LA POSTA DEI LETTORI / Come procede il progetto di reiniezione di Angela Angelina?

LA POSTA DEI LETTORI / Come procede il progetto di reiniezione di Angela Angelina?
Assetto del sottosuolo di Angela Angelina

Come procede il progetto di reiniezione a Lido Adriano e a Lido di Dante? Nel marzo 2016 è stato approvato dal Consiglio Comunale di Ravenna, per l’ennesima volta a partire dal 2002, un “Protocollo” tra la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Ravenna, il Comune di Ravenna ed ENI per la prosecuzione di un progetto sperimentale sulla iniezione di acqua nel pozzo Angelina 1, della durata triennale ed in scadenza nel 2019. 

Il progetto si riferisce alla concessione di coltivazione di gas A.C 27.EA, attribuita ad ENI, e prevede di reiniettare acqua salata e di strato nel pozzo Angelina 1, sfruttato a partire dai primi anni 70, al fine di evitare di sversare a mare le acque derivate dall’estrazione di gas, e al contempo tentare di fermare l’inesorabile progressione della subsidenza mediante, appunto, l’iniezione di acque in pressione negli strati produttivi già sfruttati del giacimento. Il protocollo ebbe una fase sperimentale compresa nel periodo dal 2002 al 2005: da una slide mostrata durante una apposita commissione consiliare a febbraio 2016, si leggeva, riguardo al contrasto della subsidenza mediante reiniezione, che “Forti aspettative sono legate all’aumento delle portate iniettate”. Supponiamo, con aumento delle pressioni di reiniezione.

Il pozzo Angelina 1 è posto in prossimità della foce dei Fiumi Uniti a sud di Lido Adriano, a poco più di 2 km in linea d’aria dal punto dove è stato localizzato – secondo l’INGV – l’epicentro del sisma di magnitudo 4.3 del 15 gennaio. Il punto di localizzazione dell’epicentro della scossa più forte risulta a 25 km di profondità, mentre le successive scosse di intensità molto minore sono state localizzate in zone circostanti e a profondità più ridotte, fino a 11 km dalla superficie terrestre. Gli strati mineralizzati sfruttati attraverso Angelina 1 risultano a circa - 4 km: è supponibile, dunque, che le reiniezioni avvengano a quelle profondità. Ricordiamo che le “Linee Guida monitoraggio attività di sottosuolo: coltivazione, reiniezione e stoccaggio di idrocarburi” redatte dal MISE nel 2014 al fine di valutare fenomeni di sismicità indotta o di deformazione del suolo associati alle attività svolte, parlano espressamente di necessità di monitoraggi in funzione della pericolosità attesa di sismicità indotta, valutata in funzione dei volumi iniettati.

Ora, le domande che poniamo e che potrebbero richiedere una opportuna commissione consiliare al riguardo, sono: ENI ha dato corso a questo benedetto progetto più volte sottoscritto per contrastare i danni prodotti dalla subsidenza co-indotta dalle estrazioni? Se la risposta, come supponiamo, è “no”, il Comune ha intenzione di proseguire la sottoscrizione dell’ennesimo protocollo (il quinto) con ENI? Un progetto che da ben 17 anni si riferisce alla “favola” del contrasto della subsidenza e che, alla luce di quanto successo nei giorni scorsi, forse meriterebbe approfondimenti più accurati. Se è “sì”, invece, quali sono i risultati dei monitoraggi effettuati sul progetto in corso, anche in relazione agli effetti di sismicità e microsismicità che possono essere stati indotti? A meno che, come scritto all’art. 11 comma 2 del protocollo in corso valga il “detto”: “La comunicazione al pubblico dei dati, delle attività e dei risultati scaturiti dal IV protocollo non saranno in alcun modo divulgabili se non previo assenso da parte di Eni”.

 

MeetUp A riveder le stelle Ravenna 

20/01/2019

 Commenti

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Sarebbe molto interessante ed auspicabile, ricevere una risposta da parte degli enti preposti. Alessandro
21/01/2019 - Alessandro
Non sarà che i sapienti che hanno duramente criticato l'onorevole Maestri dovranno ripensarci un momentino?
21/01/2019 - Nino
La scossa maggiore ha avuto ipocentro a 25 km di profondità, mentre Angelina estraeva da 4 km di profondità... non credo ci voglia un genio per capire che l'ipocentro si trova ben 21 km al di sotto degli strati interessati dalla piattaforma.
22/01/2019 - Tax19
Gentile Nino, il terremoto è provocato da due placche continentali che si infilano una sotto l'altra, perciò non esiste alcun dubbio: Maestri ha detto una cretinata.
22/01/2019 - Giovanni lo scettico
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