Oil&Gas. Roca lancia Manifesto Ravenna Capitale dell'Energia e chiede di tutelare attività offshore

Oil&Gas. Roca lancia Manifesto Ravenna Capitale dell'Energia e chiede di tutelare attività offshore
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Il Roca (Ravenna Offshore Contractors Association) presenta domani, martedì 22 gennaio, in Camera di Commercio a Ravenna, il proprio manifesto per sostenere "Ravenna Capitale dell'Energia", documento che proporrà per la sottoscrizione a livello nazionale, principalmente al mondo imprenditoriale ed associativo. L'obiettivo è quello di continuare a sensibilizzare "l’opinione pubblica, la stampa, e tutta la classe politica sull’importanza di riprendere le attività offshore in Italia ed in Adriatico in particolare".

Questo il testo del manifesto che verrà presentato domani:

 

MANIFESTO "RAVENNA CAPITALE DELL’ENERGIA"


Da 60 anni Ravenna è il principale distretto italiano dell’energia.
Conta su 50 aziende (circa 3.000 addetti) considerate tra le più avanzate a livello internazionale sul piano tecnologico e della sostenibilità.
In questi 60 anni Ravenna:
1.    ha ottenuto il riconoscimento di 8 monumenti tutelati dall’Unesco;
2.    ha creato un’area marina protetta a livello Comunitario con piattaforme dismesse;
3.    ha dato vita al Parco del Delta del Po;
4.    ha visto progressivamente crescere il turismo della città d’arte, quello balneare e quello ambientale;
5.    promuove annualmente il Ravenna Festival;
6.    si appresta a celebrare i 700 anni della morte di Dante;
7.    ospita ogni biennio OMC Offshore Mediterranean Conference, la rassegna internazionale dell’energia.
In questi 60 anni l’industria energetica ha creato migliaia di posti di lavoro qualificati e ha accompagnato Ravenna nella sua crescita, integrandosi in essa nel rispetto dell’ambiente.
Chiediamo:
-    di continuare su questa strada nella fase di transizione verso le rinnovabili, in nome della scienza e non nella demagogia e della demonizzazione;
-    di proseguire l’estrazione di gas in Adriatico al fine di creare ancora nuovi posti di lavoro;
-    di non importare e far pagare alle famiglie e alle imprese lo stesso gas dell’Adriatico che sarà estratto dai paesi frontalieri (Croazia, Albania e Montenegro);
-    di far funzionare i fornelli delle cucine, i termosifoni, le industrie manifatturiere e i trasporti con il gas a km 0, l’unica energia di transizione verso le rinnovabili. Pagando meno e inquinando meno il mare e l’ambiente
Questo è quello che chiede una comunità intera. Meno Inquinamento, meno costo, più lavoro.

21/01/2019


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