Tre classi al freddo e al gelo. Bambini dell’elementare Torre di Ravenna costretti a restare a casa

Tre classi al freddo e al gelo. Bambini dell’elementare Torre di Ravenna costretti a restare a casa
L'ingresso della scuola A. Torre, in via Pavirani a Ravenna

La scuola spiega il problema ai genitori con una mail. La vice preside Medri: "Oggi i bambini spostati in aule calde, problema in via di risoluzione"

A scuola col cappotto: almeno tre classi della scuola primaria A. Torre di Ravenna del comprensivo San Biagio, sarebbero al freddo e al gelo dallo scorso lunedì 7 gennaio, primo giorno di scuola dopo il rientro dalle vacanze natalizie. Una situazione piuttosto critica, in questi giorni rigidi di gennaio, che ha indotto molti genitori a tenere a casa i bambini, alcuni dei quali si sarebbero proprio ammalati a causa del freddo patito.

Si tratterebbe di tre classi seconde, collocate al piano terra dell’edificio di via Pavirani, e pare che il problema sia causato dalla rottura di un tubo dell’impianto di riscaldamento. Da fonti non ufficiali, i genitori sono venuti a conoscenza del problema già durante le vacanze. Sempre da queste fonti, pare fosse addirittura incerta la riapertura dell’intera scuola. Ma poi, nessuna comunicazione ufficiale è intervenuta, né in un senso né nell’altro, e il 7 gennaio i genitori hanno accompagnato fiduciosi i figli a scuola, immaginando che fosse tutto a posto.

Invece non era così. Dai racconti dei bambini, le famiglie sono venute a sapere che il riscaldamento non funzionava e che si era fatta lezione con i cappotti indossati, per il freddo troppo intenso. La stessa situazione si è presentata il giorno successivo e quello dopo ancora. Ad oggi, giovedì 10 gennaio, quarto giorno di gelo, in una di queste classi sono presenti alle lezioni solo 5 bambini. Gli altri, come spiega la rappresentante dei genitori, sono rimasti a casa, o perché ammalati, o perché i genitori sono riusciti ad organizzarsi con nonni, baby sitter o prendendosi dei giorni di ferie. “Io mio figlio oggi sono riuscita a tenerlo a casa – spiega una mamma -. Mio marito non era al lavoro e ha potuto stare con lui, che ieri sera aveva anche qualche linea di febbre”.

Un’altra mamma racconta che le maestre hanno suggerito ai piccoli di scostare i banchi dalle finestre, sotto le quali si trovano i radiatori, perché dai termosifoni usciva proprio una corrente di aria fredda.

“La cosa che più ci angustia – spiega una mamma – è che non siamo stati avvertiti del problema in nessun modo dalla scuola. Nessuno che ci abbia detto che il riscaldamento era rotto, che ci abbia anche banalmente suggerito di vestire più pesantemente i nostri figli. A quattro giorni dall’inizio di questa situazione, gli unici che ci hanno ragguagliato su quello che succede a scuola sono i bambini e le maestre. A queste, tra l’altro, spetterebbero ben altro genere di comunicazioni con i genitori, relative all’attività didattica, non certo sulla praticabilità della struttura”.

Una mamma, rappresentante in una delle classi coinvolte dal disagio, ieri è andata alla segreteria della scuola, che essendo parte di un istituto comprensivo, raccoglie anche l’elementare Camerani e la media Don Minzoni, per avere informazioni. “Sono caduti dalle nuvole – riporta -. Come se non fossero nemmeno a conoscenza del problema. Secondo loro andava tutto bene, ma le maestre della classe di mio figlio mi hanno riferito di aver segnalato la cosa e di aver sollecitato un intervento: sembra che lunedì sia arrivato un tecnico per controllare o aggiustare, non si sa. Ma il disagio perdura. Ora hanno aperto una segnalazione”.

Nella classe II A ci sono anche due bambini con disabilità, di cui una piuttosto grave, affetta da paralisi cerebrale e costretta su una sedia a rotelle.

"La sensazione - aggiunge un'altra mamma - è di essere stati abbandonati a noi stessi, senza una reale volontà di aiuto da parte della scuola. C'è un senso di stanchezza e di resa, come se le proteste che continuiamo a portare avanti non ricessero il dovuto supporto. In questo specifico caso del freddo in classe, mi sento di dire che non c'è stato rispetto per i bambini".

“Quello che più ci dispiace – continuano i genitori - è che non c’è stata nessuna comunicazione da parte della scuola. Nè prima né durante il disagio. Nessuno ci ha informato del problema, né di tempistiche e modalità di soluzione. Stiamo parlando di bambini lasciati al freddo, ci aspettavamo più vicinanza e informazione da parte della scuola”.

Dalla scuola, la vice preside Annamaria Medri informa che nella giornata di oggi i genitori delle classi coinvolte - che alla scuola risultano essere la II A e la II C - saranno informati con una mail della situazione. "Nell'informativa che stiamo inviando alle famiglie comunichiamo che nella mattinata di martedì scorso abbiamo provveduto ad informare i tecnici del non funzionamento di uno dei due radiatori presenti in ognuna delle aule coinvolte. Martedì stesso i tecnici sono intervenuti e a noi è stato riportato che il problema era risolto. Per questo abbiamo ritenuto di non dover avvisare nessuno. Il riscaldamento però non è ripartito e quindi ieri c'è stato un nuovo intervento. Da questa mattina abbiamo comunque provveduto a spostare i bambini in altre due aule, regolarmente riscaldate".

E sul sentimento di abbandono riportato dai genitori per la mancata informazione, Medri dice: "Appena abbiamo avuto notizia del problema ci siamo mossi dal punto di vista tecnico, chiamando chi di dovere".

 Commenti

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Chiamando "chi di dovere"........ Faccia nomi e cognomi, per favore!!!!
10/01/2019 - Emanuele
Sig.Emanuele e qui casca l'asino.....si sa che finisce a scarica barile,ed avevano 15 giorni..... il responsabile della scuola a casa sua funzionava il riscaldamento......
10/01/2019 - Giovanni
rispettano la llegge regionale..sul risparmio energetico ed inquinamento, che vieta di scaldarsi:-))))
11/01/2019 - italo
Gentile Emanuele, le scuole sono sotto la Provincia.
11/01/2019 - Giovanni lo scettico
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