Vicenda CMC. Mancati incassi e assalto dei creditori, ecco le ragioni del concordato preventivo

Vicenda CMC. Mancati incassi e assalto dei creditori, ecco le ragioni del concordato preventivo
Foto tratta dal sito web della CMC

Cosa dicono le pagine dell'istanza depositata da CMC il 4 dicembre al Tribunale di Ravenna per la richiesta di concordato preventivo con riserva? In sostanza, riassumono lo stato di sofferenza soprattutto finanziaria dell’azienda. Ma non solo. Nell’ultimo anno il volume della produzione è sceso da 549 a 514 milioni di euro, il margine operativo da 45 a 37 milioni, la disponibilità liquida da 181 milioni a 89 milioni. 

Come si sapeva, è dunque la crescente crisi di liquidità l’assillo principale del colosso via Trieste, crisi che sarebbe stata generata dai mancati incassi attesi nell’ultimo quadrimestre di quest’anno. In particolare, nel periodo settembre-novembre erano previste entrate per 137 milioni mentre ne sono arrivate solo per 52 milioni e la società non ha potuto far fronte a tutti gli obblighi. Fra cui il pagamento della famosa cedola in scadenza il 15 novembre scorso per uno dei due bond contratti (obbligazioni per un importo complessivo di 575 milioni di euro).

Ma non è tutto. La situazione di CMC al 31 dicembre 2017 presenta 2,2 miliardi di attivo patrimoniale, 850 milioni di ricavi, e 2 miliardi di debiti. È il valore dei contenziosi aperti da CMC verso diversi creditori. Questa situazione di sofferenza ha portato allo scattare di decreti ingiuntivi da parte dei creditori stessi e all’avvio dei meccanismi per la dichiarazione di fallimento.

Con il concordato preventivo con riserva CMC corre ai ripari. «Nell’attuale frangente di tensione finanziaria di cassa – ha dichiarato il CdA – si ritiene che l’accesso al concordato con riserva rappresenti il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi».

CMC ha ora sessanta giorni di tempo per presentare un piano di risanamento finanziario. Se l’assemblea dei creditori accetterà il piano di risanamento si potrà procedere nel piano: il no dei creditori invece potrebbe aprire le porte a un drammatico crack.

Ricordiamo che CMC conta oggi circa 7.000 dipendenti nel mondo, di cui 400 operano a Ravenna. Intanto oggi a Bologna si tiene la prima riunione in Regione fra Azienda, Sindacati e Enti locali per valutare l'impatto della crisi sull'occupazione e l'eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti.

Sulla vicenda dei due dipendenti trattenuti in Kuwait, invece, per ora non ci sono novità. 

