Pialassa Piomboni. Berkan B, sopralluogo del M5S: "Il relitto va rimosso con la massima urgenza"

Pialassa Piomboni. Berkan B, sopralluogo del M5S: "Il relitto va rimosso con la massima urgenza"
Carlo Ugo de Girolamo durante il sopralluogo

“Le condizioni della nave Berkan B, inabissatasi per metà nelle acque del Porto di Ravenna, continuano a destare molta preoccupazione”: è quanto emerge da un sopralluogo effettuato ieri da Carlo Ugo de Girolamo e Andrea Bertani, portavoce del Movimento 5 Stelle e rispettivamente membro della commissione Trasporti della Camera dei deputati e consigliere regionale. 

“Abbiamo contattato Carabinieri Forestali, Arpae e Vigili del Fuoco” - dichiarano i due portavoce - “dopo poco è arrivata la ditta incaricata della bonifica, la Secomar, che ha controllato la situazione, in particolar modo quella più preoccupante, ovvero la comprensibile mancata tenuta stagna delle panne nei punti di aggancio con la banchina, dove una scia iridescente spesso trova il modo di uscire delle panne e disperdersi nell’acqua della Pialassa dei Piomboni, come avvenuto anche oggi”.

“Dopo aver allertato anche la Capitaneria di Porto, è giunta sul posto una motovedetta della Guardia Costiera ed un’unità mobile via terra, che hanno proceduto ai rilievi del caso, fornendomi altresì maggiori chiarimenti sulla messa in sicurezza del relitto” - sottolinea il deputato de Girolamo. - L’11 febbraio, infatti, dopo mesi di segnalazioni da parte di tanti cittadini per una situazione che si protrae dall’ottobre del 2017, quando la nave si spezzò in due per errata operazione di smontaggio, il meetup A riveder le stelle aveva sporto denuncia al comando provinciale dei Carabinieri di Ravenna. Il 5 marzo la nave si è definitivamente spezzata in due tronconi e la prua è colata a picco. Da quel che risulterebbe, solo il giorno dopo la denuncia sono iniziate le operazioni di rimozione del carburante rimasto a bordo dalla nave. Operazioni che durano tutt’ora, tant’è che ieri, durante un sopralluogo, un’attivista del meetup ha permesso di documentare impressionanti chiazze di idrocarburi sversate nelle acque della pialassa, successivamente aspirate dalla Secomar".

Un'altra foto del sopralluogo: si vede chiaramento uno sversamento che fuoriesce dal relitto

“Anche oggi” - dichiarano Bertani e de Girolamo - “durante il sopralluogo, dentro la prima barriera di panne era ben visibile una grande quantità di sostanze oleose galleggianti sull’acqua. Nel frattempo, per 200 mila euro, gli operai incaricati dall’Autorità Portuale stanno preparando alcuni tubi in ferro che verranno infissi sul lato libero di ciò che resta della Berkan, in modo da impedire il possibile rotolamento e il definitivo inabissamento del relitto verso il centro del canale portuale dei Piomboni, fatto, questo, che impedirebbe la sicurezza della navigazione".

"Da quel che sembrerebbe, infatti, la situazione, giunta ad un punto gravissimo, potrebbe essere stabilizzata in questo modo, e la rimozione del relitto avvenire in tempi lunghissimi, se non addirittura mai, come accaduto per le tre navi ucraine e le due chiatte parcheggiate da decenni nel cosiddetto “cimitero delle navi” adiacente alla Berkan” - dichiarano i due portavoce. Che proseguono: “Riteniamo che questo sia dannoso per la salubrità delle acque, in collegamento col Candiano, con la pialassa Baiona e col mare, e del tutto incompatibile con la tutela dell’avifauna (anche rara e protetta), della fauna ittica e del contiguo sito SIC ZPS zona di Parco del Delta del Po “Pialassa dei Piomboni”. Il relitto della Berkan è semiaffondato, la zona dei motori e delle cisterne è invasa dalle acque e le maree e gli eventi meteomarini continueranno a diffondere la sostanze inquinanti in essa ancora contenute. La protezione delle panne è temporanea, non è stagna e necessita di controlli continui, che ovviamente non possono essere garantiti ogni minuto”.

“Riteniamo che il relitto vada rimosso con la massima urgenza dalle acque della pialassa, e pertanto, nei prossimi giorni verranno depositati in Parlamento e in Regione tutti gli atti necessari per fare e ulteriore chiarezza sulla grave situazione in corso” - concludono i portavoce.

10/03/2019

 Commenti

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In un paese serio chi ha permesso tutto questo sarebbe in galera.
10/03/2019 - ALDO
Saggia decisione, nessuno aveva immaginato una soluzione simile. Complimenti
10/03/2019 - Fabio
Avuuu, voi ben che siete dei relitti! Tanti condoni, tante immunità e tanti tavluti a tutti!!!
10/03/2019 - aldo
Mi piacerebbe sapere se il costo di questo disastro sará pagato con danaro pubblico o con quello di coloro che hanno permesso che potesse accadere.
10/03/2019 - Ravèna
Come sempre tutti a parlare con una ignoranza magistrale. 1° Non si possono demolire navi se non nei porti preposti per legge. Informatevi e rimarrete stupiti sulla normativa vigente. 2° le autorità competenti sono pienamente colpevoli per avere concesso permessi inattuabili. Quindi il lavoro di smantellamento è assolutamente fuorilegge. Autorità Portuale e Capitaneria di porto si devono assumere le colpe e i costi per ripristinare la situazione. Un particolare...coi soldi pubblici? Personalmente farei nomi e cognomi con tanto di penale ai responsabili di tutto questo. E per il denaro speso andrei a pescarli nelle tasche dei responsabili.
10/03/2019 - Stufo
e invece chi ci rimette sono gli armatori delle navi che adesso hanno l'obbligo di usare un rimorchiatore portuale se transitano in quella zona con costi nave che crescono e armatori che decideranno di saltare Ravenna per dirigere su porti con meno problematiche e costi
11/03/2019 - sga
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