Ai sabati del Moog Franco Masotti per discutere sul futuro della musica a Ravenna

Ai sabati del Moog Franco Masotti per discutere sul futuro della musica a Ravenna
Franco Masotti

Città del silenzio o città della musica? Su quale siano il ruolo e il destino di Ravenna si interroga ai Sabati del Moog Franco Masotti, direttore artistico di Ravenna Festival. Sabato 2 febbraio, alle 18, Masotti è ospite del Moog per la rassegna curata da Ivano Mazzani e racconta i suoi “incontri con uomini straordinari”. Franco Masotti parte da una constatazione semplice e provocatoria: “Ravenna da città del silenzio diventa città della musica, insospettabilmente...”. Fior di autori e musicisti hanno portato la loro arte e le loro opere a Ravenna nel corso degli anni e questo anche grazie alla trentennale esperienza di Ravenna Festival.


Il direttore artistico del Festival apre dunque una riflessione sulle attitudini della città, divisa tra traguardi culturali e chiusure provinciali. Partendo dalle esperienza di Arvo Pärt e John Cage, Masotti guida il pubblico del Moog in un curioso viaggio tra opere e curiosità degli uomini straordinari. Nato nel 1955, Franco Masotti vive a Ravenna. Dopo gli studi di filosofia, pianoforte e composizione a Firenze, negli anni ’80 inizia a occuparsi della “New Music” statunitense, in particolare dei suoi rapporti con le arti visive e l’uso delle nuove tecnologie. Assieme al fratello Roberto e a Veniero Rizzardi organizza la rassegna internazionale "Sonorità Prospettiche. Suono/Ambiente/Immagine" (Rimini 1982), prima analitica campionatura degli artisti che si misurano col suono. Nel 1982 inizia la collaborazione con il festival Aterforum a Ferrara nell’ambito del quale organizza rassegne monografiche sul minimalismo musicale. Vince poi il Premio Abbiati per i progetti speciali per la rassegna installazione “Glenn Gould in video” (1991). Ha collaborato come critico musicale con le riviste: Scena, Alfabeta, CD Classica, Musica Viva, Auditorium, il Giornale della Musica. Ha curato, tra le altre cose, l’edizione di “Lettera ad uno sconosciuto” di J. Cage, “La mia musica” di P. Glass, e numerose voci di teatro musicale novecentesco e contemporaneo nel “Dizionario dell’opera”. Dal 1998 è direttore artistico, assieme a Cristina Mazzavillani Muti e Angelo Nicastro di Ravenna Festival, nell’ambito del quale ha curato numerosi progetti speciali, tra cui la rassegna “Transcaucasia”, dedicata alle musiche di Armenia e Georgia e “Un’Idea del Nord”, sugli orizzonti sonori dei paesi baltici e scandinavi. È docente di Storia ed estetica dei linguaggi artistici del ‘900 presso il Conservatorio di Perugia. L'appuntamento è a ingresso libero.

01/02/2019


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