Viaggi. Al Circolo dei Mugnai il foto-racconto della Via della Seta: Khiva, Bukhara, Samarcanda

Viaggi. Al Circolo dei Mugnai il foto-racconto della Via della Seta: Khiva, Bukhara, Samarcanda
Bukhara

Proseguono le serate a tema del Circolo Mugnai di Via Lametta 67 a Ravenna. Lunedì 10 dicembre è in programma il fotoreportage La Via della Seta in Uzbekistan: Khiva, Buchara e Samarcanda, realizzato e commentato dal giornalista-viaggiatore Pier Giorgio Carloni.

La Via della Seta è quel reticolo di vie di comunicazioni, che si sviluppava per circa 8.000 km, costituito da itinerari terrestri, marittimi e fluviali lungo le quali nell'antichità si erano snodati i commerci tra l'Impero Cinese e l’Impero Romano. Le vie carovaniere attraversavano l’Asia Centrale e il Medio Oriente. Le diramazioni si estendevano poi a est fino alla Corea e al Giappone e, a Sud, all’India. Il nome apparve per la prima volta nel 1877 grazie al geografo tedesco Ferdinand von Richthofen.

Il viaggio reportage di Pier Giorgio Carloni riguarda tre città chiave della Via della Seta, nel cuore dell'Asia, in Uzbekistan: Khiva, Bukhara, Samarcanda. 

L’Uzbekistan è una terra di confine e di migrazioni fra est e ovest, fra nord e sud. A est ci sono alte catene montuose ma quasi tutto il resto paese è piatto e in buona parte desertico. Qui sono passati Iranici, Macedoni, Sciti, Turcomanni, Mongoli, Russi e così via.

Tamerlano è l’eroe degli Uzbeki. Nacque a Sharisabz a 50 km da Samarcanda nel 1336. Tra il 1370 e il 1405 conquistò una larga parte dell'Asia Centrale fondando l’Impero Timuride. Alla fine della sua vita l'impero di Tamerlano aveva un'estensione immensa, dall'Ucraina fino ai confini della Cina, comprendendo quasi tutto il Medio Oriente, l’Asia Centrale e parte dell’India. Si considerava discendente di Gengis Khan (come sta scritto sulla sua tomba a Samarcanda). Era considerato un genio militare. Fu un feroce distruttore di eserciti nemici e delle città che gli si opponevano. Ma fu anche protettore di letterati, uomini di scienza e artisti e costruttore di splendidi edifici. In tutta l’Asia centrale e in Persia si parla del fiorire dell’arte timuride. 

Le tre città di Khiva, e in particolare di Bukhara e Samarcanda, ne sono ancora oggi splendide testimonianza con le loro moschee, le madrase, i minareti, le cittadelle fortificate. Su tutto naturalmente svetta per imponenza e bellezza il mitico Registan di Samarcanda.

Fra le genti mongole e turco-mongole dell’Asia Centrale Tamerlano ha lasciato una memoria eroica, come quelle di Alessandro Magno o di Giulio Cesare per gli europei. Con Tamerlano si afferma definitivamente e dilaga la religione islamica in tutta l’Asia Centrale. Un Islam moderato, non integralista. Per esempio le donne generalmente non portano il velo islamico ed è frequente trovare uzbeki che bevono vino e vodka.

 

L’Uzbekistan come paese degli Uzbeki nasce con l’URSS, nel 1924, con la Repubblica Socialista Sovietica degli Uzbeki. Prima c’erano dei khanati o piccoli regni - di Kokand, di Bukhara e di Khiva i principali - che per secoli erano stati indipendenti e poi da metà ottocento erano finiti sotto il dominio dell’Impero Russo. Gli zar avevano lasciato al potere i khan locali. I sovietici invece fecero piazza pulita delle vecchie tradizioni sociali e religiose. Tentarono anche di sradicare l’Islam, senza riuscirci. E quando l’URSS cadde e l’Uzbekistan nacque come Stato indipendente, l’identità nazionale Uzbeka cominciò a costruirsi attorno a eroi e tradizioni del passato - per esempio Tamerlano - e attorno all’Islam.

Il passaggio dall’URSS all’Uzbekistan indipendente nel 1991 fu gestito da un ex capo del PCUS Karimov che era al potere prima e rimase al potere poi per altri 25 anni, fino al 2016. Formalmente si trattava di una democrazia, sostanzialmente di una forma di potere autocratico e dai tratti autoritari che continua anche oggi. Un tentativo di radicalizzazione islamica fu stroncato nel sangue diversi anni fa nelle aree montagnose dell’Uzbekistan.

Le testimonianze monumentali e artistiche dell'Uzbekistan sono concentrate soprattutto nelle tre città di Khiva, Bukhara e Samarcanda: sono straordinarie e risalgono prevalentemente al periodo di Tamerlano e ai secoli successivi, quindi dal 1300-1400 in poi. L’urbanizzazione fra ottocento e novecento risente invece fortemente dell’influenza russa e sovietica, nel bene e nel male.

 

Ogni serata ai Mugnai presenta il seguente programma: ore 20.15 (precise) cena conviviale autogestita (costo 15 euro); ore 21.45-23.00 circa: iniziativa culturale. Le prenotazioni per la cena e la serata si effettuano al circolo dietro versamento di una cauzione di 10 euro a persona. Non si accettano prenotazioni telefoniche. Info cell. 349 3936097 Nello. Circolo Mugnai Tel. 0544 1672552.

05/12/2018

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