Oil&gas. Anche il Roca a Roma il 9 febbraio per difendere il settore Offshore

Oil&gas. Anche il Roca a Roma il 9 febbraio per difendere il settore Offshore
Immagine di repertorio

Anche il ROCA, Ravenna Offshore Contractors Association, sabato 9 febbraio sarà a Roma, alla manifestazione nazionale “Futuro al lavoro” indetta dai Sindacati. Obbiettivo dell'Associazione Ravennate dei Contrattisti Offshore è quello di mantenere alta l'attenzione sulla questione degli emendamenti “no-triv”, nel Ddl Semplificazioni che bloccheranno le attività di ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti nazionali di gas. Con un manifesto/appello, il ROCA chiarisce i tre aspetti fondamentali legati all’utilizzo del gas definito "risorsa nazionale a chilometro zero”.

Spiega il Roca: "Gas naturale italiano, vuol dire meno inquinamento, meno spesa e più lavoro".

"Il Gas Naturale non genera polveri sottili e provoca basse emissioni di anidride carbonica (CO2)" sottolineano dall'Associazione." L’utilizzo di Gas Naturale Italiano comporta una riduzione di emissioni di CO2 pari a circa il 25% rispetto a quello che l’Italia importa dall’estero, che viene trasportato per migliaia di chilometri prima di arrivare nelle nostre case".

"Il nostro Paese paga annualmente una “bolletta” per l’energia importata dall’estero pari a circa 40 miliardi di Euro. La produzione nazionale di idrocarburi, pur ridotta al minimo, ci ha consentito nel 2018 di ridurre le importazioni con un risparmio sulla bolletta energetica pari a 3,1 Miliardi di Euro (di cui circa la metà dal Gas Naturale). Il risparmio ottenuto nel 2018, già molto consistente, potrebbe nei prossimi anni raddoppiare rapidamente se si consentisse di investire nel nostro Paese" spiegano dal ROCA.

"Il comparto degli idrocarburi dà lavoro diretto a circa 20.000 persone in Italia (di cui circa la metà in Emilia Romagna) e a varie decine di migliaia di lavoratori dell’indotto - sottolineano i Contrattisti Offshore -. Questi posti di lavoro “ad alto valore aggiunto” potrebbero presto aumentare notevolmente se si promuovesse lo sviluppo delle riserve nazionali, in particolare per il Gas Naturale che costituisce l’elemento di transizione energetica più sostenibile verso il traguardo futuro di una energia da sole fonti rinnovabili". Gli emendamenti “no triv” approvati dal Parlamento nel Ddl Semplificazioni, secondo il ROCA, provocheranno "un drammatico calo occupazionale e la desertificazione industriale di un settore nel quale il nostro Paese è un’eccellenza a livello mondiale".

07/02/2019

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Anni fa un signore chiamato Enrico Mattei ha creato un impero che ha dato da lavorare a milioni di persone in tutto il mondo, ha portato ricchezza dove ha operato. È stato un grande uomo politico lungimirante, faceva contratti in tutto il mondo. Lui era famoso per aver creato ľ ENI, sapeva lavorare. Questi politici saranno ricordati per fare chiudere società e licenziare personale, fermare opere. Abbiamo una miniera ď oro sotto i piedi, non capiscono ľimportante di sfruttarla. La ricchezza creata con le fonti fossili potrebbe servire per costruire nuovi impianti per le rinnovabili come fanno nei mari del nord, ci vendono il loro petrolio che useremo ancora per decenni e loro installano campi eolici in mezzo al mare. Le compagnie petrolifere dovrebbe chiudere i rubinetti di metano, gpl, benzina e gasolio, pregherebbero in ginocchio per riaprire tutto e subito. Si ferma il paese altro che elettrico.
07/02/2019 - Giorgione il Barbaro
Condivido tutto,non bisogna mollare su questo tema e studiare nuove iniziative contro questi barbari incapaci
08/02/2019 - Sergio bazzanini
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