Vicenda CMC. I due dipendenti ancora bloccati in Kuwait. La domanda di concordato preventivo

Vicenda CMC. I due dipendenti ancora bloccati in Kuwait. La domanda di concordato preventivo

Il Sindaco de Pascale è vicino alla CMC e invita tutti a rimboccarsi le maniche e a lavorare per un'uscita positiva dalla crisi. Per lui non è tempo di funerali o de profundis

Non ci sono novità al momento sui due dipendenti della CMC ancora bloccati in Kuwait e impossibilitati a rientrare nei loro paesi: Andrea Urciuoli in Italia (a Cesena) e Ricardo Pinela in Portogallo. Dalla grande cooperativa di Via Trieste fanno sapere che l'azienda è al lavoro a Kuwait City insieme all'ambasciatore italiano Giuseppe Scognamiglio per sbloccare la situazione e dare una soluzione positiva alla vicenda nel più breve tempo possibile.

Urciuoli e Pinela sono stati prima fermati e poi rilasciati dalle autorità del Kuwait - ma non possono lasciare il paese - in seguito a un contenzioso sorto fra CMC e alcuni subfornitori dell'azienda, dopo che la stessa CMC ha rescisso un contratto per la costruzione di un quartiere residenziale nel paese. Una commessa da 22 milioni di euro. I due dipendenti erano rimasti in Kuwait proprio per chiudere il cantiere.

Fra l'altro ad acuire la situazione è arrivata la notizia della richiesta di concordato preventivo con riserva presentata dalla CMC (proprio oggi, martedì 4 dicembre) presso il Tribunale di Ravenna.

Il concordato preventivo è un istituto giuridico che l'azienda in crisi può utilizzare per tentare un risanamento aziendale. Non è un'istanza di fallimento, tutt'altro. I vertici CMC sono impegnati e lo saranno ancora nei prossimi mesi - fanno sapere da Via Trieste - a mettere a punto il piano di risanamento.

Il concordato preventivo con riserva consente all'azienda di evitare che i creditori possano "aggredire" da subito il patrimonio aziendale, affossando in qualche modo l'operatività dell'impresa. Dopo la presentazione della domanda, il Tribunale fissa in 60 e fino a 120 giorni il termine per la presentazione dei documenti e del piano di concordato dell'azienda.

Valutata l'ammissibilità della richiesta il Tribunale convocherà l'assemblea dei creditori: se la proposta di concordato sarà approvata dalla maggioranza dei creditori il piano sarà omologato. In caso contrario, se i creditori dicessero no al concordato proposto, si aprirebbe una fase molto drammatica, quella del fallimento. 

La CMC rappresenta una grande realtà economica e cooperativa per Ravenna. La sua crisi attuale viene da alcuni parti paragonata a quella del Gruppo Ferruzzi all'indomani del suicidio di Raul Gardini. Ma per certi versi la crisi CMC è dal punto di vista simbolico e anche dal punto di vista economico un qualcosa di più grande perfino di quella del Gruppo Feruzzi.

Dal punto di vista dei simboli, CMC è un pezzo di storia centenaria di Ravenna, del suo tessuto economico e sociale, dell'esperienza cooperativa, della cultura materiale e dell'universo della sinistra ed è ben più legata alla vicenda di Ravenna e dei ravennati che non la storia pur molto importante di Raul Gardini e del Gruppo Ferruzzi. Dal punto di vista economico, poi, sono tanti i soci, i dipendenti e le loro famiglie, i fornitori e gli stakeholders coinvolti nella crisi. Anche per questo molti sono in campo per scongiurare l'esito negativo della crisi.

E anche per questo si sta muovendo la politica. Significative in questo senso le affermazioni del Sindaco di Ravenna Michele de Pascale che dice: "Non è il momento di fare paragoni impropri fra il crack del Gruppo Ferruzzi e la situazione attuale della CMC. La situazione è totalmente diversa: qui non siamo di fronte alla necessità di dover pensare a un futuro senza CMC. Nel senso che ci sono le condizioni perchè la CMC possa risollevarsi e uscire da questa fase di difficoltà. È già accaduto in passato. Dobbiamo impegnarci tutti, ognuno nel proprio ruolo e per la propria parte, perchè le difficoltà siano superate. Ce la possiamo fare. Da parte del Comune c'è la disponibilità a mettere in campo ogni azione attiva, funzionale al risanamento. Stesso discorso per la Regione. E mi auguro che anche il Governo faccia la sua parte. Tutto ciò che possiamo mettere in campo sarà messo in campo. Siamo solidali e al fianco di tutta la CMC." 

Insomma, il Sindaco de Pascale invita tutti a rimboccarsi le maniche e a lavorare per un'uscita positiva dalla crisi. Non è tempo di funerali o de profundis. Come dire, Ravenna non se lo può permettere.

Giovedì prossimo intanto è previsto un incontro in Regione fra azienda, sindacati e amministrazioni locali per fare il punto della situazione.

 

04/12/2018

 Commenti

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due pesi 2 misure, per Acmar hanno fatto tutti orecchie da mercante !!
05/12/2018 - giovanni casadio
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