Gioco d'azzardo. Manzoli (Ravenna in Comune ): Dalla Regione un pastrocchio

Gioco d'azzardo. Manzoli (Ravenna in Comune ): Dalla Regione un pastrocchio
Immagine di repertorio

A Ravenna su 31 sale dedicate all’azzardo, 26 rientrano tra quelle “vicine” ai luoghi sensibili. Di queste tre hanno cessato l'attività mentre molte delle restanti hanno avviato iniziative per bloccare, limitare o rallentare il procedimento

Massimo Manzoli, consigliere comunale di Ravenna in Comune, interviene in merito alla nuova delibera regionale che vieto il gioco d'azzardo all’interno di un raggio di 500 metri da luoghi sensibili: "un atto regionale che doveva chiarire alcune questioni si è rilevato un pastrocchio". 
"Qualche settimana fa - spiega il consigliere - la nuova delibera regionale, aveva creato grandi allarmismi e avevo immediatamente depositato interrogazione alla nostra Giunta per capire se e come avrebbe influito nel territorio del Comune di Ravenna". 

Durante il consiglio comunale di ieri è arrivata la risposta dell’assessora Morigi, che non ha soddisfatto il consigliere. "Il punto cruciale è proprio quello che aveva sollevato un polverone qualche settimana fa: “Si precisa che il periodo di proroga di sei mesi connesso alla richiesta di delocalizzazione, in ragione di particolari esigenze che ciascun Comune potrà valutare e dovrà adeguatamente motivare nei relativi provvedimenti, può essere ulteriormente prorogato per un massimo di ulteriori sei mesi”. L’assessora Morigi ha confermato i nostri dubbi sul fatto che “particolari esigenze” sia assolutamente non chiaro e possa lasciar aperte interpretazioni completamente differenti da territorio a territorio".

Nella risposta l’assessora ha confermato anche il fatto che si sarà necessario chiedere ulteriori pareri e chiarimenti in Regione per avere una uniformità di valutazione su questi aspetti e non esporre il Comune ad ulteriori rischi di ricorsi. "Insomma  - prosegue Manzoli - un atto regionale che doveva chiarire alcune questioni si è rilevato un pastrocchio che rischia di rendere ancora più complicata l’applicazione di una legge regionale, per gli enti territoriali".

"Avevamo formulato un’altra serie di domande per capire e avere un aggiornamento sullo stato di avanzamento della mappatura a Ravenna e le risposte dimostrano ancora una volta l’enorme difficoltà nell’ottenere risultati sul territorio comunale in mancanza di prese di posizione e leggi chiare nazionali - prosegue il consigliere -. Infatti su 31 sale dedicate all’azzardo sul territorio comunale, 26 rientrano tra quelle “vicine” (entro 500 metri) ai luoghi sensibili. Di queste sale, due risultano già con attività cessate mentre per le restanti l’assessora ha confermato che entro il 20 settembre scorso sono partiti 24 avvii di procedimento per la chiusura. Da quel momento, una sala effettivamente è stata chiusa, mentre sono partite tutta una serie di iniziative per bloccare, limitare, o rallentare il procedimento: da richieste legittime di nuova misurazione (da effettuarsi con contradditorio) a diffide, da richieste di sospensione a ricorso al TAR".

Manzoli conclude con una sollecitazione al Sindaco de Pascale: "finito il consiglio comunale di ieri ho appreso dalla stampa che anche a Faenza con un’ordinanza firmata dal sindaco nella giornata di lunedì, il Comune ha modificato la disciplina riguardante gli orari di apertura delle sale giochi, sale videolottery e sale scommesse. Visto che a luglio la Giunta aveva promesso lo stesso provvedimento a Ravenna, e che sono passati 6 mesi, continuiamo a chiedere al nostro Sindaco che si faccia coraggio e segua l’esempio dei suoi colleghi concretizzando quella “volontà di produrre una sorta di orario di accesso al gioco uniforme in tutta la provincia per contrastare il fenomeno del turismo da slot che consente ai giocatori di spostarsi da un Comune ad un altro usufruendo degli orari più vantaggiosi”.

06/02/2019

 Commenti

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.... ma la più grande ipocrisia è quella di chi gioca d'azzardo ( 700 milioni di euro l'anno, in Provincia??? !) E magari si lamenta delle spese x l'immigrazione. Manca proprio il più primitivo buon senso
06/02/2019 - Giovanna Montanari
E' giusto combattere la ludopatia, ma è anche giusto risarcire tutti gli imprenditori che hanno avuto il nulla osta da parte degli enti e che hanno investito molti soldi nelle loro attività, ed è anche giusto risarcire i dipendenti di tali attività che perderanno il posto di lavoro. Questa è tutta una questione politica, le lobby dei bookmakers vogliono far chiudere le agenzie di scommesse per evitare di pagare le commissioni alle stesse e la politica marcia sulla ludopatia ma se volessero veramente contrastarla dovrebbero eliminare anche i gratta e vinci
06/02/2019 - luca c.
Con la legalizzazione del gioco d'azzardo si è avuto un aumento esponenziale dei giocatori. Lo Stato ha creato, per interesse di cassa, un esercito di zombie e ha distrutto migliaia di famiglie, con altissimi costi sociali. Ricordiamocelo quando sarà ora di decidere per la legalizzazione dello spaccio di marijuana.
07/02/2019 - Davide L.
Giovanna..paragone poco azzeccato ma se si vuole difendere l ´immigrazione in ogni dove allora ci sta´ Comunque perche´un maggiorenne non puo´suicidarsi economicamente?
07/02/2019 - artemio
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