Stop Oil&gas. Ravenna Offshore Contractor Association: “Più costi, meno entrate e disoccupazione”

“Assistiamo con un mix di preoccupazione e incredulità alle dichiarazioni di membri di governo ed esponenti politici sull’emendamento presentato al decreto semplificazione con il quale si intenderebbe fermare per tre anni ogni attività di ricerca e produzione di gasdichiara Franco Nanni, Presidente del Roca (Ravenna Offshore ContractorAssociation . Appare per noi sorprendente la dichiarazione «le attività upstream non rivestono carattere strategico e di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità». Ciò significherebbe far pesare nuovamente sulle tasche delle famiglie l’approvvigionamento di gas per riscaldarsi, cucinare e quant’altro, così come peserebbe ancora di più sull’industria che utilizza il gas come fonte energetica". 

 

"Se non viene estratto gas dall’Adriatico - prosegue Nanni - l’Italia deve importarlo, con tre conseguenze: 1) dispersione di almeno il 25% di gas per la fase di pressurizzazione nell’immissione nei gasdotti; 2) maggiori costi per il sistema produttivo e famiglie; 3) minori entrate tributarie e fiscali per lo Stato. Non ultimo, ricordiamo, che il blocco di ogni attività legata al gas, che viene svolta con tecnologie modernissime e nel totale rispetto della sostenibilità ambientale, provocherebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro. Il gas è l’unica fonte energetica di transizione verso le rinnovabili per le quali dobbiamo attendere ancora almeno 20 anni prima che siano a regime. Se ancora siamo in un Paese normale, le ‘attività upstream’ sono più che strategiche. A meno che non si ritenga normale che il gas adriatico venga estratto da Croazia, Albania, Montenegro e poi rivenduto all’Italia. Tutto questo sta succedendo quando a Ravenna si stanno chiudendo aziende del settore e si licenziano persone per mancanza di lavoro. Mancando nuovi investimenti non ci può essere crescita e non si creeranno posti di lavoro".

10/01/2019


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