La stagione dei teatri. All'Alighieri i Sonetti di Shakespeare tra teatro e danza

La stagione dei teatri. All'Alighieri i Sonetti di Shakespeare tra teatro e danza

Mercoledì 13 febbraio, con inizio alle ore 21, il Teatro Alighieri ospita "Shakespeare/Sonetti", versione italiana e adattamento teatrale Fabrizio Sinisi e Valter Malosti.

Un fool contemporaneo, armato di microfono, e quattro danzatori, incarnano i moti di un amore limpido e squilibrato, straziante e fuori asse. Non si tratta di una semplice lettura scenica del canzoniere del Bardo. È uno spettacolo innovativo e trasversale, giocato su combinazioni imprevedibili di movimento e parola, in perenne dialogo con la musica e il suono. Una ricerca sul linguaggio poetico di Shakespeare che prende le mosse dalla nuova versione italiana delle poesie, preparata e adattata per la scena da Fabrizio Sinisi e Valter Malosti, con la regia dello stesso Malosti e le coreografie di Michela Lucenti. Con Shakespeare/Sonetti Malosti torna dopo molti anni a collaborare con Michela Lucenti e il suo gruppo di lavoro, fra i più importanti e riconosciuti ensemble di teatro-danza contemporanei, e conclude così la sua trilogia sullo Shakespeare “non teatrale” iniziata con Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia.

Enigma filologico, impenetrabile documento, lettera d’amore a un destinatario sconosciuto, i Sonetti di Shakespeare diventano qui a pieno titolo uno dei testi teatrali shakespeariani: forse l’unico vero monologo maschile della sua teatrografìa. L’ordine dei componimenti viene ricostruito in una nuova lingua e una nuova drammaturgia. Un complesso romanzo d’amore con quattro figure e una sola voce: con il Narratore dei Sonetti Shakespeare crea infatti uno dei suoi grandi protagonisti, un personaggio clownesco e sboccato, straziante e disperato, di allucinata modernità. Una fra le più complesse e grandiose opere di poesia dell’età moderna diventa in questo spettacolo un altare sacrificale, un evento di grazia e furore, canto e lamento, beffa e bestemmia, che anticipa I grandi canzonieri d’amore del Novecento, da Auden a Pasolini, da Salinas a Testori.

Patetico e disperato è l’amore che nei Sonetti si racconta, un amore tanto limpido quanto squilibrato, infelice, fuori asse: l’amore di un uomo ormai maturo nei confronti di uno molto più giovane e bello, un vecchio poeta disposto anche a coprirsi di ridicolo, a rendersi buffone agli occhi della gente, pur di esprimere il suo sentimento, affermandolo in un gesto plateale e spudorato: la poesia, il Narratore fa della sua poesia il suo stesso palcoscenico. Come accade nella tradizione popolare, la parola diventa non solo lo strumento di un dialogo, ma il luogo di una performance: invocazione, elegia, preghiera, lamento, dichiarazione.

«Ciò che avviene nei Sonetti – spiega Valter Malosti – è innanzitutto l’esibizione di un io disperato e precario, disposto a dire tutto, a farsi povero e buffone, a divenire esso stesso spettacolo. Pur di non perdere l’Altro: il bel giovane, l’ombra misteriosa e mai identificata dell’opera shakespeariana, un personaggio idealizzato e irrealizzabile, bellissimo e indifferente, simbolo della luce e della grazia, unico baluardo di eternità contro l’incombere della morte».
All’apollineo numinoso del “fair youth” si contrappone, opposto e complementare, il buio della dark lady, il contrappeso d’ombra, il contrappasso nero di tutto ciò che il ragazzo rappresenta nella luce. Oggetto inclassificabile della filologia shakespeariana, la dark lady diventa lo specchio perverso del Narratore, la sua parte rimossa e tuttavia necessaria: l’eros funereo, l’ossessione del corpo, la nevrosi mortuaria, il furore e la farsa, una figura di crudeltà cinica e umorale in cui veder ritornare l’innominabile.

La dark lady, creata in scena da Michela Lucenti, è ciò che il Narratore non vuole essere e tuttavia non può fare a meno di essere: l’ombra infera che la luce del Ragazzo non annulla ma anzi allunga e distarne

«Ecco quindi forse la contraddizione che rende i Sonetti la più estrema e dolorosa fra le tragedie shakespeariane – dice Malosti. Nell’Io narrante, Shakespeare mette in scena il dissidio insanabile fra gli opposti, il contrasto fra luce e ombra, ordine e caos, delirio e realtà, amore e morte. Ma è proprio in questo nodo irrisolvibile che accade la poesia: inscenati come testo teatrale, i Sonetti diventano un dibattito per voce sola e corpi, uno spettacolo trasversale che mette insieme teatro, danza, canto in una complessa drammaturgia coreografica e sonora, uno spazio instabile e irrequieto popolato dai fantasmi di uno solo che diviene moltitudine».

Shakespeare/Sonetti
regia Valter Malosti
coreografie Michela Lucenti
con Valter Malosti, Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Marcello Spinetta, Elena Serra
scene e costumi Domenico Franchi
luci Cesare Agoni, Sergio Martinelli
acconciature e trucco Bruna Calvaresi
assistente alla regia Elena Serra
suono Fabio Cinicola
produzione TPE - Teatro Piemonte Europa, Centro Teatrale Bresciano, Teatro di Dioniso

Durata spettacolo: 1 ora senza intervallo

Biglietti
Platea e palco I, II e III ordine
intero 26 € / ridotto* 22 € /under30 18 € / under20 9 €
Galleria e palco IV ordine
intero 18 € / ridotto* 16 € /under30 11 € / under20 9 €
Loggione
intero 7,50 € / under30 5,50 €

Spettacolo in abbonamento – Titolo a scelta
Spettacolo inserito nel programma di ToDay ToDance

Grazie al contributo di Fondazione Flaminia sono a disposizione biglietti gratuiti per gli studenti universitari iscritti al Polo di Ravenna. I biglietti saranno in distribuzione martedì 12 febbraio dalle 12 alle 14 presso il Punto Ristoro a Palazzo dei Congressi.

Biglietterie
Biglietteria Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, tel. 0544 249244, aperta tutti i feriali dalle 10 alle 13, il giovedì anche dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo.
Biglietteria Teatro Rasi, via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 30227 aperta il giovedì dalle 16 alle 18 e da un’ora prima di ogni spettacolo.

12/02/2019


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