06/12/2018

 Commenti

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Come mai ci sono sempre così pochi commenti su questa tristissima e drammatica vicenda, che dovrebbe preoccupare non poco la nostra cittadinanza e soprattutto il nostro primo cittadino? Ma avete capito bene il dramma che si sta consumando in questa città ed il destino di 400 famiglie e più?
06/12/2018 - Alex
E speriamo che il sindaco non ripeta l'infelice frase del povero D'Attorre detta in occasione del crack Ferruzzi . "Ravenna ce la può fare "
06/12/2018 - PORTER
Pochi commenti?.. avete mai sentito un lamento? di coloro che hanno perduto i risparmi per il fallimento di altre red coop? Si chiama FEDELTA'!!:-)))
06/12/2018 - itolo
perché i commenti seri non vengono postati da ravenna notizie!!!!!!!!!
06/12/2018 - Marco
Sicuramente il duo geniale del nostro governo non si sarebbe trovato in questa situazione perché i cantieri sarebbero stati già bloccati da un pezzo tanto il reddito ai lavoratori arriva dal cielo. ...aprite gli occhi che è meglio premi Nobel per l'economia.
06/12/2018 - Massimo
alex,ci sono pochi commenti perchè in molti godano di questo e goderebbero anche sulla chiusura del polo chimico,RAVENNA è MOLTA POPOLATA DI TAFAZI
06/12/2018 - batti
Commenti di parte ne leggo sui giornali ravennati che fanno rabbrividire, intanto la ultra centenaria cmc è sempre stata pluralistic al suo interno c'è la rappresentanza di tutti i partiti, 400 lavoratori sono fissi, 7000 sono nel mondo, nel malaugurato caso di fallimento la città ne risentirebbe tantissimo, perché dietro c'è anche l'indotto di altre imprese e artigiani, Ravenna con ferruzzi, la sarom, e tante altre imprese non se la passa bene rischiamo di diventare una città vuota il lavoro lo dovremo cercare altrove, i pensionati che hanno investito i risparmi, e i lavoratori che sono senza stipendio e continuano a Lavorare nella speranza di una ripresa, da ravennate spero in una rapida soluzione, non ho soldi investiti nella coop, non vorrei che la città perda anche questa grande azienda.
06/12/2018 - Denis
Il problema è la preoccupazione sono grandissimi, però come viene raccontata da Cmc non è così, sono anni che i fornitori vengono pagati dopo un anno !!!quindi il problema viene da lontano non dal 2018, la preoccupazione per 400 famiglie è vera, ma con il concordato che proporrà il 20/25 % in cinque anni ai fornitori mette in crisi e fa chiudere 800 aziende quindi anche queste famiglie saranno disperate, quindi prima di fare considerazioni di sentimento per cmc riflettere e pensare anche a chi in questa filiera non ha colpe, invece proprio cmc sicuramente ha.
07/12/2018 - Michele
CMC con i suoi 400 dipendenti a Ravenna sono la punta dell'iceberg. Quante altre aziende ravennati sono collegate e creditrici (anche importanti) del colosso dell'edilizia? Si provi a pensare a quale disastro economico va incontro la città e la provincia dopo avere vissuto tempo fa quello della Ferruzzi. Sulle carte geografiche ci sarà un puntino con la scritta: "Ravenna game over". Ed i politici e l'amministrazione........un grande in bocca al lupo a quelle 400 famiglie nostre concittadine.
07/12/2018 - Angelo
@massimo....alè e i 49 milioni della lega non li metti sul tavolo? pur di puntare il dito altrove pure il salvimaio tiri fuori.
07/12/2018 - ANNA M
le preoccupazioni per i 400 dipendenti di CMC sono più che lecite, ma aver chiesto il concordato preventivo al 20/25% significa che i creditori incasseranno solo il 20/25% del credito, e anche in questo caso vi sono tante aziende che rischiano il fallimento perché un grosso cliente non salda i debiti, e con un 25% non si pagano nemmeno le materie prime, figuriamoci la manodopera.....però sarei curioso di sapere se i dirigenti di CMC hanno continuato a percepire gli stipendi o se, come i lavoratori, sono mesi che non prendono un quattrino...chissà, a volte a pensar male....
07/12/2018 - Hypersthene
A me sembra che sia una strategia...hanno chiesto l'aiuto dello stato. potrebbero salvarsi ottenendo qualche incarico per la costruzione del viadotto di genova, !!
07/12/2018 - archimede
io cerco in tutti i modi di essere ottimista e lo voglio essere sopratutto per la figura di mio padre che ha 97 anni e non sa nulla di tutto questo che stà accadendo all'azienda dove lui ha lavorato una vita e ha lasciato lì in custodia un libretto con i suoi risparmi. Però, di una cosa son certo, che il governo non farà nulla per una cooperativa rossa, anche se dovrebbe, perchè mi risulta che l'ANAS è sua, e si dovrebbe far carico dei propri disastri finanziari. Mah, speriamo bene.
07/12/2018 - ottimista49
@ottimista , domando, perche non conosco bene la vicenda, ma avevo letto che con ANAS vi fossero contenziosi giudiziari pregressi. Qualcuno può fa darmi lumi sui motivi per cui non ha pagato i lavori? grazie
08/12/2018 - ANNA M
Piena solidarietà ai lavoratori, ai creditori e ai depositanti (più correttamente sottoscrittori del prestito sociale), pur non essendo superstizioso ho il sospetto che la CMC sia incappata nella "maledizione di chi investe in via dell'Idrovora" Acmar acquisisce i terreni ex Ville Litoranee in via Idrovora e si trova in concordato, Della Pasqua (cantiere navale) trasferisce l'attività in via Idrovora - Concordato preventivo. Bambini investe alcuni milioni di euro in un piazzale in via Idrovora- concordato preventivo. Da ultimo la CMC, gia proprietaria della zona artigianale di via Idrovora, solo anno scorso investe ulteriori 200.000 euro e subito arriva il concordato preventivo . Attenzione venire ad investire in via dell* Idrovora . fra l'altro trattasi di una pseudo/mancata pista ciclabile
08/12/2018 - tommy
Sarà salvata .... dei fornitori che verranno strangolati da questo disastro non gliene importa a nessuno ne tanto meno del prestito sociale dei lavoratori onesti....
09/12/2018 - Mcy
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