, come sempre in questi casi, c’è l’assalto alla diligenza o - per dirla con Longanesi - la corsa a salire sul carro del vincitore?

“Sì. Abbiamo costruito una classe dirigente locale, sul territorio. Non lavoriamo per proclami, ma sui temi concreti che interessano i cittadini. Alle elezioni ci saranno sorprese, quando la sinistra si renderà conto che intere frazioni che prima erano in mano a loro adesso votano per noi.”

A cura di P. G. C. 

09/11/2018


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